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La rubricadi Luigi Castaldi
pubblicato il 2 giugno 2008 alle 10:27 dallo stesso autore - torna alla home

La pax berlusconiana che piace a Benedetto XVI dà vita a un nuovo blocco sociale egemone? Qualche commentatore comincia timidamente a sospettarlo, ma si trattiene dallo scriverlo in maniera esplicita. Chiamarlo clericofascismo, poi, sarebbe da paranoico.

Due notizie sembrano assai distanti l’una dall’altra. La prima. Sua Santità ha recentemente espresso il suo compiacimento sull’attuale situazione politica italiana: “Avvertiamo con particolare gioia i segnali di un clima nuovo”, s’è detto in mezzo ai suoi vescovi [1]. Insomma, il nuovo andazzo gli garba. Anzi, sente così favorevole il “clima nuovo” al punto da sentirsi autorizzato a chiedere soldi: per le scuole private cattoliche, t025dh01 Un clima nuovo. Niente paranoia, prego!mica per camauri e mocassini. Mica per altro, ma “questo cli­ma ha bisogno di conso­lidarsi”, sennò “potrebbe presto svanire, se non trovasse ri­scontro in qualche risultato concreto”. Dicasi “concreto“. Ora è venuto il momento di “af­frontare e risolvere insieme al­meno i problemi più urgenti e più gravi“. Dicasi “insieme“. E dove sta la possibilità d’intesa? Ma è chiaro: “Nessun altro pro­blema umano e so­ciale potrà essere davvero risolto se Dio non ritorna al centro della nostra vita”. Sia chiaro: “il Dio vivente”. Tradotto per chi proprio non vuol capire: la Chiesa e il suo magistero. Senza l’appoggio della Chiesa nessun altro problema umano e sociale potrà davvero essere risolto. Mi sembra pure giusto: la Chiesa è mater et magistra. La seconda notizia. Incastonata tra tre nuclei abitativi per un totale di 900.000 anime e su una falda idrica che ne disseta 1.500.000, la selva di Chiaiano pare sia (o pare dover essere a tutti i costi per questo governo) idonea a discarica di rifiuti: seppellirebbero in via definitiva quelli tossici, abusivamente discaricati in passato – si sospetta [2] – con illecito guadagno di politici e delinquenti indigeni e foresti. Viene il sospetto che si possa insabbiare anche usando monnezza al posto della sabbia, poi ci si lamenta che i magistrati vadano a spalare in quella e diventino ancora più fetenti di quelli che sono. A Scanzano Jonico, nel 2004 (chi era al governo nel 2004?), lo stato fece dietrofront alla protesta popolare: un sicurissimo sito naturale per lo stoccaggio di materie radioattive (un perfetto astuccio di argilla e quarzo a 800 metri di profondità, lontano da ogni faglia sismica) avrebbe buttato ombra sul depliant della pro loco, e niente sito. Un “clima nuovo“, senza dubbio.

Sono così distanti queste due notizie? Sono astruse, messe insieme, in un “clima nuovo” che solo qualche paranoico – nevvero – potrebbe definire clericofascista? Mettiamola così: il “clima nuovo” può dirsi nuovo blocco sociale egemone benedetto dalla Chiesa? È solo per tenere un appunto da parte, per quando sarà sbollita tutta questa euforia da Nuova Italia.

popebenxvivc2 Un clima nuovo. Niente paranoia, prego!La pax berlusconiana piace a Benedetto XVI e si può capire: dà vita a un nuovo blocco sociale egemone che ha un preciso modo di intendere lo stato e la sua funzione di sorvegliante. Qualche commentatore comincia timidamente a sospettarlo, ma si trattiene dallo scriverlo in maniera esplicita. Chiamarlo clericofascismo, poi, sarebbe da paranoico. L’Italia ha paura del futuro, ha un presente di merda, gli spalancano le porte del passato, e non si fa scappare l’occasione. L’impianto morale che sta nel magistero (la persona come immagine e somiglianza di una dimensione creaturale, dimensione intrinsecamente sorvegliata), calato a meraviglia in una politica che non sa emancipare gli individui dalla loro condizione di figli e di alunni, di sudditi e carne da riproduzione. La mater et magistra spirituale ha un braccio temporale per distribuire attenzioni e insegnamenti, zuccherini ed esortazioni, carezze e promozioni, ma pure schiaffi e bocciature, perché – hai voglia a dire che non è vero – c’è sempre un figlio prediletto e un alunno più solerte che merita di fare il capoclasse.

[1] E pensare che, non più di due settimane fa, qualcuno paventava che “le condizioni per il dispiegarsi dell’anarchia etica ci [fosser]o tutte”, perché “i cattolici come classe dirigente [eran]o scomparsi dalle posizioni più influenti del sistema istituzionale e politico” (Giuliano Ferrara, Il Foglio, 7.5.2008). Invece, Sua Santità non si lamenta, anzi, presagisce “una nuova stagione di crescita eco­nomica ma anche civile e mo­rale”. Dicasi “morale“: a dispetto di chi avanzava l’ipotesi che, con questo governo “de-cattolicizzato“, si stesse ponendo in essere “un tradimento dell’elettorato cattolico” (Michele Brambilla, il Giornale, 9.5.2008). Sua Santità non condivide il timore di chi parlava di una “linea anticlericale del premier” (Antonio Polito, il Riformista, 9.5.2008), E “il dispiegarsi dell’anarchia etica“? Consentiteci una puntina di vanità: avevamo ragione, noi di Giornalettismo, quando scrivevamo (12.5.2008) che la Chiesa non avesse nulla da temere, anzi, che avesse tutto da poter pretendere da questo centrodestra, cui ha tanto dato senza darlo troppo da vedere, a modo suo.

[2] Consentitecene un’altra puntina. Noi di Giornalettismo scrivevamo (28.5.2008): “La paura più grossa è che in quei luoghi sia stata già sversata una quota parte di rifiuti tossici. Gli stessi che venivano interrati a Pianura negli anni in cui in Italia si decise di farne la discarica della nazione. E capirete bene che quando ci sono interessi economici in ballo di questa portata, le parole ambientalismo e sicurezza diventano prive di qualsiasi significato. […] Fra venti giorni sapremo pure come finirà questa storia infinita”. Con largo anticipo sui venti giorni necessari per le perizie tecniche, Berlusconi e Bertolaso dicono che Chiaiano è idonea (o pare doverlo essere a tutti i costi): facevamo peccato a pensar male?

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