di Davide Prevarin (Devilmath)
postato alle 18:54 del 3 giugno 2008 in InterniTorna alla home

Alla mensa dell’Università, in mezzo a tanto cibo disponibile, è sbucato un topo in cerca di qualcosa per sé. Gli studenti, che hanno prontamente filmato l’accaduto, storcono il naso. Ma alla fine la convenienza vale il prezzo di qualche “inconveniente”…

Siamo a Trieste, dove sorge l’Università creata nel 1877 “per privata munificenza” - come spiega il sito internet - e ampliata nel 1938 quando venne posta la prima pietra per la sede centrale in piazzale Europa, posizione dominante sul colle di Scoglietto. Oggi conta dodici facoltà, frequentate da circa 23.000 studenti. Molti dei quali usufruiscono della mensa dell’Ateneo: economica, ampia, facilmente accessibile. Collocata all’interno del campus principale (che annovera, fra le altre, le gettonate facoltà di Giurisprudenza, Economia ed Ingegneria), la mensa è aperta tutti i giorni, pranzo e cena, weekend compresi, ed è la meta fondamentale per studenti fuori sede e per chi non ha tempo di andare a casa a mangiare e poi tornare per le lezioni pomeridiane.

IL FATTACCIO - La mensa sembra proprio un posto accogliente: ristrutturata da poco, ampia, colorata, con l’aspetto moderno tipico del college americano dei telefilm. Illuminata dalle grandi finestre che danno una bellissima panoramica del Golfo e della collina boscosa alle spalle. Proprio qui dentro fa si è consumato “il fattaccio”. Tra gli studenti seduti a mangiare e chiacchierare e tra chi aspettava in piedi col vassoio pronto per essere servito, un topo, probabilmente attirato dalle enormi quantità di cibo presente, ha deciso di uscire allo scoperto e farsi una corsa in mezzo a gambe, tavoli, e sedie. “Mi ricordo che stavo mangiando tranquillamente quando all’improvviso ho sentito un grido - racconta ridacchiando uno studente - pensavo che qualcuno fosse caduto per terra, e invece ho visto una massa scura che si spostava velocemente da una parte all’altra della mensa, facendo saltare all’indietro tutti quelli che si trovavano nella sua traiettoria”. Di certo non c’è da stare molto tranquilli, essendo i topi portatori di una sfilza di malattie: virali, batteriche, da Rickettsie e da protozoi, come la rabbia, la leptospirosi, la peste, il tifo, la toxoplasmosi e la leishmaniosi. Infatti il topolino alla mensa ha fatto balzare qualcuno sulla sedia, ma ha anche attirato qualche spirito coraggioso che si è avvicinato alla fiera per filmarla, e poi - immancabilmente - mettere tutto su youtube. Il video mostra un topo terrorizzato tra gli studenti schiamazzanti, che prima tenta riparo dietro una borsa, e poi, stanato, fugge verso l’uscita facendosi largo tra un gruppo di ragazzi. Lo studente che ha filmato la scena col cellulare, ci dice: “Gli inservienti della mensa hanno reagito in modo scandaloso: come se fosse stata una cosa all’ordine del giorno. Tranquillissimi. Ridevano, addirittura!”

RatatouilleSALVIAMO LA NATURA - I commenti al video più curiosi sono sicuramente quelli che sospirano sollevati nel vedere il topino vivo, “che se era morto ce lo spacciavano per bistecca”. Come a dire: tutti gli altri giorni in cui non ci sono topi vivi che corrono in giro, chissà come li hanno cucinati. Chiedo a una delle addette alla mensa in pausa se sa qualcosa del topo avventuriero, ma non capisce una parola, è straniera e l’italiano proprio non lo mastica. Sono quasi le due e mezza, la mensa sta per chiudere, ma incontro la direttrice, che quando sente la parola “topo” mi guarda molto poco amichevolmente. Dice che nessuno all’interno della mensa è tenuto a rispondere a domande, nemmeno a titolo personale: ci va di mezzo l’etica professionale. Mi consiglia di contattare l’Erdisu (l’Ente Regionale per il Diritto e l’opportunità allo Studio) che si occupa, fra le altre cose, della mensa; il suo direttore Eugenio Ambrosi scrive: “Abbiamo anticipato il nostro periodico sopralluogo sulle aree di competenza. Un nostro consulente ha verificato le condizioni igieniche della mensa, peraltro già sottoposta al controllo dell’ASL”. Sodexho, multinazionale che opera nel settore della ristorazione collettiva per aziende, scuole, comunità e aeroporti, e gestisce la mensa, ha avvertito l’Eridisu subito dopo il fatto, e si è attivata con una “nuova derattizzazione (una era stata compiuta cinque giorni prima dell’episodio, NdA), pulizia straordinaria di locali, utensili e attrezzature”. Abbiamo provato a contattare anche il rettore dell’Università, ma in cinque giorni non ci ha mai risposto, avrà ben altre questioni per la testa.

STUDENTI SODDISFATTI? - L’Erdisu, inoltre, corre ai ripari annunciando di aver distribuito un migliaio di questionari customer satisfaction sulla mensa, in modo che gli studenti possano valutare il servizio. Intanto, per tastare gli animi a caldo, Ambrosi ci informa che “monitoriamo i commenti su youtube”, Mensa Triestenel caso saltasse fuori qualche proposta interessante sul come tenere fuori i topi dalla mensa. Tuttavia non sembra esserci nessun calo tra i fruitori del servizio; due studenti di ingegneria spiegano il perché: “Finiamo lezione all’una, e alle due ne abbiamo già un’altra. Il tempo è poco anche per mangiare in mensa, figurarsi per andare a casa coi mezzi pubblici e mettersi a cucinare”. L’incursione del topo non ha cambiato le vostre abitudini, allora? “Ma anche volendo cambiare, dovremmo andare al bar dell’università, e pagare tre euro per un panino. In mensa con tre euro mangio primo, secondo e contorno”. L’episodio, più che altro, è rimasto un simpatico aneddoto da raccontare: “Io c’ero”. L’unico che non se lo dimenticherà mai, probabilmente, sarà il topo.

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