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Le madri di Plaza de Mayo contro Papa Francesco?

Mentre tutto il mondo cattolico nelle ultime ore ha gioito per la nomina a nuovo pontefice di  Jorge Mario Bergoglio, ora conosciuto come Papa Francesco qualcuno non ha mancato di esprimere la propria perplessità circa la sua investitura.

CHI SONO LE MADRI – Parliamo delle madri di Plaza de Mayo, ovvero l’associazione formata dalle genitrici dei desaparecidos scomparsi durante la dittatura militare in Argentina tra il 1976 ed il 1983. Il loro ruolo è quello di ottenere la restituzione dei propri figli, tutti arrestati e tenuti prigionieri della polizia argentina in centri di detenzione nel corso della cosiddetta “guerra sporca”, ovvero quella così chiamata per via dei metodi illegali usati nel periodo. La maggior parte di questi figli venne prima torturata ed in seguito assassinata. I loro corpi svanirono nel nulla. Il loro simbolo è un fazzoletto bianco annodato in testa e che in origine era costituito dal primo pannolino, di tela, utilizzato per i loro figli neonati. Si ritrovano ogni giovedì pomeriggio in Plaza de Mayo, a Buenos Aires, per girare intorno alla piramide al centro in senso circolare per circa mezz’ora.

LA SCISSIONE – Nello specifico, la posizione che andiamo ad affrontare è quella di Hebe Bonafini, leader dell’Asociacion Madres de Plaza de Mayo. Nel 1986 il gruppo originario si divise in due a causa di forti divergenze causate dall’opportunità di accettare le riparazioni economiche per la perdita dei loro figli offerte dall’ex presidente Raúl Alfonsín. Alcune di loro a causa della povertà accettarono senza tuttavia rinunciare a combattere per la verità e la giustizia. Altre no. Le madri capeggiate da Hebe de Bonafini abbandonarono l’associazione e formarono la propria, il cui obiettivo è tutt’ora quello di battersi a favore delle popolazioni oppresse in generale.

 

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LE PAROLE DI HEBE BONFADINI – Ed è Hebe Bonfadini, in questi giorni in tour in Italia ad aver espresso il suo pensiero sulla nomina di Papa Francesco durante un incontro a Pescara, recitando testualmente:

“Le madri ormai da molti anni, ovvero da quando hanno dato il via alla loro lotta, collaborano solo con sacerdoti del terzo mondo. Abbiamo una lista di 150 sacerdoti assassinati dalla dittatura e di questi la Chiesa ufficiale non si è mai preoccupata e non ha mai reclamato per i loro corpi. Le madri parlavano della Chiesa ufficiale quando nessuno lo faceva. Questa è opprimente ma quelle del terzo mondo sono invece liberatrici. Abbiamo rapporti sono con loro e per il Papa che hanno nominato abbiamo solo da dire una cosa: “Amen”.

IL PAPA ERA IN SILENZIO – E mentre le madri di Plaza de Mayo dicono solo “Amen”, gli utenti argentini di Facebook stanno condividendo in queste ultime ore un’immagine per certi aspetti molto chiara.

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Il papa rimaneva in silenzio mentre mio papà veniva torturato

Perché gli argentini in queste ore condannano l’atteggiamento tenuto da Papa Francesco nel corso della dittatura militare. Un silenzio vale più di mille parole e sembra che i connazionali di Jorge Bergoglio non gli perdoneranno mai la mancanza di una presa di posizione netta contro la dittatura ed a favore dei desaparecidos. (Photocredit Lapresse)