di Maddalena Balacco (loska)
postato alle 09:26 del 23 ottobre 2008 in Rassegna stampaTorna alla home

Le urla delle prefiche si sentono ancora adesso. Si sono alzate quando ieri, durante una conferenza stampa indetta ad hoc dal premier Silvio Berlusconi per difendere la riforma Gelmini e, di più, annunciare la linea dura contro chi manifesta occupando il proprio dissenso. Sono forme di violenza antidemocratica, secondo il Presidente del Consiglio, che evidentemente è stato ispirato - la coincidenza è inquientante - dall’apertura di ieri del quotidiano Libero, a firma nientepopodimenoché di Renato “Betulla” Farina (grazie a StampaRassegnata). Il titolo è Chiamate la polizia”, e nel testo ci racconta una bella lezione di storia sui “picchetti comunisti”, cercando di far passare l’idea che a manifestare siano quattro gatti che non impediscono con la forza l’ingresso agli studenti meritevoli e vogliosi di astenersi. Anche se, forse il Sisde non ha avvertito Betulla, notizie simili non sono arrivate a nessun organo di stampa: se così non fosse stato, Libero - giusto per citarne uno - avrebbe già urlato all’emergenza democratica da giorni, con tanto di interviste, foto e tutto la verità sulla sinistra che sfrutta i bambini contro Berlusconi. Invece, purtroppo, l’unica produzione degna di nota è l’ennesima figura da cioccolatai di Studio Aperto, smascherata persino da Striscia l’Immondizia: dire che le aule sono piene adducendo come prova il solito giornalista che è andato a scattare fotografie il giorno dello sciopero. Peccato che il giorno fosse quello precedente alla manifestazione…

Ma la vera perla è la dimostrazione scientifica beceramente riciclata dal motto “carota e bastone” - che Farina spaccia addirittura per un suo pensiero autentico - secondo la quale se gli studenti “non obbediscono”, “qualche calcio nelle palle molli sarà un prezzo giusto per ripristinare la legalità democratica e repubblicana”. Ora, è comprensibile il fatto che il Betulla si senta lontano da questa gente che nemmeno sarà a libro paga dei servizi segreti, ma dire che sia un covo di rossi, la protesta, è storicamente falso, visto che dentro ci sono anche quelli di Forza Nuova e gli scioperanti raccolgono la forzosa solidarietà di Alemanno. D’altra parte ognuno giudica la realtà con il proprio metro.

Bisognerebbe però chiedersi se questa politica berlusconiana del cecchinaggio contro le minoranze non sia controproducente, alla lunga. I dipendenti Alitalia, i lavoratori del pubblico, gli insegnanti, persino i bidelli: caricati delle opportune caratteristiche negative (nell’ordine: casta, fannulloni, gente che lava il cervello dei ragazzi, fannulloni bis) diventano di volta in volta il coniglio dal cilindro che, esposto con maestria, distrae il pubblico da uno sfondo sconcertante che parte dalla figuraccia europea sul clima e finisce al disastro Alitalia, tornato agli onori delle cronache per i rumors che vorrebbero l‘Europa vicina all’ordinare la restituzione del prestito ponte. Il problema è che man mano che si va avanti, queste minoranze per forza di cose diventano la maggioranza. E’ pur vero che in 5 anni di gruppi da colpire se ne troveranno a iosa, ma stuzzica che ti stuzzica non ci si deve stupire, poi, se le reazioni iniziano ad essere esasperate. Viene da pensare che in effetti Berlusconi cerchi proprio questo: una bella guerriglia stile Diaz con cui tenere occupata la pubblica opinione per qualche settimana, che peraltro dia anche il motivo a chi di dovere di usare la forza bruta per ripristinare l’ordine e, en passant, zittire chi dissente.

A proposito di opinione pubblica, poi, c’è un mistero che impazza nel web e riguarda i sondaggi relativi all’uso della forza pubblica contro le occupazioni propinatici come triste abitudine da Corriere e Repubblica. Curioso quanto è accaduto nel sito del quotidiano di via Solferino: nelle prime ore di votazione, i cittadini erano contrari all’uso della forza contro una forma di manifestazione di pensiero (perché finché nessuno denuncia di essere stato obbligato a stare fuori con la forza, ancora di questo si parla): sul Corriere si trattava del 60% e passa, su Repubblica si superava l’80%. Poi nel pomeriggio, il sondaggio sul Corriere scompare dalla homepage per ritornarci solo alla sera con un sorpasso incredibile: ora è il “Sì, concordo” che vince, seppur di misura (ma con il passare delle ore, il vantaggio aumenta). Ma come hanno fatto a votare i lettori, se il sondaggio in home non c’era? Tra l’altro sarebbe importante venire a conoscenza delle incrdibili “violenze” cui, secondo il Corriere (”Occupazioni nelle università, Berlusconi annuncia linea dura e assicura: useremo le forze dell’ordine contro simili violenze. Siete d’accordo?“) Berlusconi avrebbe intenzione di porre fine. Perché a parte quelle di Milano, fra polizia e studenti, non ce ne sono state. A meno che qualcuno non abbia omesso di raccontarcele. Ma vista l’aria che tira, probabilmente arriveranno a breve. Che siano avvenute o meno, poco importa.

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