L’imbarazzo di Pansa dagli anni ‘80 ai giorni nostri, l’eroe del revisionismo di comodo è in realtà solo l’eroe della comodità di se stesso
Giampaolo Pansa 1 - Primi anni 80. Ogni fine settimana correvo da Milano a Padova per il mio programma settimanale di informazione per Teleuropa, emittente locale nonostante il nome “continentale”, prima di passare a correre ogni fine settimana sempre a Padova, ma per Telepadova. Una volta invitai Pansa per intervistarlo sul suo libro “Comprati e venduti”, dove denunciava l’eccessiva facilità con la quale gli editori comprano e vendono i giornali per i loro affari non sempre encomiabili. «Scusa, Giampaolo, ma perché non scrivi anche “Comprabili e vendibili”, per denunciare la facilità con la quale noi giornalisti passiamo da un giornale all’altro?», domandai serafico. Silenzio imbarazzato, forse perché Pansa era da poco passato dal Corriere d
ella Sera a Repubblica, ovviamente con stipendio certo non dimezzato, e poi il solito «Ah, sì sì, certo, hai proprio ragione».
Giampaolo Pansa 2 - Primi anni 90. Ho incontrato Pansa nel corridoio della redazione de L’Espresso a Milano. Grandi discorsi da fustigatore indefesso, di quelli che io chiamo “trombonici”, conditi da una chicca: «Che i democristiani fossero corrotti era chiaro, io per esempio una volta sono andato a casa di Franco Evangelisti, il braccio destro di Andreotti, e ho visto che alle pareti aveva perfino un Canaletto. Mica ha potuto comprarselo con lo stipendio da parlamentare…». I colleghi assentivano con foga, la foga dell’epoca (inutile, a conti fatti oggi) di Mani Pulite, ma a me venne quasi il sangue agli occhi. «Giusto, caro Giampaolo, ben detto. Ma perché lo racconti solo adesso invece che scriverlo subito anni fa, non appena hai visto il Canaletto?», domandai serafico. Silenzio imbarazzato.
Giampaolo Pansa 3 – Domenica 26 ottobre 2008. Al festival del cinema di Roma Giampaolo Pansa dopo la proiezione del film “Il sangue dei vinti”, tratto dal suo omonimo romanzo centrato sui crimini dei partigiani a fine guerra mondiale e subito dopo, pontifica da par suo: «L’Italia non è ancora un Paese pacificato perché chi allora vinse non ha raccontato fino in fondo cosa accadde durante e dopo la guerra civile. Il muro d’omertà dei vincitori non è stato mai rotto. E dunque la guerra civile, nel dolore delle famiglie, non è mai finita». Che l’Italia non sia pacificata è vero, ma è vero da vari secoli e i partigiani “non ci
azzeccano”, e se ci azzeccano è solo come ultimi della serie dei responsabili. Sarebbe come prendersela con Pansa per il degrado del giornalismo italiano, del quale lui semmai è una delle ultime concause, ma certo non la prima né la principale. In ogni caso è da ipocriti l’insistere di Pansa a dire “i vincitori” riferendosi di fatto sempre e solo ai partigiani e ai comunisti, perché a vincere sono stati soprattutto i filoamericani, i padroni, gli stessi che avevano foraggiato il fascismo, dalla Fiat di Agnelli fino alla Confindustria e ai padroni anche del Corriere della Sera. A vincere è stata anche la Democrazia Cristiana, i liberali, i repubblicani, i monarchici, i banchieri, per non dire della Chiesa che ha evitato di pagare lo scotto per le sue malefatte, dal benedire l’invasione coloniale dell’Africa fino a benedire Mussolini, dal togliere di mezzo gli ostacoli come don Sturzo sulla strada dei fascisti in cambio dei Patti Lateranensi fino all’equivalente in Germania in cambio di un altro grasso piatto di lenticchie da parte di Hitler. Persino un cattolico convinto come Cossiga ha riconosciuto tempo fa che senza il disco verde della Chiesa il fascismo in Italia non avrebbe preso il potere. E non sono pochi quelli che dicono la stessa cosa riguardo la presa del potere dei nazisti in Germania, facilitata dalla decisione del Vaticano di togliere di mezzo i don Sturzo tedeschi.



























Probabilmente sbaglio,
ma spesso si dice che “se hai parlato di una cosa allora devi anche parlare di quell’altra” come se questa azione fosse di assoluta necessità alla ricerca storica. Di solito uno studioso si concentra su un obbiettivo e lo sviluppa seguendo il punto di vista che ha scelto. Sta poi a chi studia su quei testi cercare altri punti di vista forniti da fonti differenti. È come dire, secondo me, che se parlo degli eccidi compiuti dai conquistadores spagnoli in centro e sud america devo però assolutamente anche parlare della ferocia di questi popoli che compivano sacrifici umani. Io però me ne frego di quel aspetto, io voglio focalizzarmi sulla violenza spagnola.
Mi sembra ci sia una tendenza a voler relativizzare.
Sbaglio?
fosse ca fosse ‘nu paraculo ?
e lu paraculo tiene diritto comunque di parlare ?
tiene diritto di esporre verità ?
o essere ‘nu paraculo te pone in condizione di imbavagliamento ?
a mio aviso lu paraculo tene tiritto, ma paraculo rimane, basta nun lo paragonà a ‘nu grand’ hommo
La Repubblica e l’Unità non vi hanno detto che nonostante che all’indomani della guerra ci fosse stato l’armistizio , i” valorosi”(sic partigiani rossi ,hanno continuato ad uccidere preti,suore e civili innocenti ? Che eroi questi compagni…….Altro che liberarci dal nazismo ! Se non fosse stato per l’America , oggi saremmo una colonia della Germania o un satellite della Russia.” Compagni” , se la cosa vi può dare sollievo, sappiate che il comunismo non è mai morto, oggi è più vivo che mai-vedi Russia , Cina,Corea del Nord, Cuba e vi dicendo.E’ stato solo un grande bluff ………..
@enrico: considerato che i revisionisti accusano gli altri di omissione, direi che dovrebbero essere loro i primi a contestualizzare
@spartako: no, ma se sei paraculo ti piji ji schiaffi in faccia quando qualcuno te lo fa notare e sht, a catena
@jerico: premettendo che compagna ci sarà tua sorella, vorrei sapere da te come giudichi invece gli stermini nazifascisti di suore, preti, civili innocenti etc etc
Enrico, non confondiamo lo storico con il giornalista. Pansa non è uno studioso, è un giornalista. Se vede un Canaletto a casa del braccio destro di Andreotti, opera che ritiene non possa essersi comprata con lo stipendio da parlamentare può fare due cose: diffondere la notizia o tacere, per sempre. Insomma che continui a farci la morale stabilendo chi è fascista e chi no è francamente insopportabile.
ottimo articolo di nicotri. tra l’altro, aggiungo, ci fosse stata una norimberga italiana e non la fine a “tarallucci e vino” tipica italiana, magari molti delitti non sarebbero avvenuti, lasciando perdere le vendette personali.
e comunque, bene che pansa ne abbia parlato sfatando un tabù, male anzi malissimo che persistano i tabù su quanto fatto per esempio dal fascismo in africa, a cominciare dai gas nervini usati nell’africa orientale, e dei massacri anche degli alleati in sicilia.
A Jerico capisco che non si può pretendere da te onestà intellettuale per ammettere che non hai capito un cacchio dell’articolo e di quel che voleva appunto dimostrare che a forza di voler mettere in risalto alcuni aspetti anche spregevoli della resistenza,non possiamo dimenticare che esiste il passato regresso molto più squallido che sembra quasi ora finalmente riabilitato.
Col cavolo non è la stessa cosa sia per il modo in cui è emerso sia x il fine che ha raggiunto e come ben detto nell’articolo non dimentichiamo che sono in tanti ad aver beneficiato delle malefatte partigiane senza versare nè sangue e rimetterci per il loro passato.
Quindi almeno risparmiaci Jerico il tuo moralismo da quattro soldi…e togli le fette di limone dagli occhi e sviluppa un pò di capacità critica che può sempre servirti nella vita….
Con dovuto rispetto ciao
sia tra i fascisti che fra i comunisti ci sono stati un infinità di banditi e criminali.Sono 2 ideologie totalmente sbagliate perchè sono contro l’uomo e contro l’amore.Ancora oggi tantissimi non usano non dico gli insegnamenti del S.Vangelo ma quella che abbiamo tutti la Coscienza ed è sotto gli occhi di tutti vedere dove va l’umanità.Se mettessimo in pratica non fare agli altri,quello che non vuoi che sia fatto a te stesso come potrebbe essere bello il mondo,
Premetto che la guerra è sempre bruttissima per la popolazione, ed un po meno per capoccia, alti gerarchi, politici, grossi industriali ecc.ecc. (dicasi paraculati)………..
Premetto che nazisti, fascisti, bianchi,neri o rossi, quando hanno sparato sulla popolazione hanno compiuto un atto NON giustificato e NON giustificabile (guerra dovrebbe essere una contrapposizione di eserciti non una strage di civili)……..
Devo però anche dire che ci sono tantissime stragi compiute di “riflesso”, ovvero mi spiego di solito i partigiani colpivano i tedeschi, e poi fuggivano senza avvertire le popolazioni, le quali per rappresaglia venivano punite dai tedeschi…………………
Fielis piccola frazione del comune di Zuglio in provincia di UD, in sei partigiani fanno un imboscata a due tedeschi che rientravano a piedi al commando, uno lo ammazzano, uno riesce a fuggire………………
I partigiani si ritirano sui monti, arrivano i tedeschi e fanno il sacco alla popolazione, dovevano essere uccisi in 10 (un tedesco kaput= 10 italiani Kaput)vengono portati in piazza e tenuti tutta la notte li, cercano di mediare il medico ed il prete, entrambi massacrati di botte e morti , ma la popolazione almeno l’hanno lasciata…………………………….
Ora sti sei deficenti potevano o ammazzare tutti e due i tedeschi o avvisare la popolazione, troppo comodo fare così………….
Andatevi a leggere quello che ha scritto Bocca sulla resistenza. Lui l’ ha fatta possiamo essere o non essere d’ accordo ma sono racconti di chi l’ ha vissuta realmente, Pansa probabilmente ha carpito l’ aria che tira per vendere qualche copia in più. P.S. Per capire qualcosa di cosa è stata la resistenza e la conseguente guerra civile bisognerebbe ascoltare chi l’ ha vissuta e vi garantisco che i racconti di mio padre e mio fu nonno fanno drizzare i capelli.
Bocca ha rotto le palle più di Pansa.
@nuvolarossa
Ecco vedi, ho relativizzato pure io, se parla di storia allora è pure uno studioso di essa. Senza cattiveria, davvero, ma l’impressione è proprio quella di voler sminuire la portata delle sue affermazioni. Il fatto che io parli ora o tra vent’anni che il politico tal dei tali che dichiara 30000 euro l’anno ha un missile in giardino sottolinea il coraggio della persona ma non inficia la veridicità dei suoi interventi. Se l’articolo vuole essere unicamente una critica alle capacità pontificie (di pontificare) di Pansa ok, ma se vuole arrivare a sminuire la portata dei suoi interventi allora non credo sia giusto.
Ma, come ho detto prima, potrei sbagliare o non aver capito niente.
@loska
vero, ma anche no. Se la prassi vuole che tutto sia decontestualizzato perché cambiare?
Scherzo, la contestualizzazione è giusto farla. Se si riesce il più obbiettivamente possibile. Il punto è che il contesto è spesso descritto (o meglio, accettato come veritiero) unicamente nella versione dei vincitori. Spesso ho visioni manichee della vita, quindi la verità è solo da una parte, quella dei fatti. I fatti qui non li ha ancora raccontati nessuno in maniera completa e chissà chi ci riuscirà mai.
(A scanso equivoci, questi fatti io li vorrei descritti anche per tutte le vicende da voi descritte. Ma i peccati di uno non cancellano i peccati degli altri)
Ho letto Pansa per molti anni . Poi ho smesso.Penso che oggi egli si trovi prigioniero dei suoi clienti , quelli che gli comprano i libri .
A mio modesto avviso, Pansa nei suoi romanzi, fa solo della cronaca. Fa il giornalista insomma .Ma la storia, e lo storico , sono una cosa diversa.
facciamo allora l’esempio di un ragazzo che non ha visto tornare suo padre o suo fratello deportato nei campi di lavoro tedeschi dove il solito delatore , anche il prete del paese, l’ha fatto mandare con l’accusa di essere comunista si ritrovi per le mani un arma da fuoco e si ritrovi davanti il suddetto meschino. è un eccesso se giela fa pagare? forse eticamente sì, ma evidenzio che la stessa legge, che all’etica si deve rifare, fino a pochi anni fa ammetteva il delitto d’onore e ancora oggi, nel meridione, in certi strati sociali, se non lavi col sangue un torto sei bandito come infame certi. anche se solo (rispetto all’esempio) ti hanno ingravidato la sorella.
Combinazione, il grande Pansa, che probabilmente si aspetta una medaglia per la sua “imparzialità”, ha evitato accuratamente di esternare questo bisogno di revisionismo fino all’avvento dell’era berlusconiana (si è pure assicurato che il berlusconismo si fosse radicato sufficientemente nel cervello degli italiani tanto da arrivare alla terza elezione)… avrebbe dovuto aspettare anche l’estinzione di tutti i familiari delle vittime del fascismo, perchè finchè ce ne sarà uno in vita e finchè sarà viva la memoria non potrà dirsi con la coscienza proprio tranquilla.
Fare i processi alle guerre civili proprio perchè in quanto guerre serve a poco, e a molto se ti vuo arruffianare il potente di turno.
Personalmente trovo Pansa molto carente come storico, perchè fa una operazione che con la ricostruzione storica ha poco a che fare: presi due o tre esempi (peraltro romanzati, perchè scrive romanzi) pretende da questi di tirar fuori una lettura onnicomprensiva di un periodo. Come giornalista, dopo la notizia del Canaletto visto a casa e taciuto, lo trovo a questo punto carentissimo.
Che i fascisti fossero degli schifosi asassini liberticidi lo sapevamo tutti. Che anche tra i Partigiani si annidassero degli assassini, lo sapevano in pochi, a parte quelli che avevano letto le storie di Guareschi ( quello di don Camillo e Peppone). Le porcate degli uni non “pareggiano” quelle degli altri: gli assassini non possono mai essere giustificati.
Comunque, purtroppo, è finito tutto a tarallucci e vino insanguinati in una “fiction” che fa guadagnare soldi ad attori, produttori, registi, distributori…
Ciao!
Prudentissimo
ottimo articolo
’sta abitudine di rivivere la guerra attraverso le esperienze dei nonni mi pare sostenibile fino a pagina due: mio nonno, ad esempio, non era fascista, ma fascistissimo e con tutto l’affetto immenso che ho provato per lui, oggi non avrei nessuna voglia di sentire quanto belli fossero i tempi del Duce.
Parlare di storia non significa essere storico, così come parlare di archeologia non significa essere archeologo: la differenza tra Montanelli e Alfoldy è la stessa che corre tra Sergio Frau e Colin Renfrew o Andrea Carandini. A ciascuno il suo.
ps
dimenticavo: Pino Nicotri, ti stringo idealmente la mano per il bellissimo articolo.
il giorno prima della caduta di Mussolini, tutti si dichiaravano fascisti. Il giorno dopo antifascisti.
Il Sig.Pansa, che evidentemente ha sempre saputo,solo oggi denuncia i crimini “rossi”.Dopo cinquantanni di silenzio è difficile prenderlo in considerazione.Perchè un giornalista professionista, dopo mezzo secolo,sente l’assoluta necessità di rivelare notizie e fatti di crimini commessi da persone che lui definisce partigiani. E se invece, come sempre capita,dopo periodi di dittatura, non si ipotizza la pura vendetta di chi per anni, si era visto privato di tutto?
Premesso che la guerra a onor del vero è sempre una cosa sporca.
Premesso che in guerra nessuna delle due parti rispetta concetti come onore e giustizia.
Premesso che una guerra civile è la più sporca delle guerre.
Premesso che dire fossero i cosidetti partigiani dalla parte dei buoni e i fascisti dalla parte dei cattivi, è sicuramente una gorssa pansa…nata.
Preesso che la storia ha scritto a grandi lettere che ad essere sconfiti sono stati i fascisti.
Premesso che essere fascista è qualcosa di simile a confessare di avere avuto rapporti sessuali con la moglie del proprio fratello.
Premesso che visto l’andazzo attuale tra qualche anno qualche buona lana di magistrato comincerà a mettere mano ai crimi commessi dai cosidetti partigiani.
Premesso che i cosidetti partigiani erano soltanto degli ex fascisti pentiti (allora la mafia era stata eliminata e quindi il pentitismo doveva per forza di cose essere fascista).
Premesso che si parla di risarcimento dalla Germania per i crimici compiuti dalle truppe tedesche, manessuno parla dei crimini compiuti dalla Russia nei confronti delle truppe italiane in ritirata o peggio dei civili italiani buttati nelle foibe da cosidettipartigiani comunisti (italiani ed jugoslavi).
Premesso tutto ciò, qualcuno vuole essere tanto cortese e tirare OBIETTIVAMENTE le amare conclusioni?????
Io dico che si comincia, con sessanta anni di ritardo, a discutere sulla storia, e non sulle invenzione di qualche professore comunista e deficiente.
Qualcuno qui ha scritto che tocca a chi legge decidee cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Bene!!!
Francesco D’Aquila
La lettura della storia fatta da persone apperte solo al dialogo con se stessi e dogmatici, mi fanno paura e dimostrano la loro “partigianeria”…
@andrea: in linea generale sono d’accordo con la tua analisi ma dissento sulla parte finale riguardante il codice d’onore secondo te, ancora oggi, vigente nel meridione.Mi dispiace deluderti ma già da parecchio tempo le cose sono cambiate anche da noi. Oggi se si ammazza lo si fa per altri interessi(salvo qualche raro caso si può dire che ci siamo emancipati pure noi).
Per quanto riguarda il signor Pansa che dire? E’ una banderuola che gira come gira il vento. Oggi impera il nano ossessionato dai comunisti e lui che ha fatto? Si è adeguato.
Complimenti a Nicotri per l’articolo.
Credo che Ugo abbia centrato il problema. Dopo 20 anni di dittatura fascista ,di manganellate, soprusi di ogni genere,omicidi di parenti e amici perpetrati dal nazifascismo,guerre e fame,olio di ricino, stragi e campi di concentramento,ci lamentiamo che ci siano state delle vendette??Facile fare del moralismo e mettere sullo stesso piano fascisti e antifascisti o partigiani.Oggi che si ammazza per pochi euro,non si vuole ,non dico giustificare ma “capire” quelle REAZIONI AD AZIONI PREGRESSE.Chi semina vento…
Mio bisnonno, a parte il fatto che era un pazzo, quando i fascisti del suo paesino gli rubarono terreni e bestiame, picchiandolo e obbligandolo a bere olio di ricino, lui andò in città, divenne fascista, tornò al paese e pestò quelli che gli avevano rubato i terreni e il bestiame riprendendoseli. Mica era un partigiano, insomma, le vendette iniziarono ben prima. Fascisti che si vendicavano su altri fascisti, ruberie, pestaggi, omicidi. Poi arriva Pansa e gli sembra tutto strano (dopo anni).
La vera Storia da alcuni anni accusa un lancinante mal di Pansa…
Ottimo articolo.
confermo: ottimo articolo.
Grazie.
pino
peccato che sui libri di storia quello che scrive pansa è scrupolosamente omesso neppre le foibe sono nominate se non in piccola parte e non dicono tutta la verità o meglio dicono le verità di chi nasconde la verità,da piccolo sentivo dire che i fascisti dopo la guerra le avevano prese di santa ragione se non li avevano ammazzati perciò pansa ha solo confermato ciò che avevo memorizzato a 8 \ 9 anni smettiamola di fare demagogia .