Roma Città Aperta?
30/05/2008 - Siccome in Italia la tranquillità e la pace sociale vengono garantiti da un’efficiente Polizia - che nelle sue fila ha gente dai nervi saldi e che mai prenderebbe decisioni sull’onda dell’emotività – ieri la Questura di Roma ha deciso di
Siccome in Italia la tranquillità e la pace sociale vengono garantiti da un’efficiente Polizia - che nelle sue fila ha gente dai nervi saldi e che mai prenderebbe decisioni sull’onda dell’emotività – ieri la Questura di Roma ha deciso di revocare un permesso già concesso al Gay Pride di concludere la manifestazione a Piazza San Giovanni, esattamente come era stato l’anno scorso. O meglio, dice sempre la Questura, “«non è vero che c’è stata un’autorizzazione e poi una revoca della stessa» ma che solo negli ultimi giorni è stato dato il via libera al Gay Pride e che «a differenza degli altri anni» il
corteo «non si potrà concludere a piazza San Giovanni «per una precedente richiesta del Vicariato», quella che riguarda appunto il concerto corale nei Palazzi del Laterano“. Mi sembra giusto: da una parte c’è una manifestazione a cui prendono parte 500mila persone per volta, dall’altra i canti gregoriani. Voi cosa avreste scelto? La Chiesa ovviamente. Non si era detto che la Repubblica Italiana doveva tutelare le minoranze? Vi hanno preso alla lettera. La minoranza gregoriana non verrà discriminata. Alé.
E infatti, dice il capo della Polizia Antonio Manganelli, “Viviamo una situazione di indulto quotidiano di cui tutti parlano. Ma su cui non si è fatto nulla negli ultimi anni“, il quale poi continua dicendo che la criminalità diffusa ha una fascia ben identificata, l’immigrazione clandestina, e se la prende con i Cpt. Nel senso che, visto che secondo lui i posti sono troppo pochi, così non va. Non una parola sul resto della criminalità italiana. Si vede che anche lui – di sinistra, secondo la vulgata pissipissi – ha capito che aria tira. Sempre in tema di (dis)ordine pubblico, da segnalare che alcuni abitanti del quartiere Pigneto hanno dato l’esclusiva a Repubblica sulle loro dichiarazioni post-raid-nonraid: “C’è un ragazzo con la pelle nera nel sabato del Pigneto. Ma non è nato in Bangladesh, né nel Maghreb. Perché in questa storia non è uno degli aggrediti, ma uno degli aggressori“. Stiamo forse per varare una nuova fiction a puntate? Il vuoto nel palinsesto lasciato da “Processo Franzoni” potrebbe essere riempito?
Intanto, duri contrasti tra lo Stato e il Vaticano: “La presidente ***** parteciperà al vertice della Fao, ma non risulta che abbia un’udienza dal Papa. In questi giorni infatti c’è una questione delicata fra i due Stati e a Roma una delegazione di vescovi guidati dal cardinale *****, arcivescovo di *****, sta tentando di risolverla. E’ la nomina dell’ambasciatore presso la Santa Sede, in sospeso da mesi. Il governo aveva nominato *****, che è però divorziato e risposato. ***** non intende cedere in alcun modo su questa nomina, e vuole che il Vaticano si esponga con un rifiuto ufficiale di ****, anche se la prospettiva fosse quella di lasciare vacante a lungo il posto di capo delegazione“. Capito? Oltretevere non gradiscono che uno Stato scelga di fare ambasciatore chi vuole lui, ma lo Stato non se la dà a intendere e continua ad andare per la sua strada. Ah, ovviamente lo Stato in questione è l’Argentina, e la presidente è la signora Kirchner. Mica avrete pensato davvero che era l’Italia, nevvero?
Intervistona di Mario Monti al Corriere della Sera (edizione cartacea): “Adesso mi aspetto le liberalizzazioni. Ho fiducia nella volontà del governo, che ha una forte maggioranza in Parlamento“. Chiaro il segnale, visto che quando parla il Gran Borghese, parla l’establishment: Silvio, non hai scuse, e su questo ti criticheremo.
Sul suo blog, il vicedirettore del Giornale Nicola Porro critica la non esenzione dell’Ici a ville e case di lusso da parte del governo. “E la ragione, cari commensali, è semplice: demagogia allo stato puro. Vedete, alcune manovre fiscali opportune questo governo non potrà farle per motivi di bilancio: e lo possiamo capire. Ma sull’Ici pop non ci siamo. Le “abitazioni di tipo signorile” accatastate così in Italia ammontano alla ridicola cifra di 35701 (trentacinquemila e rotti), di ville (burocraticamente chiamate a/8) ce ne sono 34.141 e infine ci sono 2397 tra castelli e palazzi di pregio.
Insomma ci sono 72mila “ricchi” che non godranno dell’esenzione Ici, su 31 milioni di immobili in Italia. Posto, come si capisce, che estendere lo sconto anche a costoro non sarebbe stato un salasso, resta il pop“. Io per carità sono anche d’accordo. Rimane che sapere che in Italia ci sono solo 34mila ville mi fa restare un po’ basito: basta farsi un giro approfondito tra Roma e dintorni per contarne almeno 35mila. Ma forse sono malizioso io.
Immagine da PTWG













(chissà se al quarto tentativo riesco a postare il commento…)
Proprio perché ho rispetto per gli omosessuali ritengo che manifestazioni come il Gay Pride siano carnevalate avvilenti per la dignità dei medesimi.
A prescindere da ciò, un vecchio adagio recita che chi tardi arriva male alloggia…