di Alessandro D'Amato (Gregorj)
postato alle 09:14 del 29 maggio 2008 in Rassegna stampaTorna alla home

Probabilmente è stata una mossa dettata dalla necessità di abbassare i toni. E, sicuramente, la querelle Rete4-Europa7 non verrà mai risolta come giustizia vorrebbe, con il centrodestra al governo. Ma il ritiro da parte dell’esecutivo dell’emendamento contestato da PD e Italia del Valori è un preciso segnale politico, anche se Bonaiuti ieri ha fatto il giro dei tg per dire il contrario. Fa bene l’opposizione a cantare vittoria e, contemporaneamente, a non dirsi soddisfatta visto che in ogni caso rispetto allo status quo non cambia nulla. Ma ciò che è più interessante è guardare cosa succede nella maggioranza, e lo fa Massimo Franco: “I segnali di incertezza mostrano un PdL fortissimo numericamente, eppure in affanno.” La luna di miele con il paese non è finita, ma sta finendo quella tra i partiti che hanno vinto le elezioni - aggiunge l’editorialista del Corriere - con la Lega che dice di non essere interessata ad Alitalia ma soltanto a Malpensa. E intanto sta affiorando qualche problemino anche sul decreto sicurezza. Non solo giuridico, ma culturale: ieri la comunità di Sant’Egidio ha criticato aspramente il provvedimento. E cominciano ad esserci problemi anche in Sicilia, dove la formazione del governo regionale dopo la larga vittoria delle urne non sembra così facile visto che Micciché ha parlato di “gestione maldestra e improvvisata della coalizione“. Di certo non sono problemi insormontabili, di certo anche in altre occasioni il centrodestra ha dato prova di una compattezza sconosciuta al centrosinistra. Ma rimane che l’Italia è sempre di più un paese dove è facile vincere le elezioni, molto più difficile governare.

Da Bruxelles, sulla questione Rete 4, i segnali comunque non sono chiari: “Nel frattempo, un portavoce della Commissione europea ha spiegato che il caso-Rete 4 «è ancora sotto esame, non abbiamo deciso se deferire o meno l’Italia alla Corte di giustizia». Lo scorso luglio l’esecutivo Ue aveva dato 2 mesi di tempo all’Italia emettendo un parere motivato, per modificare la normativa sull’assegnazione delle frequenze televisive introdotta con la cosiddetta Legge Gasparri e riportarla in linea con le disposizioni comunitarie. Ma a tutt’oggi nessuno sviluppo su questo fronte è stato registrato“.

Intanto, sul nucleare c’è chi ha fiutato l’affarone: “Berisha: siamo pronti a costruire le centrali nucleari per l’Italia. Il premier albanese: «Sicurezza garantita. Avviati contatti con un gruppo»“. Nell’intervista Berisha precisa di aver avviato contatti con un gruppo italiano (l’Enel, probabilmente): “Il nostro Paese è aperto all’energia atomica. Aperto a chiunque. Non ne ho ancora parlato col governo italiano, perché quello precedente era antinucleare. Con Berlusconi invece cambia tutto. Ma non abbiamo ancora deciso il sito. Sappiamo solo che ci sarà“. Sempre a proposito di atomo, Mariangela interpreta il ministro delle Attività Produttive: “Scajola: “Sconti a chi ospiterà i siti nucleari”. Per esempio, dopo i primi due, il terzo tumore te lo fanno venire gratis.

Su Repubblica, Carlo Bonini ha trovato e parlato con l’uomo che ha “guidato” il cosiddetto “raid” del Pigneto: “”Eccome qua, io sarei il nazista che stanno a cercà da tutti i pizzi. Guarda qua. Guarda quanto sò nazista…”. La mano sinistra solleva la manica destra del giubbetto di cotone verde che indossa, scoprendo la pelle. L’avambraccio è un unico, grande tatuaggio di Ernesto Che Guevara”. “Hai capito? Nazista a me? Io sono nato il primo maggio, il giorno della festa dei lavoratori e al nonno di mia moglie, nel ventennio, i fascisti fecero chiudere la panetteria al Pigneto perché non aveva preso la tessera“. L’uomo ha 48 anni. Delle figlie ancora piccole. Una storia difficile di galera e di imputazioni per rapina.

Ah, a proposito: Edizione straordinaria! I Rom (forse) non rubano i bambini, a Catania! Tutti i particolari in cronaca, ovvero qui : “Davanti all’Auchan di San Giuseppe La Rena, il clima di allarme e di tensione che secondo i giornali si respira da una decina di giorni non lo si sente proprio. È uno dei ragazzi che lavorano al laboratorio del supermercato a raccontarci i gesti quotidiani che accompagnano la richiesta dell’elemosina. Un’abitudine conosciuta dai dipendenti del supermercato, su cui si basa la ricostruzione che, da queste parti, sembra convincere i lavoratori. “È tutto un equivoco, c’è stato tanto scalpore per nulla. Il fatto è stato gonfiato”, risponde la maggior parte dei dipendenti e “probabilmente questa volta - aggiunge uno degli addetti al reparto alimentare - di fronte al rifiuto della signora, hanno provato lo stesso a prendere la moneta spostando la bambina”.

(vignetta de IlTratto)

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