Pipistrelli vampiri killer: già cinque bambini uccisi

I loro morsi provocano la rabbia. Poi la morte. In Amazzonia gli animali notturni hanno già colpito migliaia di persone....

I loro morsi provocano la rabbia. Poi la morte. In Amazzonia gli animali notturni hanno già colpito migliaia di persone. Scarseggiano i vaccini.

In Perù un quinto ragazzo è morto vittima della rabbia diffusa dai pipistrelli vampiri. A dare la notizia sono stati i funzionari della sanità. La morte sarebbe avvenuta nella regione settentrionale dell‘Amazzonia. Il totale delle persone morte, dall’inizio dello scoppio del caso, è 20. Secondo un funzionario sanitario locale ha affermato che 3.500 persone sarebbero state morse dai pipistrelli succhiasangue.

MIGLIAIA DI MORSI, POCHI VACCINI – E il numero delle vittime è destinato a salire, soprattutto a causa dei costi dei vaccini e delle difficoltà che si riscontrano nel fornirli alle zone colpite. “Ci sono luoghi molto remoti, per raggiungerli c’è bisogno di un viaggio che può durare fino a 15 ore, attraverso i fiumi della giungla“, ha detto Fernando Borjas nel capoluogo regionale, Chachapoyas. I bambini morti, di età compresa tra i cinque e i 10 anni, erano tutti membri degli indigeni e delle comunità Awajun Wampis, che vivono nel nord-est dell’Amazzonia peruviana, al confine con l’Ecuador. Il ministero della Sanità del Perù ha inviato squadre di emergenza nella regione. 900 persone sarebbero già stati vaccinati. Ma sono molte di più quelle che non hanno avuto nessun vaccino. Alcuni indigeni addirittura rifiutano il trattamento.

INFIAMMAZIONE AL CERVELLO – In genere i pipistrelli vampiri si nutrono di animali selvatici o di allevamento, ma si aggirano anche nei luoghi abitati dagli uomini per ottenere cibo, in particolare nelle zone dove il loro habitat foresta pluviale è stata distrutta. “Questi pipistrelli si nutrono di notte, e siccome non trovano grandi animali mordono la gente indifesa“, ha dichiarato un esperto. Alcune persone del luogo hanno sottolineato come questa nuova epidemia di attacchi possa essere collegata alle temperature insolitamente basse nell’Amazzonia peruviana negli ultimi anni. La rabbia è una malattia virale che causa l’infiammazione nel cervello ed è quasi sempre fatale.