Saviano “ha rotto er cazzo”?
22/10/2008 - Caro Dago, sarebbe interessante sapere chi è il “signore” (o il gruppo di “signori”) che utilizzando il sito di Repubblica online sta riempiendo di decine e decine di “firme” l’appello pro Roberto Saviano. Le “firme” consistono in un nome “Avete”,
Caro Dago, sarebbe interessante sapere chi è il “signore” (o il gruppo di “signori”) che utilizzando il sito di Repubblica online sta riempiendo di decine e decine di “firme” l’appello pro Roberto Saviano. Le “firme” consistono in un nome “Avete”, un cognome “Rotto” e una località “Er Cazzo”. A mio avviso, anche se è una burla, è comunque inquietante, oltre ad essere un gesto un po’ vigliacco. A meno che non sia possibile -e ritengo di sì- risalire all’autore, o agli autori, della vigliaccata. Ripeto: sarebbe interessante indagare e scoprire chi è l’autore della buffonata”, dice una lettera inviata a Dagospia. E in effetti ha proprio ragione: nella raccolta di firme di solidarietà organizzata da Rep.
, chissà perché, qualcuno si è davvero divertito a “sfottere”, o a manifestare il proprio “dissenso” nei confronti dell’iniziativa di solidarietà allo scrittore campano sotto il tiro dei Casalesi. Anche se forse basterebbe dare un’occhiata a quei servizi che ritraggono i ragazzi di Casal di Principe fondamentamente ostili alla causa: “è nu scemm”, “si nun parlava tutto questo nun succedeva”, “a mio avviso io non ci credo: per me è un fenomeno mediatico”, “prima con la camorra stavamo tutti tranquilli. Spacciano droga? Non è vero, a noi non dà nessuno fastidio”.
Non solo: è vero che su Facebook - che sta diventando ormai un causificio di prima grandezza – sono nati tantissimi gruppi di sostegno a Saviano; ma è anche vero che sempre su Facebook, dove la gente deve metterci la faccia, sono presenti anche gruppi “contro” (per i più curiosi fra di voi: Ricchiuti pare non esserci ancora arrivato): uno, “Saviano ci hai rotto i coglioni“, che ha come sottotitolo “Per tutti quelli che come me hanno le palle abbottate da questo ennesimo martire… che prima fa i soldi e poi vuole lasciare l’italia” e conta ben 29 iscritti (e considerando che lì bisogna metterci la faccia e il nome&cognome, un numero non indifferente). Un altro si chiama “Ci avete rotto il cazzo con Saviano”, e nel sottotitolo sembra avercela più con la moda che con il personaggio: “Tutti coloro che si credono ragazzi per bene si iscrivono a gruppi pro Roberto Saviano.Come se fosse l’unico che ha fatto qualcosa contro la camorra. Avete pressochè rotto il cazzo, abbiamo capito che è la moda del momento, ma ora basta con sti gruppi!” e di membri ne conta 48.
E poi c’è chi, non senza qualche ragione, ricorda: “Saviano ok.. battiamo tutti le mani.. coraggioso e temerario, ma paladino di cosa? Visto che nessuno ne parla, ricordiamo chi veramente fa qualcosa di utile tutti i giorni, i magistrati, i giudici, gli agenti dell’antimafia.. che ogni giorno rischiano la vita, senza scorta e senza fatturare milioni di euro vendendo un libro e concedendo i diritti per un film che di educativo nn ha proprio nulla..”, chi la sottolinea: “L’impegno contro la criminalità è di tante persone sconosciute che meritano attenzione e rispetto”.
Sia chiaro: segnalare queste iniziative non vuol dire voler aizzare alla proverbiale caccia all’uomo supportata dal solito oceano d’indignazione civile e tuppe tuppe e falpalà (di più: lo sconsiglio). Di certo c’è differenza da chi non ama Saviano perché “non si può più andare in giro in motorino perché da quando è scoppiato tutto ci sono troppi posti di blocco“, e chi invece critica l’abitudine italica di quelli che “come dei pecoroni fanno gruppi tutti uguali per sentirti un po’ più buoni, per star bene con la loro coscienza…”. Tra l’altro, buona parte degli iscritti non sembra essere napoletano, campano o cugino dei Casalesi: alcuni vengono da altre città, anche del nord, e può anche essere che molti si siano iscritti così, tanto per cliccare su qualcosa. In più, tra i gruppi correlati con il primo c’è il significativo: “Grazie a Dio in Famiglia non abbiamo COMUNISTI” (così come il gruppo per l’abolizione di Gigi D’Alessio). Come a dire che quella che doveva essere una semplice battaglia di civiltà sta diventando, come sempre in questo paese nel quale sembra si proiettino a tutte le ore del giorno i film di Don Camillo e Peppone, una idiotissima guerra politica, visto che – a torto o a ragione – identifica Saviano in un paladino “della sinistra”. Da qui, il dissenso da cane di Pavlov, o l’iconoclastia. In questo articolo, che forse ha un po’ anticipato il servizio di Repubblica Tv, si dicevano invece cose del genere: “Lui non è obiettivo. Vede solo disgrazie. Ma piatti a tavola o gioie di figli addo’stanno ? Così chi sta fuori non capisce, non pensa che ci siano ragioni o che spesso ne valga la pena, pensa solo che siamo dei mostri o dei disgraziati”. Fa schifo, eh?, come motivazione. Ma è umana, fin troppo umana. Insomma, Saviano e la querelle anti-Saviano hanno un po’ rotto er cazzo. Nel senso che forse qualcuno ha anche cominciato a stufarsi di questi teatrini mediatici nei quali la folla applaude e dal loggione tirano gli ortaggi e fischiano mentre tutto, passata la buriana, resta tale e quale a prima. Oggi lui, domani un altro; oggi a me, domani a te. Poi, tra qualche settimana, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. Non dubitate: anche stavolta finirà così.














Guardate che lo state sottovalutando, Roberto.
Come si muove il focus, lui lo riacchiappa.
Complimenti, Gregorj, condivido il tuo punto di vista.
Io il libro di Saviano l’ho letto e l’ho trovato interessante (il film non l’ho visto, né mi interessa attualmente): descrive in modo chiaro ed efficace una realtà assolutamente esecrabile della nostra penisola.
Presenta d’altro canto un costante leitmotiv del tipo “noi abbiamo un problema, voi DOVETE risolvercelo” che mi dà decisamente sui nervi ma, ribadisco, è uno strumento utile.
Detto questo, mi lasciano profondamente perplesso le esternazioni incredule di Saviano, sebbene umanamente comprensibili. A nessuno, specie ad un ragazzo non ancora trentenne, piace vivere sotto scorta con il fiato dei criminali sul collo, questo è pacifico.
Però, benedetto figliuolo, di che ti stupisci? Non sapevi, quando hai iniziato questa battaglia comunque onorevole, che la Camorra non si sarebbe limitata a darti un buffetto e dirti: “Birbantone, per questa volta passi ma non lo fare più, eh…”.
Non sapevi che è già un mezzo miracolo che la tua opera sia riuscita ad arrivare in libreria?
O ti aspettavi che bastasse la sua pubblicazione a far sparire tutti i camorristi?
Saviano ha fatto un ottimo lavoro, ma avrebbe dovuto pensare prima a quello che avrebbe comportato. Senza contare che, come cita giustamente Gregorj, tutti quelli che poi sono impegnati costantemente in prima linea contro il crimine non è detto che godano di scorta o di un ritorno economico dalle proprie battaglie.
Grande Saviano, se ci guadagna tanto meglio per lui.
Il resto è tutta invidia, come sempre.
(Non credo sia giusto bannare, bloccare l’accesso al sito, alle persone che esprimono concetti a voi non graditi, anche perchè in tal modo ci perdete solo la faccia, altro che informazione libera.)
Come sempre, l’Italia si presenta come il paese dei balocchi, e i suoi abitanti come tanti burattini manovrati.
Si è sempre parlato poco o nulla di Camorra, sia per paura, sia per indifferenza. Saviano non ha fatto altro che far cadere l’attenzione generale sulla questione, scrivendo un libro pieno di dolore e rabbia, ma anche colmo d’amore verso la propria terra devastata. Che poi ci guadagni anche, buon per lui. I soldi se li è sudati onestamente con le proprie forze e correndo rischi notevoli, come andare ad indagare in piena guerra di Camorra con tanto di morti ammazzati. Questo a differenza della criminalità che guadagna sulle nostre spalle, così come la politica corrotta. Solo che su questo, ovviamente nessuno dice qualcosa. Tutti muti, come tante pecorelle. Si preferisce invece attaccare per invidia o per ignoranza uno scrittore portavoce di una terra di nessuno. Tutti vogliono far soldi e magari andare via dall’Italia. Solo che quando qualcuno ci riesce a farli, ed anche in maniera onesta, allora viene preso di mira dai caproni senza cervello.
Che poi la situazione non cambi, di certo non è colpa di Saviano, ma soltanto dei media che speculano sempre su tutto e dei politici che comunque non muovono un dito. La mossa deve venire dalla gente, ed infatti Saviano è uno di coloro che ha cercato di dare la spinta. Ma il problema è proprio questo. A parte qualcuno, la gente se ne fotte, e preferisce comodamente criticare chi invece cerca di spronarla a ribellarsi. Ma la massa rende assassini gli eroi ed eroi gli assassini…
10, 100, 1000 Saviano!
ma Roberto Saviano è uno scritore,mica fa il magistrato o il carabiniere o altro?
Mica si è posto come paladino della giustizia?
Qui si parla di ” CENSURA”.
Censura!!! E perchè si deve limitare la liberta di uno scrittore,di un giornalista,di un individuo?
Non fanno vedere Santoro in tv. petizione.
Non fanno vedere Report in tv. petizione
Non consentono ad un uomo di parlare e no lo Stato bensi l antistato….. sidovrebbe fare rivoluzione altro che petizione caro che non ho letto come ti chiami e manco importa,la cosa necessaria è la comunicazione.
e nei gruppi a favore ci sono facce,nomi cognomi e pensieri.
vale per saviano e per tutti quelli come lui.
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Sul caso Saviano, io la penso come il calciatore Borriello ( pure lui nato da quelle parti..)e cioè, che questo signore, con la scusa della camorra ( che lo vuole uccidere…dice lui… ) ha fatto tanti soldini ed è diventato un grande personaggio. Le parole di Borriello sono chiare, ed io le condivido pienamente : ” Per me, Saviano è uno che ha lucrato sulla mia città. Non c’era bisogno che scrivesse un libro per sapere cos’è la camorra. Lui però ha detto solo cose brutte e si è dimenticato di tutto il resto “.
Beh, di cose su Saviano da dire ce ne sarebbero tante ma sarebbe anche inutile. Intanto è sempre facile vare il vittimista scrivendo qualche libro. Senza contare i guai anche legali, subito rientrati, sulla paternità di certi articoli. E non dimentichiamo che, ironia!, il film tratto da “Gomorra” ha visto comparse, se non erro, mafiose. Bella roba. Ora voi direte che Saviano non c’entra nulla. Sicuramente, ma è comunque un prodotto mediatico. Le raccolte firme non sono mai servite a nulla, sono tutte fuffa. Non anscondiamo poi il dito dietro alle migliaia di firme pro o contro qualcuno (non solo Saviano). La gente si comporta spesso in modo illogico, magari solo per farsi figa con gli amici/conoscenti ecc. In definitiva, per quanto mi riguarda, preferisco pensare a gente come Impastato, Falcone e Borsellino che a differenza di qualcuno iperpubblicizzato, che si definisce anche scrittore (ma de che?) che ha sempre la solita faccia allegra (e il conto in banca a dieci zeri) ci ha messo qualcosa di più della faccia: ci ha messo la vita! E mi spiace tanto, ma i grandi uomini, come Gandhi, lo stesso Impastato, e pochi altri, sono ricordati per i fatti, non per la pubblicità vittimista di certi finti idoli odierni.