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Il meraviglioso mondo dei falsi annunci di lavoro

Altro che falsi Cercasi Papa. Dietro gli annunci per impiego nella rete si trovano spesso amare sorprese. Camuffato dietro il nome di una grande azienda, il furbetto non fa trovare nulla di promesso. Niente manager, niente benefit. Spesso, dietro uno stipendio stellare a Londra o un posto stabile, si nasconde il lavoro “porta a porta” o il riciclaggio di denaro.

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SITI SPECCHIO – Basta farsi un giro on line per rendersi conto che spesso gli stessi nomi (come per esempio il famigerato Mike Molina) girano nelle caselle mail degli aspiranti candidati. Spesso la formula è la stessa, introdotta da un “gentilissimo” e seguito da un “abbiamo ricevuto il suo CV”. Non solo, per affinare al meglio l’esca, si clona il sito della società, contatti ed immagini comprese, corredati da sano spam sulle bacheche più importanti di annunci on line.

COMBATTIAMOLI  – Sui social network diversi disoccupati segnalano le amare sorprese. E’ il caso di Squadra Antitruffa Taranto e Truffa annunci di lavoro per Marriott Hotel. Squadra Antitruffa per esempio nasce o per individuare e monitorare l’incidenza del problema. Opera su Taranto e provincia, dove, secondo quanto ha riscontrato il gruppo, il “65% degli annunci professionali non rispecchiano una reale offerta”. Andrea ne cura la pagina. E’ un ragazzo che tenta ogni giorno di entrare nell’ormai semi “blindato” mondo del lavoro. “Nell’arco degli ultimi 4 o forse 5 anni – racconta – ho perso letteralmente il conto degli annunci (offline e online) a cui ho risposto, ai colloqui a cui ho partecipato e ai raggiri a cui, purtroppo, ho finito anch’io per abboccare”. Così “frustrato” dalle trappole e dalle similarità dei fake decide di fargli la lotta: “Provengo da una città in pieno dissesto economico. Ho deciso quindi di creare la “Squadra Antitruffa”, sperando di poter mettere in guardia, da questo squallido sistema di pericolosi raggiri, chiunque si stesse addentrando per la prima volta nella ragnatela delle inserzioni”. Dalla locandina del film “Squadra antitruffa” appesa nella sua stanza, prende vita il suo team. “Si tratta di una sorta di “Open-Squad”, se così vogliamo definirla. Proprio per la natura del suo intento – spiega il ragazzo – non è un gruppo chiuso e non esistono membri fissi. Di fatto chiunque può essere un “agente”. Io mi curo della gestione della pagina e delle segnalazioni. Ma, ogni giorno, utenti, amici e collaboratori (continui o occasionali) contribuiscono a questo piccolo esperimento raccontandomi le loro esperienze”.

IL GIOCO DEL FALSO – Un contratto e magari il proprio conto su cui versare il futuro stipendio. Il sito Anti-Phishing Italia spiega una delle tecniche di raggiro: “La truffa è legata al riciclaggio di denaro. Il sistema si basa su fantomatiche società nate a partire dal 2005 con l’avvento del fenomeno del phishing. Rispondendo all’email, il passo successivo è l’invio del “contratto” nel quale viene specificata la mansione, solitamente definita come Responsabile finanziario”. Per ricevere le somme di denaro, l’utente dovrà indicare il proprio conto. Pochi click e il gioco è fatto. Trasferendo i soldi sul proprio conto si contribuisce al riciclaggio di denaro. La cifra parte inizialmente da un conto corrente in mano ai truffatori, spesso hackerato. Non potendo trasferire il denaro direttamente all’estero si servono di altre fasulle società ignari “responsabili” compresi.

TRIBUNALI RIVOLUZIONARI – Questi tipi di reato stanno cominciando ad interessare anche le aule giudiziarie italiane. Il tribunale di Milano nel 2008 ha applicato una formula che possa fare una differenza tra phisher più o meno consapevoli:

Qualora il financial manager sia a conoscenza dell’attività di truffa del phisher e garantisca allo stesso di collaborare per il ricevimento di bonifici fraudolenti e per il trasferimento delle somme percepite con mezzi diversi da quelli bancari come ad esempio il money tranfer internazionale, risponde sicuramente di concorso nel reato commesso dal secondo. Qualora, invece, al financial manager solo richiesto l’accreditamento su un proprio conto corrente di alcune somme che dovrà poi trasferire con altre modalità all’estero, egli non essendo consapevole del disegno complessivo, non può essere considerato come concorrente nel reato presupposto

Non solo, il  Tribunale civile di Benevento (sentenza 2/7/09, n. 1506), ha inoltre individuato la corresponsabilità del gestore telefonico del correntista, responsabile di “vigilanza” sulle azioni sospette.

COME RICONOSCERLI – Squadra Antitruffa posta continuamente consigli in merito: “Grazie alla mia “esperienza nel campo” – racconta Andrea – e agli utilissimi video-istruttivi (ben più tecnici) del portale “Lavoratorio.it”, ho creato un articolo che definisce le linee guida per poter appunto riconoscere in maniera quasi infallibile le “inserzioni illegali”, fungendo anche come una sorta di “Manuale per la Formazione dell’Agente-Antitruffa”. In maniera tale da poter permettere a chiunque di poter contribuire al progetto in totale autonomia”. Il ragazzo consiglia anche di usare Tellows “una community che dà la possibilità di identificare (anche geograficamente) e recensire numeri di telefono di cui non si conosce l’esatta provenienza o riconducibili a società o individui legati a raggiri professionali o spam”. Il gruppo ha individuato varie tipologie: dal falso (che ruba i dati per i database) agli energetici (offerte per falsi agenti Enel).

NON SONO IO – Come però preventivare i danni? Alcune aziende sono corse ai ripari. Le società coinvolte, come Marriott Hotel, si dissociano. La Nestlè per esempio di fronte ai profili fake ha postato sul proprio sito un avviso con tanto di contatti per eventuali segnalazioni:

Nel web stanno circolando falsi annunci di lavoro riguardanti posizioni nel Gruppo Nestlé in Europa. Segnaliamo che si tratta di annunci fasulli. Nestlé non chiede mai ai candidati di pagare somme di denaro e, nelle nostre procedure di selezione, non viene richiesto di rispondere per email a domande dettagliate sul proprio percorso professionale. Chiediamo quindi per favore di non rispondere o mandare denaro. Stiamo richiedendo la rimozione dei falsi annunci dai siti di ricerca di lavoro, non appena questi vengono pubblicati.

BASTA POCO – Gli annunci on line fasulli sono ancora qui, nonostante in rete (a questo link) risultino totalmente illegali.  Una soluzione? “Io – spiega Andrea – sono un ragazzo qualunque che, in un paio d’ore della sua giornata, riesce a controllare la gran parte degli annunci della propria città e provincia, catalogandoli, isolandoli e spesso risalendo ai “colpevoli”. Credete sarebbe difficile formare delle figure (anche una per provincia) con il medesimo compito e con costi ridottissimi? Io credo di no”. Il monitoraggio, spiega il giovane, dovrebbe diventare virale: “Se Squadra Antitruffa prendesse piede in ogni città d’Italia, molte persone eviterebbero di incorrere in sgradite sorprese. Come dissi ad un caro amico ‘basterebbe un tizio con un pc'”.