Interni

Addaura: spariti i tabulati del boss che parlava con i servizi segreti

7 settembre 2010

Gaetano Scotto, coinvolto nel fallito attentato al giudice Falcone, fu interlocutore degli 007 nella strage di via D’Amelio. Misteriosamente dagli scaffali della procura di Caltanissetta scompare il fascicolo che custodiva i suoi segreti

La madre di Nino Agostino, poliziotto misteriosamente ammazzato con la moglie nell’agosto del 1989, ossia tre mesi dopo il fallito attentato all’Addaura del quale si dice sapesse qualcosa, vedendone una foto su un giornale disse che era stato lui a pedinare il figlio. Un altro collaboratore di giustizia, Oreste Pagano, dice che quell’uomo amava vantarsi di aver ammazzato quell’Agostino reo di aver scoperto un legame tra mafia e questura.

AL CENTRO TRA MAFIA E SERVIZI – Parliamo di Gaetano Scotto, uno dei boss di Cosa Nostra che hanno ricoperto un ruolo centrale nelle indagini sulle stragi del ’92 e sul fallitto attentato a Giovanni Falcone dell’89. Condannato all’ergastolo per la morte di Paolo Borsellino, si è sempre interessato per conto dell’organizzazione mafiosa di mantenere i rapporti coi servizi segreti. Ora, però, i tabulati delle sue compromettenti telefonate sono spariti. Misteriosamente. Proprio nel momento in cui le indagini si avvicinavano a dei risvolti importanti. “Gaetano Scotto è l’uomo chiave dei contatti fra le cosche e l’intelligence, ma i fascicoli dove c’erano i suoi tabulati li abbiamo inutilmente cercati“, fanno sapere gli investigatori della procura di Caltanissetta che hanno ricominciato a indagare sui complotti dell’estate di 18 anni fa.

TABULATI SPARITI – Esattamente al centro tra i corleonesi di Totò Riina e alcuni 007 dello Stato, Scotto, boss dell’Arenella, è colui che avrebbe dovuto premere il tasto per far saltare in aria il giudice Falcone davanti alla sua villa dell’Addaura. Qualche pentito parla di un suo ruolo nell’omicidio di Nino D’Agostino, che il giorno dell’attentato all’Addaura, era là sugli scogli e probabilmente salvò la vita al giudice Falcone insieme al collaboratore del Sisde Emanuele Piazza, che nove mesi dopo fu prelevato nella sua casa e strangolato. Scotto è anche colui che si manteneva in contatto con una base dei servizi segreti che si trovava sulla cime del Castel Utveggio, proprio sopra via D’Amelio, ufficialmente sede di una scuola di eccellenzaa per manager, in realtà covo di spie dell’Alto Commissariato. “Una quindicina di anni fa - ricorda oggi repubblica – erano stati acquisiti tutti it abulatidelle telefonate di Gaetano Scotto con quei personaggi della scuola per manager, i procuratori di Caltanissetta avrebbero voluto riesaminarli dopo la scoperta di un coinvolgimento dei servizi nelle stragi, ma quando hanno ordinato alla polizia giudiziaria di recuperare i tabulati non hanno trovato un solo foglio“. Perchè?

2 commenti a Addaura: spariti i tabulati del boss che parlava con i servizi segreti

  1. Pingback: Addaura: spariti i tabulati del boss che parlava con i servizi segreti | Informare per Resistere

  2. Pingback: Servizi Segreti Intelligence

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>