1.900 ore di lezione e 87.000 insegnanti in meno. Insoddisfatti dei tagli del governo e del riordino dei cicli gli studenti non solo soli nelle manifestazioni che contestano le scelte del ministro
Le novità della riforma Gelmini sono solo un modello di scuola nozionista,
dequalificata e sempre piu’ privatizzata. I giovani vogliono ribadire questa loro tesi e dimostrare al ministro della Pubblica Istruzione che nelle loro proteste non c’è “strumentalizzazione politica“. Così aveva bollato le richieste dei manifestanti Maria Stella Gelmini, nei giorni scorsi. E le risposte non si fanno attendere. Non ci sono solo studenti questa mattina all’ingresso del Tasso, il liceo romano che per primo ha riaperto i battenti, 7 giorni prima della data previste per l’inizio delle lezioni in Lazio.
PROTESTA DAL BASSO – Tagli, edilizia scolastica e riordino dei cicli, sono questi i punti cardine delle proteste che stamattina hanno visto protagonista un connubio tra genitori e figli, ognuno con il proprio punto di vista, ma in ogni caso contro la “riforma dei tagli“. Volantini e striscioni in bella vista, perche’ serve far sapere alla gente che “la scuola cambia dal basso“. Il famigerato “riordino dei cicli – raccontano i manifestanti – non e’ altro che il concretizzarsi della legge 133“. E allora eccola la scuola alternativa: “Un progetto che nasce dal basso, dalle esigenze degli studenti e che si basa sulla partecipazione, sulla democrazia e sulla didattica alternativa“.
TAPPEZZARE LA CITTA’ – Poco più in là ci sono i genitori del comitato Incontro nazionale scuole chiedono di “fotocopiare il volantino” e attaccarlo ovunque, “tappezzando la citta’ metro per metro“. A quello che considerano “un processo inequivocabile di impoverimento della scuola statale” non ci stanno nemmeno i genitori, e con l’inizio dell’anno scolastico hanno deciso anche loro di intensificare la mobilitazione. ”Abbiamo chiesto un permesso dal lavoro per venire qui - spiega una mamma volantino alla mano – la riforma Gelmini prevede tagli e basta. Meno insegnanti, meno bidelli, aule affollate e meno sicure“. I genitori hanno affidato il loro appello alle fotocopie che spiegano la protesta: “Tutti devono sapere“. La riforma? “Solo i cittadini possono fermarla, quindi anche tu“.



La Gelmini sta alla pubblica istruzione, così come la Brambilla sta al turismo o Bondi alla cultura.
Dire che questo è un governo di dilettanti è fare un’offesa al sano spirito sportivo del dilettantismo.
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