Libero parcheggio in libero Stato?
06/06/2008 - Gratis per tutti… a patto di riuscire a trovarne uno libero. Il Tar accogliendo il ricorso del Codacons ha annullato la delibera del 2004, la numero 104, che riguarda il quartiere Ostiense. Il sindaco Alemanno ha deciso di estendere la
Gratis per tutti… a patto di riuscire a trovarne uno libero. Il Tar accogliendo il ricorso del Codacons ha annullato la delibera del 2004, la numero 104, che riguarda il quartiere Ostiense. Il sindaco Alemanno ha deciso di estendere la decisione del Tar a tutte le strisce blu di Roma, bloccando le macchinette per la riscossione della sosta ed eliminando così ogni possibilità di pagamento. E le minori entrate?
Tutto iniziò da un ricorso del Codacons e di un comitato di cittadini dell’Ostiense, a cui non sarà sembrato vero che il Comune di Roma rinunciasse a fare ricorso al Consiglio di Stato contro la pronuncia del Tar, e spinto dalla gioia per la vittoria ha deciso di “combattere” contro tutti i parcheggi a pagamento d’Italia.
LA SENTENZA - La sentenza del Tar del Lazio di giovedì ha annullato la delibera con cui il Comune istituiva il parcheggio a pagamento a Ostiense. Il sindaco Alemanno e l’assessore alla Mobilità Marchi
non protestano contro la sentenza, dicendosi d’accordo, avendo denunciato più volte il carattere vessatorio dei parcheggi a Roma quando erano all’opposizione. La sentenza del Tar si poggia su una sentenza della Cassazione tramite la quale si stabiliva che solo nelle aree urbanisticamente rilevanti possono essere messi parcheggi a pagamento in assenza di parcheggi liberi nella stessa zona. In questo modo il Tar contesta la rilevanza urbanistica del quartiere Ostiense. Tuttavia, la caratteristica urbana e storica di Roma rende possibile un’interpretazione “vasta” del concetto di “urbanisticamente rilevante” consentendo in questo modo al Comune di estendere a dismisura le strisce blu. Anche a causa di un “conflitto di interessi”, per cui i soggetti che stabiliscono quali zone possono essere considerate “urbanisticamente rilevanti” sono gli stessi che hanno interesse alla realizzazione dei parcheggi a pagamento. Così infatti si pronuncia il Tar: “La delibera non chiarisce la specifica ragione per la quale la zona è stata definita di particolare rilevanza urbanistica, limitandosi a richiamare uno studio non allegato al provvedimento. In ogni caso, tale studio non appare affidabile essendo stato realizzato proprio dalla società Sta spa, la quale non è un soggetto terzo, avendo un evidente interesse alla realizzazione dei parcheggi a pagamento”.
E ADESSO? – Sindaci e amministrazioni comunali in varie zone d’Italia temono che quanto accaduto nella Capitale si possa propagare. Del resto i parcheggi a pagamento rappresentano una fetta del bilancio del Comune, ma non solo. Hanno infatti una funzione ulteriore, quella di impedire che si abusi dei parcheggi e
quella di razionalizzare il traffico all’interno del territorio cittadino. Non si deve dunque far demagogia, ma concentrarsi sulla razionalità sociale per capire se questo strumento può essere utile e in che modo attuarlo.
NEL RESTO DEL MONDO - Il sistema del park pricing è utilizzato in tutto il Mondo, solitamente è una politica estesa su tutto il territorio urbano, con tariffe crescenti man mano che ci si avvicina al centro cittadino. L’obiettivo è quello di educare all’uso razionale di una risorsa scarsa quale e’ il suolo pubblico urbano. Addirittura in alcune città a questa politica fa seguito un altro strumento che sostituisce parzialmente o totalmente il precedente. Si tratta del road pricing, ossia passare dal pagamento dell’occupazione del suolo urbano (parcheggio) al pagamento dell’uso del suolo urbano (pedaggio). Così come avviene a Londra, prevedendo misure che agevolino i residenti. Per evitare eccessi di utilizzo di queste misure è importante prevedere il loro utilizzo solo (o maggiormente) nelle zone soggette ad una circolazione dei veicoli critica. Eliminare totalmente il sistema del park pricing sembra avventato. Si potrebbe invece intervenire correggendo gli eccessi che ci sono stati in questi anni di folle espansione dei parcheggi a pagamento senza alcuna logica di gestione del traffico, separare i ruoli tra chi decide dove fare i parcheggi a pagamento, chi riscuote e chi è il destinatario di queste somme, per eliminare i conflitti di interessi. Togliere al Comune un importante strumento di controllo del traffico e di razionalizzazione della circolazione veicolare è un fatto grave, che non tiene in considerazione che il traffico genera due esternalità negative: inquinamento e congestionamento. Oltre ovviamente a togliere uno strumento usato per far cassa, forse in modo sbagliato, ma i Comuni ora queste somme (si parla di un mancato introito di circa 27 milioni di euro l’anno) dovranno recuperarle da qualche altra parte, magari in maniera men
o equa rispetto alle “strisce blu”, considerando che ora si ridimensiona pesantemente anche l’Ici. Dovrà anche essere inoltre trovata una ricollocazione del personale Atac, finora impiegato per i controlli della sosta.
COSA FARE - Per far fronte ai problemi del traffico potrebbe (dovrebbe) essere rinforzata la rete dei trasporti pubblici urbani, che ne avrebbe molto bisogno, costruire nuove strade e ammodernare la rete stradale esistente. Tuttavia ora si tratta di gestire l’amministrazione comunale con minori entrate, risulta quindi difficile pensare di poter far fronte a nuove imponenti spese, questo ridurrebbe la seconda esternalità negativa, il congestionamento, si parla tanto delle morti bianche sul lavoro, senza considerare che un’alta percentuale di queste avviene proprio durante lo spostamento su strada, sia nel tragitto abitazione luogo di lavoro e viceversa, sia nello svolgimento dell’attività professionale (autotrasportatori ad esempio). La gratuità dell’utilizzo delle strade, induce tutti a farne libero, e spesso smodato, uso. Come risultato si rallentano i movimenti di tutti e si inquina. Forse i parcheggi a pagamento non risolvono i problemi, ma usati in modo intelligente possono ridurne gli effetti ed educare i cittadini ad un uso più razionale della libertà di movimento in auto.













fate i bravi con Libertyfighter, che ha un gran bel blog e con il quale sono spesso d’accordo (stavolta no
)
Grazie Gregorj. Anche se non sei daccordo.
Lkv. Se il comune si è appropriato di troppi fondi rispetto a quelli sostenibili, è affar suo. I privati affrontano situazioni in cui il budget si riduce senza imporre nulla a nessuno. Lo faccia anche il signor comune.
@Corrado
Spetta che vengo a vedere il tuo blog così vediamo quante amenità.
Si chiama “legalità” dici tu. Appunto. Mi spiace darti una delusione. Io non credo nella “legalità”, ma nella “giustizia”. Due cose ben differenti. Dei legislatori psicopatici che fanno leggi a cavolo, me ne frega poco poco. Io rispetto determinati principi che trovo giusti. Se il Caligola di turno ne inventa altri che trovo immorali e vessatori, non li rispetto e mi batto affinché altri non li rispettino. Fino alla rivoluzione se necessario.
Il legislatore è un tizio qualsiasi dotato di un potere immenso ed ingiustificabile. Il rispetto delle regole solo perché sono regole, non rientra affatto nei miei principi. Casomai nei principi Nazisti, Fascisti e Comunisti. Nei miei no.
Detto questo. A Roma il comune si fa i soldi, obbligando le persone a commettere quelle “infrazioni”. Perché i parcheggi sono un terzo di quelli che servono. Anche quelli a pagamento. Perché le ZTL non vengono segnalate (apposta), hanno regole per lo più incomprensibili, e perché gli ausiliari del traffico sono pagati in percentuale sulle multe.
Questa è una di quelle situazioni che reputo ingiuste e pertanto da combattere. Se tu le reputi giuste, prego. Fatti multare. Sei liberissimo. Io faccio ricorso ad ogni multa. Confido nell’inefficienza della giustizia ordinaria e aspetto che passino i 150 giorni. Ti dispiace? A me no. Preferisco vivere.
Non lavoro per il comune di Roma. Lavoro per me e per la mia famiglia.
E se questa situazione continuasse, potrei anche pensare ad azioni di boicottaggio. Tipo sfasciare qualcosa di eguale importo della multa.
Lo trovi blasfemo? Io no.
@ libertyfighter: in questo mi trovi d’accordissimo, guarda, io toglierei anche le municipalizzate dalle mani delle amministrazioni locali. Il problema e’ che prima voglio che riducano le spese, per vedere quali riducono e non sentirmi dire: “Ehh, ma noi abbiamo dovuto ridurre queste spese perche’ vi abbiamo tolto questa tassa, questa multa, questo balzello, ecc.”. No, cara (nel senso costosa) la mia amministrazione locale. Riduci prima le spese inutili, cosi’ che non possa incolpare le minori entrate ma sia figlia solo di una miglior gestione. Poi potrai ridurre le entrate.
Capisco. Il problema è che finché non ne hanno la necessità (causa minori entrate), la gestione non migliora…