Riforma Gelmini: a Roma anche i genitori alzano la voce
06/09/2010 - 1.900 ore di lezione e 87.000 insegnanti in meno. Insoddisfatti dei tagli del governo e del riordino dei cicli gli studenti non solo soli nelle manifestazioni che contestano le scelte del ministro Le novità della riforma Gelmini sono solo un
1.900 ore di lezione e 87.000 insegnanti in meno. Insoddisfatti dei tagli del governo e del riordino dei cicli gli studenti non solo soli nelle manifestazioni che contestano le scelte del ministro
Le novità della riforma Gelmini sono solo un modello di scuola nozionista,
dequalificata e sempre piu’ privatizzata. I giovani vogliono ribadire questa loro tesi e dimostrare al ministro della Pubblica Istruzione che nelle loro proteste non c’è “strumentalizzazione politica“. Così aveva bollato le richieste dei manifestanti Maria Stella Gelmini, nei giorni scorsi. E le risposte non si fanno attendere. Non ci sono solo studenti questa mattina all’ingresso del Tasso, il liceo romano che per primo ha riaperto i battenti, 7 giorni prima della data previste per l’inizio delle lezioni in Lazio.
PROTESTA DAL BASSO – Tagli, edilizia scolastica e riordino dei cicli, sono questi i punti cardine delle proteste che stamattina hanno visto protagonista un connubio tra genitori e figli, ognuno con il proprio punto di vista, ma in ogni caso contro la “riforma dei tagli“. Volantini e striscioni in bella vista, perche’ serve far sapere alla gente che “la scuola cambia dal basso“. Il famigerato “riordino dei cicli – raccontano i manifestanti – non e’ altro che il concretizzarsi della legge 133“. E allora eccola la scuola alternativa: “Un progetto che nasce dal basso, dalle esigenze degli studenti e che si basa sulla partecipazione, sulla democrazia e sulla didattica alternativa“.
TAPPEZZARE LA CITTA’ – Poco più in là ci sono i genitori del comitato Incontro nazionale scuole chiedono di “fotocopiare il volantino” e attaccarlo ovunque, “tappezzando la citta’ metro per metro“. A quello che considerano “un processo inequivocabile di impoverimento della scuola statale” non ci stanno nemmeno i genitori, e con l’inizio dell’anno scolastico hanno deciso anche loro di intensificare la mobilitazione. ”Abbiamo chiesto un permesso dal lavoro per venire qui - spiega una mamma volantino alla mano – la riforma Gelmini prevede tagli e basta. Meno insegnanti, meno bidelli, aule affollate e meno sicure“. I genitori hanno affidato il loro appello alle fotocopie che spiegano la protesta: “Tutti devono sapere“. La riforma? “Solo i cittadini possono fermarla, quindi anche tu“.
87 MILA PROF IN MENO – Oggi, scrivono, assistiamo a una “forte riduzione delle ore di insegnamento e a un massiccio ricorso al precariato a scapito della continuita’ di insegnamento e della dignita’ dei precari“. E se secondo loro il presente non riserva nulla di buono per la scuola, il futuro sarà ancora peggiore: “Domani le ore di insegnamento in meno diventeranno 1.900, pari a un taglio di due anni di scuola dalla prima elementare alle superiori, e i 42 mila insegnanti in meno di oggi diventeranno 87 mila“. Contro la riforma propongono una scuola “gratuita, aperta e uguale per tutti“, non si lasciano convincere neppure dalle regole più severe che una volta tanto piacevano ai genitori: “Invece di pensare al registro on line – spiega un’altra mamma accorsa in via Sicilia - il governo farebbe meglio a occuparsi delle cose che davvero non funzionano, alle assenze e ai voti dei nostri figli ci pensiamo gia’ noi“.













La Gelmini sta alla pubblica istruzione, così come la Brambilla sta al turismo o Bondi alla cultura.
Dire che questo è un governo di dilettanti è fare un’offesa al sano spirito sportivo del dilettantismo.
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