Censura: il PdL inventa un reato per evitare nuovi Tartaglia?

19/09/2010 - Il deputato Salvatore Torrisi pensa alla reintroduzione del reato di plagio, abolito dalla Corte Costituzionale, per punire i “manipolatori mentali” di psicoidi e kamikaze. Dietro l’intento di preservare l’incolumità dei cittadini, un modo per stabilire il monitoraggio continuo dei social

     
 

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Il deputato Salvatore Torrisi pensa alla reintroduzione del reato di plagio, abolito dalla Corte Costituzionale, per punire i “manipolatori mentali” di psicoidi e kamikaze. Dietro l’intento di preservare l’incolumità dei cittadini, un modo per stabilire il monitoraggio continuo dei social network?

Dicembre 2009: Massimo Tartaglia, lombardo di Cesano Boscone affetto da disturbi psichici, tira una statuetta riproduttiva del Duomo di Milano in faccia a Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, che viene dunque costretto a una lunga degenza al San Raffaele con annessa plastica facciale. Da quel momento inizia la lunga e incessante salmodia degli allarmisti: “Questo paese è malato, l’odio dilaga, questo clima non può che fomentare gli squilibrati: è tutta colpa dell’antiberlusconismo viscerale che incita all’eliminazione fisica dell’avversario”, è il grido di allerta diffuso dai megafoni delle televisioni.

PAURA – Si sa, è la paura la molla più potente per costringere un gruppo sociale a rinunciare a parte dei propri diritti. E’ così che, sotterraneamente, ogni tanto, salta fuori qualcuno che ripropone l’argomento della pericolosità sociale di alcuni soggetti borderline, e dei danni che una cattiva influenza su di loro può causare. E’ Salvatore Torrisi, oggi, membro della commissione Giustizia in forza al PdL, a rimettere sul tavolo la discussione: con una proposta di legge che intende reintrodurre nel nostro ordinamento il reato di plagio, previsto dal codice Rocco redatto in era fascista, e poi abolito dalla Corte Costituzionale perchè contrario alla Carta – e questo, già la dice lunga sul posto che una tale norma troverebbe nel nostro ordinamento. L’intento, spiega lo stesso Torrisi, è quello di scovare e punire i “manipolatori mentali” che con artifizi e propaganda creano dei veri e propri “kamikaze”, o perpetratori di “efferati delitti”. “Le cronache”, spiega Torrisi all’ADNKronos, “ci hanno abituato a fatti di sangue compiuti sempre piu’ spesso da giovani e da adolescenti, che si caratterizzano per l’alto numero delle vittime e per la apparente, assoluta mancanza non solo di un movente, ma di una qualsiasi plausibile motivazione. In alcuni casi si e’ trattato di conclamate manifestazioni di follia individuale, ma in altri sorge forte l’interrogativo che, anche solo in via mediata, vi sia stata una sorta di eterodirezione e sorge il dubbio dell’esistenza di una setta o di un qualsiasi soggetto che si pone come manipolatore della volonta’ altrui“.

PANOPTICON – La soluzione è appunto l’introduzione del reato di “manipolazione mentale, una riedizione riveduta e corretta del troppo generico reato di plagio”: fattispecie penale punita con il carcere da 2 a 6 anni. Secondo il comma che Torrisi ha intenzione di introdurre nell’ordinamento penale italiano, sarà “punito con la reclusione da due a sei anni” chiunque “mediante tecniche di condizionamento della personalita’ o di suggestione praticate con mezzi materiali o psicologici, pone taluno in uno stato di soggezione continuativa tale da escludere o da limitare grandemente la liberta’ di autodeterminazione”. Curiosa la genericità dei metodi previsti per individuare chi risponda a questa fattispecie, singolarmente elastici: talmente allargabili, che è plausibile sarà trovato un metodo per farci rientrare anche il controllo sui social network. Infatti, se il reato sarà commesso “nell’ambito di un gruppo che promuove o pratica attivita’ finalizzate a creare o a sfruttare la dipendenza psicologica o fisica delle persone che vi partecipano, ovvero se il colpevole ha agito al fine di commettere un reato”, la pena sarà aumentata di un terzo: e ancora una volta siamo sul generalissimo, talmente tanto che tutto può esservi ricompreso. Anche quello che non dovrebbe: una legge che può creare un panopticon, un monitoraggio continuo del paese e dei suoi abitanti, che in nome della pubblica sicurezza, abbia occhi ed orecchie ovunque.

     
 

7 Commenti

  1. e se poi processano Berlusconi proprio per questo reato :-)

    chiunque “mediante tecniche di condizionamento della personalità o di suggestione praticate con mezzi materiali o psicologici, pone taluno in uno stato di soggezione continuativa tale da escludere o da limitare grandemente la libertà di autodeterminazione”

  2. bobo scrive:

    per evitare nuove aggressioni assumente delle guardie del corpo decenti.

  3. torquemada58 scrive:

    Non vedo il problema, se il reato è “manipolazione mentale” B. va sotto processo al 100%. Le prove ? Bondi e Capezzone. Forza Torrisi !

  4. Luke (RN) scrive:

    Soggetti deboli, border-line?
    Ma allora reintroduciamo i manicomi, rimettiamo in sesto il buon vecchio elettroshock, lasciamo marcire i pazzi legandoli al letto.
    Ci stiamo involvendo, è sicuro.

  5. mescalito scrive:

    Lunga degenza, plastica facciale? boh!

    del Consiglio, che viene dunque costretto a una lunga degenza al San Raffaele con annessa plastica facciale.

  6. uoi.@tiscali.it scrive:

    Il ministro della sanità TOPO GIGIO non è d’accordo.

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