Il giornalista cattolico arma l’artiglieria pesante su Libero: “Il Presidente della Repubblica non ci deve fare lezioni di morale: è un comunista stalinista dei peggiori”. Il che, indirizzato a un personaggio che nel Partito Comunista era visto come un pericoloso “destro”, fa sorridere.
Antonio Socci ce l’ha con Giorgio Napolitano, è ufficiale. Un pezzo durissimo uscito oggi su Libero lo dice chiaro e tondo: “Non ci faccia la morale, non è un padre della Patria”. La deve smettere di pontificare, Napolitano, dice Socci; lo preferirebbe “notaio”, e non impegnato in quello che a suo dire è “un gioco politico”. E comunque, in generale, per lui non è un modello: visto che per lui l’unico modello da seguire è suo padre, che mentre Napolitano studiava al
liceo, era in miniera; mentre Napolitano entrava in Parlamento col PCI, “senza un giorno di lavoro sulle spalle“, faceva propaganda per la DC in mezzo alla strada, buscandosi anche minacce e botte. E soprattutto, il padre di Socci mai si sarebbe schierato a sostegno dell’URSS durante i fatti d’Ungheria: mentre di Napolitano c’è anche la frase, riportata dal giornalista senese. “L’intervento sovietico non solo ha contribuito a impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, ma alla pace nel mondo”, aveva allora dichiarato il comunista napoletano.
MIGLIORISTA, MIGLIORISTA! – Ovviamente, nulla da togliere al percorso personale di Socci padre: una storia ammirevole. Ma siamo tutti buoni a mettere in piedi una feroce critica ad una persona, evidenziando solo gli aspetti che ci fanno comodo. Principalmente, dare dell’ irriducibile “stalinista” a Napolitano, può essere un’arma retorica di una qualche portata: ma se un’opinione del genere venisse riportata a un qualsiasi vecchio comunista, di quelli tutti d’un pezzo, probabilmente si farebbe una gran risata. Già, perchè nel PCI in cui “stalinista” forse non era un complimento, ma probabilmente neanche sempre una nota negativa, Napolitano ben presto iniziò a militare nella corrente più odiata, quella dei destri, degli inguardabili: i miglioristi. Quelli che spingevano per l’alleanza col PSI di Craxi (“socialisti”, gli dicevano – ed era un insulto), quelli che prospettavano l’approdo socialdemocratico per la prima forza della sinistra italiana. Scansati come la rogna, additati come schifosi riformisti: non proprio dei fanatici della dittatura. E per quanto riguarda la frase sui fatti d’Ungheria, il non ancora Presidente della Repubblica ci ha poi scritto un libro sopra: per scusarsi. Nella sua “autobiografia politica”, intitolata “Dal PCI al Socialismo europeo”, Giorgio Napolitano infatti confessa che quell’uscita gli causò un “grave tormento autocritico”, e che fu dettata dall’ortodossia di partito, che imponeva a tutti di vedere il comunismo italiano come “inseparabile dalle sorti del campo socialista guidato dall’URSS”. Erano tempi un po’ così: Socci, esperto e avveduto, lo sa di certo. Dunque, lo omette di proposito?


Probabilmente quando ha scritto l’articolo Socci aveva appena avuto una visione mariana o era fumato d’incenso. Ma d’altronde lui conosce meglio le scritture biblice che la storia del PCI. Napolitano era un esponente della corrente migliorista quella che era vista da certa ortodossia comunista quasi come una componente eretica e, per anni, ha subito un forte ostracismo all’interno del partito rischiando l’emarginazione come era successo al gruppo del Manifesto. Caro Socci lascia perdere questi temi che non sono consoni alla tua storia ed alle tue conoscenze, insomma scherza coi santi ma lascia stare i fanti!!!
“senza un giorno di lavoro sulle spalle“…onestamente su questo punto non ha tutti i torti però.
Un gene tutt’ora facilmente rintracciabile in tutte le nuove leve comuniste universitarie e non solo.
“senza un giorno di lavoro sulle spalle”, come peraltro la stragrande maggioranza di quella categoria umana genericamente definita “intellettuali”; a parte il fatto che è tipicamente comunista considerare lavoro solo quello manuale, Socci DOVEVA seguire il modello del padre ed andare in miniera… indipendentemente da ciò che si pensa di Napolitano.
Socci ,non strepitare ,….quanto ti ha dato ?
Ricorda del tuo vice direttore connivente coi servizi segreti,e poi diceva di fare solo il giornalista.
VAi a Medjugorie ,vai…..
Questa del lavoro è una CAZZATA enorme!
Intanto la stragrande maggioranza dei comunisti è composta da lavoratori che hanno tenuto in piedi il paese mentre squallidi personaggi come Socci e compari ciurlavano nel manico, lui sì a fare il fancazzista, tanto che è stato cacciato dalla RAI dai suoi stessi amici perché era un beota indifendibile!
Quando mai LUI! ha lavorato? se per lavorato si intende fare qualche cosa di utile per se ed il prossimo.
Secondo me avete sprecato un mucchio di tempo facendo un articolo su Socci: ricordiamoci che stiamo parlando di quello che sostituì Santoro in Rai quando fu epurato dal pagliaccio, riuscendo nel difficilissimo obiettivo di portare lo share di Rai2 in prima serata al di sotto del 5 percento (Santoro, prima di lui, era più o meno al 20). Ricordiamoci anche che è quello che faceva le famose domande del tipo “se non è un essere vivente, perché l’embrione non può essere venduto come i capelli ?”. Infine, ricordiamoci che perfino Marano e Cattaneo decisero di buttarlo fuori …
Insomma, credo che qualunque cosa dica una nullità del genere non valga la pena parlarne, è tempo sprecato.
Oops .. ho realizzato or ora che ho appena buttato via 5 minuti del mio prezioso tempo a parlare di Socci, per cui salvo il salvabile e la chiudo qui.
Socci ha ragione.
E nulla vale dire che Napolitano era un reietto della corrente dei miglioristi del PCI per mitigare la sua posizione.
Napolitano come tanti altri comunisti hanno abbracciato una ideologia fallimentare e fallita che ha giustificato gulag, foibe e repressione e solo a distanza di 50 anni hanno fatto pubblica ammenda, ma sottovoce.
Mi fa specie leggere i post di alcuni “sinceri democratici” che difendono un borghese di nascita, un fascista adolescente ed un comunista di adozione, e sputano invece su un minatore autodidatta che è arrivato a scrivere libri e partecipare alla politica nazionale italiana “dal basso”.
Ma oggi non mi meraviglio più di niente.
Finchè la sinistra continuerà a nutrirsi di odio anzichè di principi e di coerenza, non si risolleverà.
Ed io che sono di destra, non posso che esserne contento.(ma non troppo, perchè di una opposizione – intelligente e capace – c’è sempre bisogno in uno stato democratico).
Svegliatevi!!!!
Ecco un altro sincero democratico che si tormenta la coscienza per la storia di Napolitano ma non ha alcun tormento nel votare un “senza storia” come Berlusconi. Uno che vive di leggende tipo quella del padre (quello del trofeo alla memoria) entrato in banca come fattorino ed uscito direttore. Guarda caso in una banca milanese famosa per il riciclaggio di soldi mafiosi, negli anni 60-70.
Socci ha torto marcio. Perchè ciò che dice Napolitano ADESSO è giusto, indipendentemente da ciò che ha detto e pensato in passato. Una cosa non è giusta o sbagliata a seconda di chi la dice. Infatti Socci sbaglia indipendentemente dal fatto che sia un insetto. Lui è un insetto. Ma si legge quello che ha detto e lo si giudica. Ricordandolgi che è un insetto, ma criticandolo sul contenuto di ciò che dice.
era talmente de sinistra che fu “sfrattato” dall’ingraiano afragolese. E ancora ne subiamo le conseguenze
Socci ha scritto un articolo polemico bellissimo. Soprattutto perché allora come oggi stare a sinistra per molti significa avere il ditino alzato e sentirsi migliori degli altri. Come si vede anche dai commenti su questo blog. E’ un fatto psicologico. Sono di sinistra perchè sono buono, sono meglio, sono più…degli altri. Poter cambiare idea, dire: “sì mi sono sbagliato, il comunismo è stato un disastro in tutti i paesi in cui è andato al governo” e non funziona neanche come teoria economica? impossibile a quanto pare. Si scompenserebbero tanti equilibri psichici. Fortuna che la storia spazza via tante assurdità
SInceramente gli imbecilli che si credono migliori degli altri, che sostengono dittatori assassini di tutto il mondo e poi pretendono di rappresentare “il partito dell’amore” io li vedo a destra.
Le assurdità del comunismo sono state spazzate via dalla storia ,mentre le assurdità dei peronisti clericali di casa nostra le dobiamo soopportare tutti i giorni col sermone quotidiano dei leccapiedi di partito.
Nel caso di persone che non hanno mai lavorato, perchè Socci non prende l’esempio di Bossi, mandato a quel paese dalla prima moglie perchè a 42 anni si faceva mantenere e fingeva di andare a lavorare tutte le mattine, come un personaggio da farsa?
Ha già spazzato via Socci
Socci poveretto crede alle apparizioni della madonna, dovete accarezzarlo il ciellino leccapiedi.
Sono d’accordo con l’assunto di Socci. Per Napolitano non provo nessuna simpatia e trovo – se non turpe – almeno misero che chi ha la storia personale di Napolitano venga eletto a Capo dello Stato. Lasciamo pur stare la prima gioventù da fascista, ma è comunista partitante e ben allineato – altro che balle, sempre in adeguamento – addirittura da Stalin e fino alla caduta del muro e oltre. Ciò non solo non gli conferisce alcuna patente per insegnare che calzoni ci si deve infilare la mattina, anzi: questa patente gliela ritira proprio a vita.
Qui non parliamo di fesserìe di lenzuola, nessuno (se non nel suo proprio partito, forse) se l’è presa con il Togliatti politico perché andava a letto con Nilde Iotti.
Invece come non si demanda a un ex brigatista la commemorazione pubblica di Guido Rossa, così non si dovrebbe inviare un accolito della banda sovietica a Budapest alla commemorazione del 1956. Qui non si tratta di “superare” passate posizioni. I pentimenti, le resipiscenze e le autocritiche – ottime sul piano personale e se si scrivono memorie – non bastano nella rappresentanza pubblica e politica. Napolitano non ha carte in regola per dare lezioni politiche di sorta ai cittadini, non le dia proprio lezioni.
ma questo idiota di socci sta ancora in giro……
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Condivido quanto detto da Socci. L’uomo più pericoloso per l’Italia è Napolitano,grande stalinista. E’ stato eletto da nessuno, lo sa e da lezioni di democrazia.A volte si accosta De Gasperi a Togliatti.Sacrilegio. Bisognerebbe dire: De gasperi ha ricostruito l’Italia nonostante il comunismo e la cgil.
Gli italiani hanno un problema che dimenticano o voglio dimenticare le cose che non fanno comodo.Ricordare il passato e l’azione politica di questo presidente ristabilirebbe un ordine nel valore di gradimento attribuibile.E’ troppo facile ricrearsi un immagine da quella posizione.A me non convince e condivido l’analisi dell’articolista.
Socci ha ragione i comunisti o post -comunisti o soffrono di amnesie o di pentitismo
il loro ( non il mio) presidente della repubblica ha condannato i rivoltosi ungheresi appoggiato la campagna diffamatoria contro il Pres Leone , chiesto le dimissioni di Cossiga salvo poi ad andare a pignucolare al suo funerale ( Cossiga) o a scoprire un busto piagnucolando ( Leone) e dulcis in fundo adesso che lor signori fanno i patrioti vorrei ricordare che 20 o anche anni fa chi si azzardava a mostrare una bandiera tricolore era tacciato da lor signori come fascista (ma a quei tempi c’era l’internazionalismo) ( io ho ancora un bellissimo giubbotto nero con una bandiera tricolore dietro) ragazzi fatevi delle iniezioni di fosforo aiuta la memoria