Caro Dago, sarebbe interessante sapere chi è il “signore” (o il gruppo di “signori”) che utilizzando il sito di Repubblica online sta riempiendo di decine e decine di “firme” l’appello pro Roberto Saviano. Le “firme” consistono in un nome “Avete”, un cognome “Rotto” e una località “Er Cazzo”. A mio avviso, anche se è una burla, è comunque inquietante, oltre ad essere un gesto un po’ vigliacco. A meno che non sia possibile -e ritengo di sì- risalire all’autore, o agli autori, della vigliaccata. Ripeto: sarebbe interessante indagare e scoprire chi è l’autore della buffonata”, dice una lettera inviata a Dagospia. E in effetti ha proprio ragione: nella raccolta di firme di solidarietà organizzata da Rep.
, chissà perché, qualcuno si è davvero divertito a “sfottere”, o a manifestare il proprio “dissenso” nei confronti dell’iniziativa di solidarietà allo scrittore campano sotto il tiro dei Casalesi. Anche se forse basterebbe dare un’occhiata a quei servizi che ritraggono i ragazzi di Casal di Principe fondamentamente ostili alla causa: “è nu scemm”, “si nun parlava tutto questo nun succedeva”, “a mio avviso io non ci credo: per me è un fenomeno mediatico”, “prima con la camorra stavamo tutti tranquilli. Spacciano droga? Non è vero, a noi non dà nessuno fastidio”.
Non solo: è vero che su Facebook - che sta diventando ormai un causificio di prima grandezza – sono nati tantissimi gruppi di sostegno a Saviano; ma è anche vero che sempre su Facebook, dove la gente deve metterci la faccia, sono presenti anche gruppi “contro” (per i più curiosi fra di voi: Ricchiuti pare non esserci ancora arrivato): uno, “Saviano ci hai rotto i coglioni“, che ha come sottotitolo “Per tutti quelli che come me hanno le palle abbottate da questo ennesimo martire… che prima fa i soldi e poi vuole lasciare l’italia” e conta ben 29 iscritti (e considerando che lì bisogna metterci la faccia e il nome&cognome, un numero non indifferente). Un altro si chiama “Ci avete rotto il cazzo con Saviano”, e nel sottotitolo sembra avercela più con la moda che con il personaggio: “Tutti coloro che si credono ragazzi per bene si iscrivono a gruppi pro Roberto Saviano.Come se fosse l’unico che ha fatto qualcosa contro la camorra. Avete pressochè rotto il cazzo, abbiamo capito che è la moda del momento, ma ora basta con sti gruppi!” e di membri ne conta 48.
E poi c’è chi, non senza qualche ragione, ricorda: “Saviano ok.. battiamo tutti le mani.. coraggioso e temerario, ma paladino di cosa? Visto che nessuno ne parla, ricordiamo chi veramente fa qualcosa di utile tutti i giorni, i magistrati, i giudici, gli agenti dell’antimafia.. che ogni giorno rischiano la vita, senza scorta e senza fatturare milioni di euro vendendo un libro e concedendo i diritti per un film che di educativo nn ha proprio nulla..”, chi la sottolinea: “L’impegno contro la criminalità è di tante persone sconosciute che meritano attenzione e rispetto”.
Sia chiaro: segnalare queste iniziative non vuol dire voler aizzare alla proverbiale caccia all’uomo supportata dal solito oceano d’indignazione civile e tuppe tuppe e falpalà (di più: lo sconsiglio). Di certo c’è differenza da chi non ama Saviano perché “non si può più andare in giro in motorino perché da quando è scoppiato tutto ci sono troppi posti di blocco“, e chi invece critica l’abitudine italica di quelli che “come dei pecoroni fanno gruppi tutti uguali per sentirti un po’ più buoni, per star bene con la loro coscienza…”. Tra l’altro, buona parte degli iscritti non sembra essere napoletano, campano o cugino dei Casalesi: alcuni vengono da altre città, anche del nord, e può anche essere che molti si siano iscritti così, tanto per cliccare su qualcosa. In più, tra i gruppi correlati con il primo c’è il significativo: “Grazie a Dio in Famiglia non abbiamo COMUNISTI” (così come il gruppo per l’abolizione di Gigi D’Alessio). Come a dire che quella che doveva essere una semplice battaglia di civiltà sta diventando, come sempre in questo paese nel quale sembra si proiettino a tutte le ore del giorno i film di Don Camillo e Peppone, una idiotissima guerra politica, visto che – a torto o a ragione – identifica Saviano in un paladino “della sinistra”. Da qui, il dissenso da cane di Pavlov, o l’iconoclastia. In questo articolo, che forse ha un po’ anticipato il servizio di Repubblica Tv, si dicevano invece cose del genere: “Lui non è obiettivo. Vede solo disgrazie. Ma piatti a tavola o gioie di figli addo’stanno ? Così chi sta fuori non capisce, non pensa che ci siano ragioni o che spesso ne valga la pena, pensa solo che siamo dei mostri o dei disgraziati”. Fa schifo, eh?, come motivazione. Ma è umana, fin troppo umana. Insomma, Saviano e la querelle anti-Saviano hanno un po’ rotto er cazzo. Nel senso che forse qualcuno ha anche cominciato a stufarsi di questi teatrini mediatici nei quali la folla applaude e dal loggione tirano gli ortaggi e fischiano mentre tutto, passata la buriana, resta tale e quale a prima. Oggi lui, domani un altro; oggi a me, domani a te. Poi, tra qualche settimana, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. Non dubitate: anche stavolta finirà così.
























Perché saviano è visto come “sinistra” e quindi…
è la versione foibe contro campi di concentramento 2.0
Ma Saviano è di sinistra?
Non me ne sono mai accorto.
Io do un merito a Saviano, senza di lui i media non avrebbero mai parlato dei Casalesi e la cosa che più sconvolge le mafie è stare al centro dell’attenzione.
Le mafie preferiscono lavorare nell’ombra e non stare alla luce del sole… gli affari ne risentono
io sono calabrese e come e’ ben noto anke in calabri ce tanta mafia. condivido pienamente il pensiero di saviano ma penso ke non dovrebbe andare via dall italia cosi’ facendo e’ come se i casalesi vincessero……… e quindi xke dargli questa soddisfazione tanto loro sono dove vogliono..
Per mettersi contro la mafia bisogna avere fegato, ideali e motivazioni. Tutto il resto sono chiacchere. Le stesse che Saviano, per soldi, ha fatto, senza calcolarne, poi, le conseguenze. Vada pure all’estero, ma si ricordi che la mafia arriva anche là! Valuti bene la nazione dove nascondersi!
P.s. Per salvarsi il sedere non mi stupirei di vederlo seduto da Santoro ad accusare di mafia Berlusconi, visto che ieri il presidente del consiglio ha dichiarato che sta preparando un piano contro la criminalità organizzata.
In questo modo potrebbe prendere due piccioni con una fava: restare in Italia e saldare il conto alla camorra.
Per me rimane uno in gamba perché, nonostante tutto quello che gli rinfaccia Ricchiuti, ci mette la faccia. Non credo che alla Camorra freghi veramente qualcosa, nonostante pentiti e intercettazioni, ma tra tanti subumani vuoi che non ci sia il guappo 18enne che decide di toglierlo di mezzo per farsi un nome? Certo è che queste raccolte firme non servono a niente, se non a lavare la coscienza di chi mette la firma. E allora sì, ci siamo rotti il cazzo, ma non tanto di Saviano quanto degli ipocriti che pensano che leggere Gomorra serva a combattere la Camorra.
bravo calvin.
Io invece difendo il potere della letteratura, come in questo caso, non certo a combattere “direttamente” la camorra, ma senz’altro ad aggiungere consapevolezza ulteriore sul fenomeno, a metterlo sotto i riflettori. E non mi stancherò mai di ripetere che gli effetti della letteratura sulla coscienza civile sono mediatissimi, e agiscono sotterraneamente. Che non ci spiattellano tout court le possibili soluzioni pratiche.
Trovo perfetta questa rassegna stampa, aggiungo, per aver tratteggiato così bene quello che a me, personalmente, ha un po’ rotto il caxxo: il tormentone stucchevole di causificio-facebook!
Sul Saviano “de sinistra”, faccio radio-serva: tra le tante che girano, oltre al nomignolo con cui lo chiamavano gli amici, “o’cazzaro” (ma non è detto millantasse di camorra, può darsi che ne sparasse sulle conquiste femminili, nel suo caso sempre millantato credito sarebbe), pare che il ragazzo sia stato militante della destra giovanile.
Che se lo sapessero i compagni di Nazione Indiana, sarebbe il più clamoroso caso d’infiltraggio tra i ggiovani dai tempi di Mario Merlino.
Si, Calvin ti dò ragione. Ci mette la faccia: sempre, posa per posa.
Ciao.
Saviano ha avuto coraggio. Ora magari bisognerebbe smetterla di parlare di saviano e iniziare a parlare realmente di Camorra. E attivarsi. Bisogna ringraziare SAviano per la sua opera di divulgazione ma ora è tempo di agire
Tanto è stato Ricchiuti
A me chi ha rotto è “Repubblica”. Si chiama raccolta di firme quella in cui non c’è nessuna verifica? Che senso ha sparare 140000 o 1 milione? E’ solo pubblicità, è solo dire: “guardate questo puledro della nostra scuderia quanto è coraggioso e corre veloce.”
E chi non è d’accordo allora è padre di Schiavone!
@ balestra: penso anch’io, abbiamo mandato il suo IP a repubblica per verificare!
Repubblica ok, ma vi raccomando Msn.it
Foto sorridente del nostro (in piccolo, perché non bisogna strafare). Titolo : Saviano, un eroe.
Proposta d’ingaggio : siete pro o contro ?
Bellissimo.
E’ la teoria dei giochi cara al nostro Calvin.
A me Saviano piace, scrive bene e ha le palle.
In forma diversa comunque ne ho parlato anche io, soprattutto di questi che raccolgono firme ora, ma mai avrebbero il coraggio di fare ciò che fa lui. Metto il link.
Cuoco Calvin. Comunque ormai su Feisbuc e dintorni si peta anche per chiedere a Saviano e Ricchiuti di cambiare pettinatura…
xDaniela a parlare di relazioni mafia-psiconano-mangano c’è già Travaglio.
xCalvin leggere il libro non fermerà la camorra, ma aiuta a capire certi meccanismi.
Poi chissene frega se Saviano è di destra o di sinistra,ricordate che Peppino Impastato l’hanno ammazzato più o meno per gli stessi motivi e tutti dicevano che le sue erano cazzate, ma ziu tano la pensava diversamente!
Neanch’io, Fabio, avrei il coraggio di fare quello che fai tu. Avercele le palle per mettere un link.
Impastato addirittura.
Non mi risulta che Impastato stesse a casa a fare i copincolla degli articoli degli altri o s’inventasse i funerali sexy di una ragazzina per fare colore.
Impastato stava sin troppo sul posto, semmai, visto che a Zu’Tano gli contava i peli sin da piccino.
Peppino non si tocca e non si paragona a Saviano.
bbboni, state bbboni
Su Saviano non ci si intenderà mai.
Se per Saviano uno come me capisce Salgari e invece altri Falcone o Impastato o Siani o De Mauro, che compromesso vuoi trovare.
D’altronde Saviano è la lotta alla mafia quando il sogno americano è Barack Obama.Non è mica un caso che la gente si confonda.
Fosse Poro Mario qui, riuserebbe il mitico Virzì dicendo che “è da mo’ che non ce state a capì più un cazzo”.
fosse poro Mario qui, si renderebbe come al solito ridicolo.
Il problema è che saviano si è messo la faccia del martire, sempre addolorato, sempre teso, sempre ad invocare la prostrazione della gente innanzi ai suoi piedi. Si lamenta sempre di tutto e non dice mai qualcosa di positivo. E chiama gli applausi più facili prendendosela con gli avvocati dei camorristi, cavalcando il luogo comune secondo cui tutti gli avvocati sono delle merde. Io, che vivo a Palermo, faccio un certo lavoro e non sono di destra neanche per niente, sono quotidianamente a contatto con persone che rischiano il culo proprio e dei propri familiari per lottare contro le mafie. Eppure non si scompongono mai, mantengono la serenità, la pacatezza e il sorriso, e non fanno pesare mai, nella loro vita di relazione, la gravità di quello contro cui hanno deciso di combattere. Queste sono le persone che io ammiro. Persone che non hanno bisogno di riflettori o applausi. Persone che sentono in primo luogo il bisogno di raccontare il loro impegno alla loro stessa coscienza.
premesso che anche a me della raccolta firme frega poco e che non mi scaldo più di tanto sull’argomento anche se penso che saviano abbia avuto coraggio, mi fa ridere il solito vizio italico per cui se fai i soldi denunciando le malefatte te lo rinfacciano, se li fai CON le malefatte sei un figo. lo dico perché è proprio l’aver fatto i soldi che gli viene rinfacciato, cavoli nemmeno il buon gusto di mettersi contro la camorra rischiando la vita gratis, che screanzato. e mi fa ridere il pensiero che se avesse denunciato politici anziché camorristi sarebbe stato screditato MOLTO PRIMA. sul saviano di sinistra, posso credere a quel che scrive ricchiuti perché a matrix ha citato – dicendo che è il suo poeta preferito – ezra pound, con la meloni eccitatissima.
Che poi è stranissimo questo di Ezra Pound.
A Napoli, prima di Gomorra, girava il libro scritto da Peppe Misso e le dediche a Pound.
Arriva Saviano e di nuovo Pound.
Boh.Pare che la camorra non possa fare a meno dei fascisti.
Domanda spontanea : ma qualcuno se lo ricorda ancora che Pound era un fior di antisemita finito al manicomio ?
(Ultim’ora da Nazione Indiana: da quelle parti ormai è panico, si teme il peggio, che da un momento all’altro l’amico Roberto tra un pound e l’altro invochi il prefetto Mori)
Cito una considerazione fatta da un amico
“Il giornalista Saviano, che tanto coraggio ha avuto a scrivere il libro (che tutti noi gli riconosciamo) ha poi perso colpi (o è stato convinto a darsi una regolata?), non solo a Matrix, ma anche a L’Infedele quando sollecitato da Lerner a descrivere quello che nel libro manca (distrazione???), cioè le connessioni politiche, glissa dicendo che la condizione in cui vive non gli consente di approfondire le sue ricerche. In questa frase dice dure cose gravissime:1.la scorta piu che a proteggerlo (capaci e via d’amelio…) serve ad impedirgli di andare avanti.
2.Le connessioni ci sono ma non sono documentabili”.
Considerazione che sottoscrivo appieno:-)
Non è la condizione in cui scrive che gli impedisce di andare avanti. Quanto che abbia perso le sue gole profonde nella carta stampata dei cronachisti locali.
Saviano non è mai stato un corrispondente sul posto o un inviato di guerra. Si, a voi ha scritto che andava in giro con la vespa tipo Nanni Moretti in Caro Diario e voi ci avete creduto, ma basterebbe chiedere e verificare
Non è che si sta calmando o si sta dando una regolata.
E’ semplicemente che non gli passano più niente.
E giustamente, visto che li ha fregati e sfottuti, i suoi informatori.
Fossi Saviano, più che dei casalesi che ormai se stanno in galera è perchè qualcun altro ne ha preso il posto, avrei paura della stampa napoletana. Specie quella considerata minore e “di camorra”.
Provate a farvi un giro sui blog dei cottimisti napoletani e a chieder loro cosa ne pensino di Roberto Saviano.
Portatevi lo scudo.
Ciao ragazzi,
Il caso Saviano credo che debba essere valutato con attenzione.Come anche ho scritto in una lettera sul mio blog indirizzata a lui, ritengo si stia perdendo il focus dell’attenzione.
Le minacce verso l’autore sono certamente condannabili, ma la cosa che a mio avviso desta irritazione è il potere dei media di spostare il centro dell’attenzione.
Il caso Saviano è diventato emblematico NON perchè sia stato minacciato, ma perchè uno scrittore che ha venduto circa 1 milione di libri è stato minacciato.
La questione cambia!La questione genera interesse nel pubblico, genera boom di Auditel per Mentana, genera boom di incassi per chi organizza eventi pro-saviano, genera soldi insomma…
Se il tema genera soldi, tanto vale renderlo ancora più prolifico…
Ripeto, il caso Saviano va certamente tutelato, ma vorrei ricordare come già faceva qualcuno che il “focus” non deve diventare Saviano ma il potere criminale colluso con la politica!E penso che questo sia molto più grave!
NUVOLA ROSSA

(
sottoscrivo anch’io
Tutto, dico TUTTO, si blocca quando si arriva alla “politica”
Chi ci può salvare?
La Magistratura di certo NO! Lo ha già dimostrato “patteggiando” per mantenere i suoi privilegi.
Help!
Guardate che un libro l’ha scritto anche Falcone. Sai che soddisfazione prendere i diritti d’autore
e morire ammazzato!!
Credo che Saviano si sia quasi pentito di aver scritto il libro, visto che tra 1 anno non se ne ricorderà più nessuno!! Strano che qualcuno si ricordi di Saviano dopo tutto questo tempo. Di solito le notizie dopo una settimana la gente se
le scorda.
Guardate che lo state sottovalutando, Roberto.
Come si muove il focus, lui lo riacchiappa.
Complimenti, Gregorj, condivido il tuo punto di vista.
Io il libro di Saviano l’ho letto e l’ho trovato interessante (il film non l’ho visto, né mi interessa attualmente): descrive in modo chiaro ed efficace una realtà assolutamente esecrabile della nostra penisola.
Presenta d’altro canto un costante leitmotiv del tipo “noi abbiamo un problema, voi DOVETE risolvercelo” che mi dà decisamente sui nervi ma, ribadisco, è uno strumento utile.
Detto questo, mi lasciano profondamente perplesso le esternazioni incredule di Saviano, sebbene umanamente comprensibili. A nessuno, specie ad un ragazzo non ancora trentenne, piace vivere sotto scorta con il fiato dei criminali sul collo, questo è pacifico.
Però, benedetto figliuolo, di che ti stupisci? Non sapevi, quando hai iniziato questa battaglia comunque onorevole, che la Camorra non si sarebbe limitata a darti un buffetto e dirti: “Birbantone, per questa volta passi ma non lo fare più, eh…”.
Non sapevi che è già un mezzo miracolo che la tua opera sia riuscita ad arrivare in libreria?
O ti aspettavi che bastasse la sua pubblicazione a far sparire tutti i camorristi?
Saviano ha fatto un ottimo lavoro, ma avrebbe dovuto pensare prima a quello che avrebbe comportato. Senza contare che, come cita giustamente Gregorj, tutti quelli che poi sono impegnati costantemente in prima linea contro il crimine non è detto che godano di scorta o di un ritorno economico dalle proprie battaglie.
Grande Saviano, se ci guadagna tanto meglio per lui.
Il resto è tutta invidia, come sempre.
(Non credo sia giusto bannare, bloccare l’accesso al sito, alle persone che esprimono concetti a voi non graditi, anche perchè in tal modo ci perdete solo la faccia, altro che informazione libera.)
Come sempre, l’Italia si presenta come il paese dei balocchi, e i suoi abitanti come tanti burattini manovrati.
Si è sempre parlato poco o nulla di Camorra, sia per paura, sia per indifferenza. Saviano non ha fatto altro che far cadere l’attenzione generale sulla questione, scrivendo un libro pieno di dolore e rabbia, ma anche colmo d’amore verso la propria terra devastata. Che poi ci guadagni anche, buon per lui. I soldi se li è sudati onestamente con le proprie forze e correndo rischi notevoli, come andare ad indagare in piena guerra di Camorra con tanto di morti ammazzati. Questo a differenza della criminalità che guadagna sulle nostre spalle, così come la politica corrotta. Solo che su questo, ovviamente nessuno dice qualcosa. Tutti muti, come tante pecorelle. Si preferisce invece attaccare per invidia o per ignoranza uno scrittore portavoce di una terra di nessuno. Tutti vogliono far soldi e magari andare via dall’Italia. Solo che quando qualcuno ci riesce a farli, ed anche in maniera onesta, allora viene preso di mira dai caproni senza cervello.
Che poi la situazione non cambi, di certo non è colpa di Saviano, ma soltanto dei media che speculano sempre su tutto e dei politici che comunque non muovono un dito. La mossa deve venire dalla gente, ed infatti Saviano è uno di coloro che ha cercato di dare la spinta. Ma il problema è proprio questo. A parte qualcuno, la gente se ne fotte, e preferisce comodamente criticare chi invece cerca di spronarla a ribellarsi. Ma la massa rende assassini gli eroi ed eroi gli assassini…
10, 100, 1000 Saviano!
ma Roberto Saviano è uno scritore,mica fa il magistrato o il carabiniere o altro?
Mica si è posto come paladino della giustizia?
Qui si parla di ” CENSURA”.
Censura!!! E perchè si deve limitare la liberta di uno scrittore,di un giornalista,di un individuo?
Non fanno vedere Santoro in tv. petizione.
Non fanno vedere Report in tv. petizione
Non consentono ad un uomo di parlare e no lo Stato bensi l antistato….. sidovrebbe fare rivoluzione altro che petizione caro che non ho letto come ti chiami e manco importa,la cosa necessaria è la comunicazione.
e nei gruppi a favore ci sono facce,nomi cognomi e pensieri.
vale per saviano e per tutti quelli come lui.
rigurgiti del passato……
Ultimamente mi sembra che alcuni personaggi della TV e più in generale di tutti i mass-media si divertano o ci provano gusto a "" la storia! complici anche alcuni elementi della magistratura e commendatori ecco che ci ritroviamo a riap…