La bestemmia di Berlusconi non è reato
03/10/2010
Monsignor Rino Fisichella ci ha fatto sapere ieri che la bestemmia di Silvio Berlusconi va “contestualizzata”, e bisogna “essere capaci di non creare delle burrasche ogni giorno per strumentalizzare situazioni politiche che hanno già un loro valore piuttosto delicato”.
Il più algido fustigatore della morale (altrui), insomma, ci ha invece spiegato che alla fin fine un buon bestemmione può anche scappare, in privato e parlando tra amici, e che non si interrompe un’emozione (cit.) soltanto per qualche parola un po’ ineducata.
Berlusconi quindi può stare tranquillo: in base al pragmatismo più materialistico e brutale, la Chiesa può accettare con tranquillità anche un po’ di vilipendio alla religione cattolica, se a commetterlo è qualcuno che però, in concreto, quando il Vaticano comanda, esegue tranquillamente.
La bestemmia di Berlusconi non è reato, quindi. La logica della Chiesa, invece, un po’ schifo ai cattolici dovrebbe fare.













chiesa puttana con i potenti se mpre stata nei secoli dei secoli amen.
Il rafforzativo “orcoddìo” a conclusione della barzelletta raccontata dal Premier,(sicuramente da osteria e in tutti casi di cattivo gusto) non è comunque una bestemmia. Non può esserlo.
E, neppure, sarebbe potuto esserlo, anche nel caso il Premier avesse proferito il “rafforzativo” in discussione facendolo principiare con “P”. Un termine siffatto invero non esiste nella Lingua Italiana e, pertanto, non significa NIENTE.
E’, come ho già detto, semplicemente un volgare “rafforzativo” da osteria. Censurabile finchè vi pare ma, non certo omologabile alla bestemmia in quanto non riferibile – come taluno vorrebbe fingere di credere – all’Altissimo. A Roma, quando sentiamo dire “limortaccitua” non sono in discussione i defunti. A Milano, quando si dà del “coglione” a qualcuno non v’è alcun riferimento anatomico. In Italia, quando qualcuno ci chiama “figliodiputtana” non sta parlando della nostra mamma. E finiamola, che sarebbe ora !!!
il problema è che non c’è rispetto… io credo in dio e non in questa chiesa ipocrita, e sono di roma: mi fa male sentire le bestemmie ai morti tanto quanto le bestemmie a dio mascherate con parole diverse… tanto il senso è lo stesso perchè è chi osteria o non osteria, a me ferisce… mi sembra piuttosto tipico di persone che non riescono a reprimere un istinto animalesco, e che vorrebbero tirarsela pure quando gli capita una sfortuna, quindi per darsi aria da gran fighi e dire l’ultima parola per cose per cui non hanno nessuno con cui prendersela, se la prendono con ciò che c’è di più pratico a disposizione, cioè un’entità che per loro manco esiste… poi mascherano xkè magari si rendono pure conto di dire una stupidaggine, però ecco.. da animali non si trattengono, e poi chissene frega se qualcuno che ascolta ci rimane male… stiamo diventando sempre più bestie, non c’è altro da dire. bestia berlusconi, bestia fisichella e bestia chi ancora giustifica… solo quando si tirano in ballo le madri tutti si fanno avanti per difendere l’onore, anche in quel caso con modalità da bestia.
Stesso dicasi per un divorziato a cui gli si dà il sacramento della comunione !
Tutto è lecito anche contravvenendo alle Leggi della Chiesa !
Incredibile che esponenti della classe dirigente, che dovrebbero essere per noi l’esempio, si occupino con lettere ai giornali di una cazzata detta da Berlusconi peraltro in sede privatissima. Mi riferisco alla rappresaglia di Bindi a proposito dell’ormai “famigerata” barzelletta. Dal che arguisco che Berlusconi non può nemmeno cagare riservatamente, cioè neppure nel cesso di casa propria, e che la Binda si è incazzata sì, ma non per la bestemmia… (che non c’era) ma per la “conclusione” della storiella. Ma per favore. Andate a lavorare!
Ah Fisichè, e mo’ contestualizzami ‘sto Porcodddio!