The final Ricchiuti

The final Ricchiuti #137

23 ottobre 2008

Non lasciatevi ingannare dal cinico coccodrillo di cui Giuliano Ferrara omaggia lo scomparso Vittorio Foa. E’ rude, scorretto e troppo sincero solo in apparenza. Foa, l’eterno maestro non si sa più di cosa (ma non s’è mai saputo), viene sepolto come uno snob. Grande esclusivamente nella sua irrilevanza. Sembra un ritratto gratuito, vero. Ma non lo è. Se qualcuno di voi avesse la ventura di leggere sul Professore Foa ciò che ne scriveva, lui ancora in vita, un altro suo amico (e pure editore) come il Mughini, se ne accorgerebbe. Chiunque amasse Foa, in fondo un po’ lo disprezzava. Destino comune a tanti solitari un po’ fané. Uno che ha sbagliato tutti i tempi, mille volte stupido e mille volte ambiguo, non poteva, con l’andarsene troppo tardi, che sino all’ultimo sbagliare (tempo) ancora.

8 commenti a The final Ricchiuti #137

  1. cordapazza

    evvabbè, possono mica scrivere tutti come Gramsci!:-)
    p.s. Renzo, il figlio “degenere”?

  2. ale

    Complimenti per la topica sul nome di Foa: un bell’esempio di giornalismo serio. Ora, va bene dare addosso a un morto che da vivo si è comportato da perfetto stronzo, tipo Haider. Ma parlar male di Foa… E naturalmente non si dà un giudizio storico, nonnò, ci si basa su quello che ne ha scritto un altro (possessore della verità ultima su Foa, immagino). Mai fatti, solo idiosincrasie da Lei, caro Ricchiuti. Un incrocio tra Sgarbi e Emilio Fede (col quale Lei condivide l’antipatia viscerale per Saviano “a prescindere”). Il “giornalismo” come il tifo calcistico: Io sto per tizio e contro caio.

  3. Primo: bbboni con renzo foa che io sto in conflitto d’interesse :D

    secondo: “Il “giornalismo” come il tifo calcistico: Io sto per tizio e contro caio.” una descrizione perfetta della ricchiuta rubrica ;)

  4. ale

    Gregorj, e che ci guadagna il lettore dal giornalista-tifoso? Informazione = 0. Al massimo ci gode (se tifa per la stessa squadra) o si incazza (se tifa per l’altra). Di questo passo rivalutiamo Fede. Almeno ci fosse ironia nelle parole di Ricchiuti. Io ci vedo sempre e solo sarcasmo (che è ben altra cosa) o puro fiele. Meno male che ci sono cose migliori in Giornalettismo.

  5. cordapazza

    ale, se sei un attento lettore del sito, avrai notato che ci sono spazi anche per pezzi che non sono dedicati solo alla classica informazione o ad analisi o commenti sull’attualità. Alcuni sono di natura più espressiva, o magari prendono spunto dall’attualità per farne altro: in gergo tecnico si direbbe “pensiero divergente” “modalità connotativa” etc. Rifiutarli in toto perché non sono “giornalistici” mi sembra un punto di vista incongruo rispetto alla loro natura, più libera, alata.
    (ricchiù, poi mi paghi da bere, nevvero:-)

  6. ricchiuti

    Chiedo umilmente scusa per aver scritto Renzo.
    E’ che il Foa mio, della mia educazione sentimentale, è appunto Renzo, direttore dell’Unità nel periodo in cui leggevo i giornali.
    Poco male, trattato da morto gli avrà portato fortuna.
    Però il testo era chiaro nel parlare di Vittorio (e parlando delle opinioni di altri, nel finale sono stato persino affettuoso volendo).
    In questo caso, credo che nel giornalismo, arte del possibile che io non pratico, non si chiami topica.
    Per topica magari posso intendere scrivere che la seconda guerra mondiale l’ha vinta la Germania. O scambiare una rubrica di satira per il Bollettino dei Fatti o il neutralissimo ed oggettivissimo Elenco del telefono.
    Ma non voglio sottrarmi per forza a questo termine.
    Tra topi mi sono sempre accomodato senza particolari imbarazzi.
    Un saluto a Renzo Foa.

  7. ale

    Touché Ricchiuti… :-)
    Comunque in certi momenti, lo ripeto, vedo del sarcasmo un po’ greve più che dell’ironia. Ma in fondo, è questione di gusti: a qualcuno piace Marziale, altri preferiscono Orazio.

  8. ricchiuti

    Sono i momenti che preferisco, quelli.
    E’ tutta una vita che sogno di raggiungere la purezza tramite la volgarità come tutti i grandi (penso a Bombolo, non a Saviano, tranquilli).
    Se il mio necrologio sarà greve la metà di quanto meriti, sarò ricordato come Quel Ciccione.
    Vuol mettere la simpatia che fa brutto ciccione su di una lapide piuttosto che specchiato maestro e fulgido esempio.

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