Il finale di Inception spiegato da Michael Caine
30/09/2010 - Gizmodo regala una chicca a tutti quelli che usciti dal cinema si sono chiesti: la trottola ha smesso di girare o no? Era sogno o realtà? Inception a suo modo sta diventando un piccolo classico, un po’ come lo era
Gizmodo regala una chicca a tutti quelli che usciti dal cinema si sono chiesti: la trottola ha smesso di girare o no? Era sogno o realtà?
Inception a suo modo sta diventando un piccolo classico, un po’ come lo era stato Matrix; sogno o realtà, realtà o sogno? Il tema portante del film trova il suo climax nel finale volutamente oscuro, che lascia milioni di interrogativi a chi esce dal cinema. Gizmodo recupera una dichiarazione radiofonica di Sir Michael Caine, che nel film recita un cameo nel ruolo del padre di Mal, e che dovrebbe rendere meno oscura la scena conclusiva del film.
ALLA BBC - Come racconta Gizmodo: “Alla fine del film Cobb è riunito con i suoi bambini e suo padre in una scena finale malinconicamente ambigua. Come tipico del suo stile gira la trottola d’argento per verificare se è tornato alla realtà, ma non si cura per abbastanza per vedere se si ferma il trottolio (così accertandosi che è nella vita vera)”. Per chi non avesse visto il film ecco qualche dato fondamentale sulla trama: Dom Cobb (Leonardo DiCaprio) è un ladro di sogni: penetra nella mente delle persone e ruba le loro informazioni mentre queste stanno dormendo. Costantemente sospeso fra sogno e realtà, Cobb riesce a capire se è sveglio o sta ancora dormendo grazie a una trottola che nel sogno gira all’infinito mentre nella realtà finisce per cadere. Ecco perchè il finale di Inception è diventato un enigma, e allo stesso tempo il fulcro della tematica sviluppata dalla trama, l’incertezza perenne di sapere in quale dimensione si sta vivendo, il sogno o la realtà. Caine ha lasciato sfuggire la soluzione quando è apparso alla Radio della BBC per promuovere la sua autobiografia. Dice Caine:
La trottola cade alla fine quando (nel momento in cui) ritorno in scena. Se sono presente alla scena vuol dire che è reale, perché io non ci sono mai nel sogno del protagonista. Io sono quello che ha inventato il sogno.
BOCCA LARGA -Gizmodo chiosa: “La conferma ultima che il finale era esattamente come ci si aspettava. Ritengo che Nolan avrebbe dovuto fare come Ridley Scott per Blade Runner e filmare diversi finali per perplimerci o che il personaggio di Caine avrebbe dovuto mettere la sua mano sulla trottola, interrompendo il movimento e così negandoci la chance di vederla traballante. E doveva chiudersi la bocca”. Sorpresi, delusi, arrabbiati? Prendetevela con Sir Michael Caine.













non entro del merito di tutte queste teorie.
però una certezza posso darvela.se andate a vedere il cast ci sono due attrici diverse per la figlia.una a 2 anni l’altra a 5 anni quindi è sicuro che cobb nell’ultima scena vede i figli nella realtà, infatti li vede anche in faccia, cosa che nel sogno non poteva mai fare!è un trucchetto di nolan per lasciare il dubbio…come la trottola che continua a girare ma sta per vacillare e viene tagliata all’ultimo la scena.sembre per lasciare l’ambiguità ma lui è tornato alla realtà!!!
Altrove ho scritto nei minimi dettagli le mie interpretazioni di ‘Inception’, ma qui vi lascio alcune linee-guida che vogliono sottolineare come nel 99% dei casi, provando ad interpretare ‘Inception’, si cada nell’errore di credere di avere a che fare con un semplice ‘film’ (dove con questo termine si indica, stando ad una sorta di pregiudizio dell’osservatore, una narrazione sensata e lineare che parte dal presupposto che ciò di cui si narra è un fatto, è reale, ha un inizio ed una fine, è, in quanto tale, passibile di lettura, di comprensione).
Mi spiego… Molti di voi utilizzano il termine ‘realtà’, in frasi del tipo: . Il problema è che Nolan non ci lascia la più minima traccia di quale sia la ‘realtà vera’ (lui stesso ignora quale essa sia), definendo il concetto stesso di realtà (lasciando qui il cinema e percorrendo strade introduttive a quella che alcuni chiamarono ‘Metafisica’) come una dimensione psicofisica generata dalla nostra mente (mai sentito parlare di ‘Io penso’ cartesiano?). Questo tipo di realtà (una realtà che , un flusso perpetuo di immagini, ricordi, dejavu, dimenticanze, dubbi, speranze, rimorsi, sensi di colpa, affetti e sequenze insensate) per il Nolan di ‘Inception’ (e non solo per quello di ‘Inception’), è l’esatta realtà nella quale noi stessi viviamo. Non c’è una risposta per domande del tipo: , , così come non c’è una possibile univoca interpretazione del ‘vero’ Inception, per il semplice motivo che non c’è un unico mondo reale, ma tanti quante sono le menti degli uomini, che a loro modo vivono in un mondo che è un mondo ‘pensato’, che ha ragion d’essere solo nel momento in cui riceve una mediazione psichica. Non c’è un unico ‘Inception’, ma tanti quanti sono gli spettatori che a loro modo, attraverso ‘Inception’ provano a dare una definizione del termine ‘realtà’.
Tutto ciò significa che non si sa dove il sogno inizi, né dove finisca, non si sa quale sia il sogno di Dom, quello di Mal, quello di Saito, non si sa cosa sia reale. Nolan ci svela il trucco più deludente di tutti: non c’è nessun trucco (ricordate ‘The Prestige’)?. Il messaggio fondamentale è che ci sono domande che fuori dai nostri comuni pregiudizi, non hanno più senso. ‘Inception’ è una di queste domande…
Altrove ho scritto nei minimi dettagli le mie interpretazioni di ‘Inception’, ma qui vi lascio alcune linee-guida che vogliono sottolineare come nel 99% dei casi, provando ad interpretare ‘Inception’, si cada nell’errore di credere di avere a che fare con un semplice ‘film’ (dove con questo termine si indica, stando ad una sorta di pregiudizio dell’osservatore, una narrazione sensata e lineare che parte dal presupposto che ciò di cui si narra è un fatto, è reale, ha un inizio ed una fine, è, in quanto tale, passibile di lettura, di comprensione).
Mi spiego… Molti di voi utilizzano il termine ‘realtà’, in frasi del tipo: -Dom è tornato alla realtà-, -Dom non è tornato alla realtà- . Il problema è che Nolan non ci lascia la più minima traccia di quale sia la ‘realtà vera’ (lui stesso ignora quale essa sia), definendo il concetto stesso di realtà (lasciando qui il cinema e percorrendo strade introduttive a quella che alcuni chiamarono ‘Metafisica’) come una dimensione psicofisica generata dalla nostra mente (mai sentito parlare di ‘Io penso’ cartesiano?). Questo tipo di realtà (una realtà che -creiamo e percepiamo contemporaneamente senza accorgercene-, un flusso perpetuo di immagini, ricordi, dejavu, dimenticanze, dubbi, speranze, rimorsi, sensi di colpa, affetti e sequenze insensate) per il Nolan di ‘Inception’ (e non solo per quello di ‘Inception’), è l’esatta realtà nella quale noi stessi viviamo. Non c’è una risposta per domande del tipo: -esiste realmente il mondo nel quale viviamo?-, -c’è un aldilà?-, così come non c’è una possibile univoca interpretazione del ‘vero’ Inception, per il semplice motivo che non c’è un unico mondo reale, ma tanti quante sono le menti degli uomini, che a loro modo vivono in un mondo che è un mondo ‘pensato’, che ha ragion d’essere solo nel momento in cui riceve una mediazione psichica. Non c’è un unico ‘Inception’, ma tanti quanti sono gli spettatori che a loro modo, attraverso ‘Inception’ provano a dare una definizione del termine ‘realtà’.
Tutto ciò significa che non si sa dove il sogno inizi, né dove finisca, non si sa quale sia il sogno di Dom, quello di Mal, quello di Saito, non si sa cosa sia reale. Nolan ci svela il trucco più deludente di tutti: non c’è nessun trucco (ricordate ‘The Prestige’)?. Il messaggio fondamentale è che ci sono domande che fuori dai nostri comuni pregiudizi, non hanno più senso. ‘Inception’ è una di queste domande…
secondo me l articolo non ha spiegato un bel niente. L interrogativo qual ora ci fosse resta sempre e per come ho interpretato il finale lui si trova bloccato nella realtà raggiungendo i suoi figli in primis e sua moglie non dimentichiamo la scena dove la ragazza scende al piano di sotto per vedere cosa ha ”chiuso” nel profondo . Ed era priprio sua moglie ad attenderlo. Era tormentato da questa visione . i.Chissà se restando bloccato nella realtà non trova la pace che cercava ( ecco perchè magari nell ultima scena vede i figli in viso e non più di spalle
scusa. rettifico si trova bloccato nella finzione – nel suo subconscio
Scusate, ma se Cobb fosse nel sogno fin dall’inizio, allora il tempo passato nel sogno è pochissimo rispetto a quello nella realtà e quindi i figli sono della stessa età, è corretto? Ipotesi: Saito fà l’innesto a Cobb per conto della moglie, che nonostante cerchi di farlo ragionare non ci riesce, (tenta di ucciderlo per farlo uscire) alla fine cobb è a posto e si sveglia, resterebbe da sapere se la moglie è sopravvissuta al colpo di pistola. Che mi dite?
guardate che non sapere più con certezza se uno sogna o è sveglio è una grave sindrome psichiatrica.
Vi ricordate di Gregorio Samsa di Kafka?!
Ma è possibile che la ricerca sulla psichiatria la facciamo meglio i film che gli psichiatri???
Comunque, il finale del film potrebbe essere la solita vecchia storia che il colpevole ladro viene puntito facendo diventare il suo potere, la sua condanna.
Saluti
Quando c’è Caine, Cobb si trova nella realtà ma il sogno è di Saito (che infatti nn conosce Caine): Saito si sottopone all’inception per motivi economici e al risveglio (sull’aereo) telefona a chi deve garantire il rientro in patria di Cobb (così come promesso). Ergo, Mal è morta realmente per colpa di Cobb e Cobb riesce, nel sogno di Saito, a farsene una ragione. L’ultima scena è la prima in quanto tutto quello che c’è nel mezzo è il racconto di quello che è già successo.
Quando c’è Caine, Cobb si trova nella realtà. Il sogno è di Fisher (che infatti nn conosce Caine). Saito, compiuta la missione, al risveglio sull’aereo telefona a chi deve garantire il rientro in patria di Cobb (così come promesso). Mal è morta realmente per colpa di Cobb e Cobb riesce, nel sogno di Fisher, a farsene una ragione. L’ultima scena è la prima in quanto tutto quello che c’è nel mezzo è il racconto di quello che è già successo. XD
Nel 4 livello Cobb “muore” a causa della distruzione del sogno (saito è già morto poco prima sempre nel 4 livello) e sprofonda in quello successivo (il quinto) dove Saito ormai anziano (perchè morto prima) gli spara e fa sprofondare Cobb in un livello ancora più profondo del subconscio (il sesto pare) dove la mente di Cobb gli fa ricordare i volti dei suoi bei pargoli (come succede nell’ipnosi per esempio, dove lo psicoanalista scava nel profondo della memoria facendo riaffiorare ricordi ormai lontani)..in conclusione..per me Cobb non torna più nella realtà e a quanto pare dal finale gliene frega pure poco..
Comunque sia sono dell’avviso che non bisogna scervellarsi per trovare indizi nascosti all’interno del film ma prenderlo così come viene, come se si stesse leggendo un libro..non ci deve essere per forza un finale definito..il regista ha giocato parecchio anche su questo fatto, ha dato vari spunti per rendere libera l’interpretazione e probabilmente neanche lui ha idea di come va a finire la storia…un esempio eclatante di questo tipo di storia è Lost! telefilm bellissimo ma dal finale assolutamente incomprensibile
ciaooo!!
allora non capite, CAINE dice che se lui è presente vuole dire che è la realtà e nella scena finale lui è presente, stop il resto sono solo vuote supposizioni, 1)caine non è mai presente nei sogni.2) se ti sparono esci dal sogno solo quando finisce l’anestetico, non scendi nel livello più basso che è già in quello dove si trova cioè il limbo. 3)il subconsio sono le persone che girano nel sogno, e dato che è il limbo di saito sono anche militarizzati, qnd cobb muore finisce nel limbo alla ricerca di saito, che lo aspettava da anni infatti è vecchio.
Avendo visto il film diverse volte,mi sono fatto l’idea che la trottola alla fine smetta di girare.Si inclina e perde velocita’ e se fosse un sogno non accadrebbe. Invece leggendo tutti i commenti mi e’ venuta un’idea. E se fosse Saito l’oggetto dell’inception? Cioe’ se il sogno fosse sempre il suo sin dall’inizio e lo scopo dell’innesto sia fargli fare la telefonata? in fondo se ci pensate alla fine il luogo e’ lo stesso del primo sogno. il palazzo dove cobb cerca di rubare a Saito i documenti nella cassaforte.