La guerra al sesso di Christine O’Donnell, tra Tea Party e aborto

16/09/2010 - La vincitrice delle primarie in Delaware  è passata da misconosciuta attivista conservatrice a nuova stella della base repubblicana, simbolo dell’inarrestabile ascesa del nuovo partito. Il partito repubblicano è in subbuglio. La vittoria di Christine O’Donnell nelle primarie del Delaware ha

     
 

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La vincitrice delle primarie in Delaware  è passata da misconosciuta attivista conservatrice a nuova stella della base repubblicana, simbolo dell’inarrestabile ascesa del nuovo partito.

Il partito repubblicano è in subbuglio. La vittoria di Christine O’Donnell nelle primarie del Delaware ha sconvolto l’establishment Gop, disperato per l’inaspettata di un seggio indispensabile per puntare alla maggioranza al Senato. Il primo sondaggio uscito dopo le primarie rileva il candidato democratico con 16 punti di vantaggio sulla O’Donnell. Se invece ci fosse stato Mike Castle, il big moderato abbattuto dalla mobilitazione conservatrice del Delaware rurale, l’ex Rappresentante del Gop avrebbe avuto 10 punti di vantaggio. Un ribaltamento clamoroso che ha scatenato le ire dei repubblicani più in vista. Perfino Karl Rove, l’architetto delle vittorie bushiane, ha attaccato la O’Donnell come ineleggibile, scatenando le ire di Sarah Palin, perché dice troppe cose folli.

ORTODOSSIA CONSERVATRICE - Attiva nei movimenti anti aborto, contraria all’interruzione di gravidanza anche nei casi di stupro o incesto, la cattolica O’Donnell ha più volte espresso opinioni tra il reazionario e l’estremismo religioso sulla sessualità. Per combattere l’Aids neanche l’astinenza sessuale può bastare, perché, come mostrato in un suo intervento su MTV, bisogna astenersi anche dal praticare la masturbazione. L’immunodeficienza è in realtà per la O’Donnell una malattia conseguenza di uno stile di vita malato. Chi contrae l’Aids non sarebbe una vittima, e il governo avrebbe speso troppo per contrastare un’epidemia che potrebbe fermarsi se tutti mantenessero uno stile di vita consono agli insegnamenti religiosi. Secondo la O’Donnell la visione di materiale pornografico è equivalente ad un tradimento coniugale, perché compromette la purezza del proprio sposo. “Come chiesa, dobbiamo insegnare uno standard morale più elevato dell’astinenza dai rapporti. Abbiamo bisogno di predicare uno stile di vita virtuoso”, scrisse per la rivista Cultural Dissent nel 1998. La candidata al Senato aveva anche detto nel 1996 che ci sono abbastanza prove, se non di più, che il mondo sia stata creato da Dio in 7 giorni come insegna il libro della Genesi. Secondo la O’Donnell l’evoluzione è solo una teoria, non basata sui fatti, e di conseguenza il creazionismo andrebbe insegnato nelle scuole. Non farlo significa infrangere la divisione tra Stato e Chiesa imposta dal I emendamento.

INCIDENTI DI CARRIERA - Christine O’Donnell è una consulente di marketing, ed in passato ha lavorato per molti gruppi che sponsorizzano i valori tradizionali sui temi etici, dove sponsorizzava le tesi riportate sopra che hanno scatenato un putiferio sulla stampa americana. Il suo percorso professionale e lavorativo è stato abbastanza accidentato, un altro elemento di debolezza della sua candidatura. La O’Donnell non ha completato il college, ed è stata denunciata dalla sua università per non aver pagato le tasse di immatricolazione. Solo durante la campagna elettorale delle primarie ha ultimato il college, e ha ricevuto il diploma di laurea due settimane fa. Pochi anni fa è stata licenziata da una fondazione conservatrice per aver ricorso alla commissione delle pari opportunità professionali. Una causa pubblicizzata dal Weekly Standard e abbandonata dalla O’Donnell per mancanza di fondi. Nel 2008 è stata citata in giudizio per non aver pagato l’ipoteca sulla sua casa di Wilmington, la più grande città del Delaware. Successivamente alla sua corsa per il Senato nel 2008 è stata citata dalla commissione elettorale federale per non aver estinto i debiti della sua campagna.

LA NUOVA ALAN KEYES - Da una ventina d’anni una delle figure più bizzarre del mondo conservatore è Alan Keyes. Nero e ultraconservatore, l’ex ambasciatore è stato un pluricandidato ad ogni incarico federale, sempre con clamorosi insuccessi. Nel 2004 fu demolito da Obama nelle senatoriali dell’Illinois. Christine O’Donnell stava ripercorrendo la stessa strada, prima di cogliere una clamorosa vittoria battendo uno dei repubblicani più noti al Congresso, il moderato Mike Castle, designato vincitore del seggio del Delaware. La O’Donnell era arrivata terza alle primarie senatoriali Gop nel 2006, mentre nel 2008 diventò la candidata repubblicana perché nessun voleva essere triturato dal sicuro vincitore Joe Biden. Il Vice Presidente umiliò Christine 65 a 35. Al terzo tentativo, quando tutti pensavano che diventasse una novella Harold Stassen, il governatore del Minnesota che ha corso, quasi sempre senza la minima chance, 12 volte per la presidenza, Christine O’Donnell è diventata la beniamina del Tea Party. L’arrabbiata base conservatrice ha trovato in Christine la voce per esprimere posizioni estreme anche per i repubblicani (di destra).

     
 

2 Commenti

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