Il James Bond originale? Era alto un metro e mezzo
27/09/2010 - Il comandante Wilfred Dunderdale, in forza all’MI6 e iscritto allo stesso club di Ian Fleming, potrebbe essere il modello a cui l’autore si è ispirato per creare il famoso personaggio. Al Boodle’s Club, in St.James Street, erano soliti conversare amabilmente
Il comandante Wilfred Dunderdale, in forza all’MI6 e iscritto allo stesso club di Ian Fleming, potrebbe essere il modello a cui l’autore si è ispirato per creare il famoso personaggio.
Al Boodle’s Club, in St.James Street, erano soliti conversare amabilmente Wilfred Dunderdale e Ian Fleming: il primo, agente segreto di Sua Maestà Britannica, in forza al MI6, il servizio segreto inglese; l’altro, futuro
romanziere di successo e creatore del personaggio di James Bond. Dunderdale raccontava delle sue missioni sotto copertura in tutto il mondo e, c’è da scommetterci, Ian Fleming prendeva nota: almeno mentalmente. Ora, un libro in uscita ricostruisce alcune delle storie che Dunderdale ha certamente raccontato a Fleming, e che avrebbero poi costituito il materiale originale su cui modellare il personaggio di James Bond.
SPY STORIES -Come quella volta, durante la Prima Guerra Mondiale, in cui, all’età appena di 19 anni, Dunderdale fu inviato in una
missione sotto copertura ad Odessa, in Russia, per verificare lo stato di avanzamento di alcuni sottomarini che lo Zar stava facendo costruire. Si nascose per tutto il tempo nella soffitta di un suo vecchio professore, che aveva un parente al porto in grado di fornire a Dunderdale le informazioni che gli occorrevano: nel frattempo, l’anziano docente costrinse la spia a studiarsi tutto il latino che non era riuscito ad imparare a scuola. O quando, durante la Seconda Guerra Mondiale riuscì a nascondere due macchine Enigma – cifratori e decifratori di messaggi segreti – in un piccolo albergo francese, grazie ad un prototipo di cassaforte a chiave singola. Le macchine avrebbero dovuto rimanere celate, ma attraverso una seconda porta segreta nella scatola blindata, Dunderdale riuscì ad inviare le macchine in Inghilterra per farle analizzare. Insomma, tanto materiale da cui prendere ispirazione: ma di certo Fleming dovette guardare altrove per elaborare l’aspetto fisico della sua spia. Dunderdale, infatti, era alto poco più di 1,5 metri.












