Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 22 ottobre 2008 alle 09:21 dallo stesso autore - torna alla home

Caro Dago, sarebbe interessante sapere chi è il “signore” (o il gruppo di “signori”) che utilizzando il sito di Repubblica online sta riempiendo di decine e decine di “firme” l’appello pro Roberto Saviano. Le “firme” consistono in un nome “Avete”, un cognome “Rotto” e una località “Er Cazzo”. A mio avviso, anche se è una burla, è comunque inquietante, oltre ad essere un gesto un po’ vigliacco. A meno che non sia possibile -e ritengo di sì- risalire all’autore, o agli autori, della vigliaccata. Ripeto: sarebbe interessante indagare e scoprire chi è l’autore della buffonata”, dice una lettera inviata a Dagospia. E in effetti ha proprio ragione: nella raccolta di firme di solidarietà organizzata da Rep. 2963117356 731740c632 o Saviano ha rotto er cazzo?, chissà perché, qualcuno si è davvero divertito a “sfottere”, o a manifestare il proprio “dissenso” nei confronti dell’iniziativa di solidarietà allo scrittore campano sotto il tiro dei Casalesi. Anche se forse basterebbe dare un’occhiata a quei servizi che ritraggono i ragazzi di Casal di Principe fondamentamente ostili alla causa: “è nu scemm”, “si nun parlava tutto questo nun succedeva”, “a mio avviso io non ci credo: per me è un fenomeno mediatico”, “prima con la camorra stavamo tutti tranquilli. Spacciano droga? Non è vero, a noi non dà nessuno fastidio”. 

Non solo: è vero che su Facebook - che sta diventando ormai un causificio di prima grandezza – sono nati tantissimi gruppi di sostegno a Saviano; ma è anche vero che sempre su Facebook, dove la gente deve metterci la faccia, sono presenti anche gruppi “contro” (per i più curiosi fra di voi: Ricchiuti pare non esserci ancora arrivato): uno, “Saviano ci hai rotto i coglioni“, che ha come  sottotitolo “Per tutti quelli che come me hanno le palle abbottate da questo ennesimo martire… che prima fa i soldi e poi vuole lasciare l’italia” e conta ben 29 iscritti (e considerando che lì bisogna metterci la faccia e il nome&cognome, un numero non indifferente). Un altro si chiama “Ci avete rotto il cazzo con Saviano”, e nel sottotitolo sembra avercela più con la moda che con il personaggio: “Tutti coloro che si credono ragazzi per bene si iscrivono a gruppi pro Roberto Saviano.Come se fosse l’unico che ha fatto qualcosa contro la camorra. Avete pressochè rotto il cazzo, abbiamo capito che è la moda del momento, ma ora basta con sti gruppi!” e di membri ne conta 48.

2962271015 f4e0b36353 o Saviano ha rotto er cazzo?

E poi c’è chi, non senza qualche ragione, ricorda: “Saviano ok.. battiamo tutti le mani.. coraggioso e temerario, ma paladino di cosa? Visto che nessuno ne parla, ricordiamo chi veramente fa qualcosa di utile tutti i giorni, i magistrati, i giudici, gli agenti dell’antimafia.. che ogni giorno rischiano la vita, senza scorta e senza fatturare milioni di euro vendendo un libro e concedendo i diritti per un film che di educativo nn ha proprio nulla..”, chi la sottolinea: “L’impegno contro la criminalità è di tante persone sconosciute che meritano attenzione e rispetto”. 

Sia chiaro: segnalare queste iniziative non vuol dire voler aizzare alla proverbiale caccia all’uomo supportata dal solito oceano d’indignazione civile e tuppe tuppe e falpalà (di più: lo sconsiglio). Di certo c’è differenza da chi non ama Saviano perché “non si può più andare in giro in motorino perché da quando è scoppiato tutto ci sono troppi posti di blocco“, e chi invece critica l’abitudine italica di quelli che “come dei pecoroni fanno gruppi tutti uguali per sentirti un po’ più buoni, per star bene con la loro coscienza…”. Tra l’altro, buona parte degli iscritti non sembra essere napoletano, campano o cugino dei Casalesi: alcuni vengono da altre città, anche del nord, e può anche essere che molti si siano iscritti così, tanto per cliccare su qualcosa. In più, tra i gruppi correlati con il primo c’è il significativo: “Grazie a Dio in Famiglia non abbiamo COMUNISTI” (così come il gruppo per l’abolizione di Gigi D’Alessio). Come a dire che quella che doveva essere una semplice battaglia di civiltà sta diventando, come sempre in questo paese nel quale sembra si proiettino a tutte le ore del giorno i film di Don Camillo e Peppone, una idiotissima guerra politica, visto che – a torto o a ragione – identifica Saviano in un paladino “della sinistra”. Da qui, il dissenso da cane di Pavlov, o l’iconoclastia. In questo articolo, che forse ha un po’ anticipato il servizio di Repubblica Tv, si dicevano invece cose del genere: “Lui non è obiettivo. Vede solo disgrazie. Ma piatti a tavola o gioie di figli addo’stanno ? Così chi sta fuori non capisce, non pensa che ci siano ragioni o che spesso ne valga la pena, pensa solo che siamo dei mostri o dei disgraziati”. Fa schifo, eh?, come motivazione. Ma è umana, fin troppo umana. Insomma, Saviano e la querelle anti-Saviano hanno un po’ rotto er cazzo. Nel senso che forse qualcuno ha anche cominciato a stufarsi di questi teatrini mediatici nei quali la folla applaude e dal loggione tirano gli ortaggi e fischiano mentre tutto, passata la buriana, resta tale e quale a prima. Oggi lui, domani un altro; oggi a me, domani a te. Poi, tra qualche settimana, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. Non dubitate: anche stavolta finirà così.

36 commentistampa - fallo leggere