Inchiesta

Cricche & Toghe: Pasquale de Lise, il giudice dei misteri

4 settembre 2010

Il presidente del Consiglio di Stato è ovunque, ma è come se non ci fosse mai. Di tanto in tanto salta fuori nei verbali delle indagini sul comitato d’affari che controlla e pilota gli appalti e i rapporti che contano nel nostro paese. Ma chi è, veramente, il giudice napoletano?

Ci sono due categorie di “potenti”. Ci sono quelli che vanno in tv, gli abitanti dei palazzi che contano, gli urlatori delle decisioni politiche e dei dibattiti televisivi. E poi ci sono quelli che decidono. Quelli che stanno sullo sfondo. Si direbbe: quelli che contano. Pasquale de Lise, probabilmente, è uno dei secondi. Diciamo probabilmente perchè, se la caratteristica di questi secondi tipi di potenti è la discrezione, e anzi, una discrezione direttamente proporzionale alla potenza, allora Pasquale de Lise è davvero potentissimo: perchè rinvenire informazioni su di lui è praticamente impossibile.

IL BONIFICO FANTASMA – Pasquale de Lise è tornato sulle pagine dei quotidiani oggi. Nella pausa estiva della politica, mentre tutti eravamo impegnati a seguire i posizionamenti tattici delle forze parlamentari, la magistratura lavorava, macinava, produceva. E oggi, in tempo in tempo per la riapertura del Parlamento, esce la nuova lista Anemone. Custodita da un commercialista del provveditore alle Opere Pubbliche, in questo nuovo elenco di favori e lavori sottobanco salterebbe fuori anche il nome di un Berlusconi, Silvio o Paolo, senior o junior, non si è ancora in grado di saperlo (anzi, non si era in grado di saperlo, fino a che Niccolò Ghedini, avvocato del premier, non ci ha informato in mattinata dell’identità fra il suo assistito e il Berlusconi misterioso). Ma ciò che emerge, fortemente, da questa nuova lista, è appunto il coinvolgimento del magistrato amministrativista, che avrebbe ricevuto, sul suo conto in banca, una forte somma da parte di un altro avvocato, uno che si potrebbe definire “un pesce piccolo” della cricca: scrive il Corriere della Sera che questo referente aveva “ricevuto somme di importi molto modesti, ma ritenuti ‘interessati’ dagli inquirenti perchè provengono da da personaggi che hanno avuto un ruolo negli affari della ‘cricca’ “. Quel che deve giustificare Pasquale de Lise è appunto un bonifico, ricevuto da questo famoso professionista, per ora anonimo, dell’ammontare di 250.000 €. All’epoca de Lise era al vertice del Tar del Lazio, dove si occupò di plurimi ricorsi per appalti pubblici: in sintesi, quel che pensano i magistrati è che la somma possa essere un pagamento per un favore fatto, per una causa che andò come doveva andare. Ovviamente, su questo sarà la magistratura a parlare.

IO? MA NO… – Se parla de Lise, invece, cade sempre dalle nuvole. Anche stavolta: “Non mi viene in mente nulla. Casco davvero dalle nuvole”, spiega al Messaggero. Non sa niente: non gli viene in mente niente. Gli arriva un bonifico di 250.000 euro sul conto, ma lui non ne sa niente. “Assolutamente non ricordo di aver ricevuto quella somma sul mio conto nel luglio 2009. L’unica cosa che mi viene in mente è che quell’anno ho acquistato la mia casa di villeggiatura all’Argentario, pagando con assegni tutti a mio nome”: il che, come i più avveduti noteranno, non smentisce, ma anzi, forse conferma. Ma limitiamoci a quello che la procura pensa: la “circostanza” di cui de Lise sottolinea di non ricordare niente, è appunto la pioggia di questi soldi “mentre il Tar del Lazio decideva di respingere un ricorso di Italia Nostra contro gli appalti per le piscine dei mondiali di nuoto, del quale si stava interessando anche l’avvocato Leozappa, genero di de Lise”, scrive il Corriere della Sera, interpretando il pensiero dei “segugi della procura”.

UN PASSATO NELL’AMMINISTRAZIONE – Così, forse de Lise è coinvolto, forse no. Non si sa bene, non lo sa nemmeno lui. Ne si sa moltissimo della sua storia. De Lise arriva alla giustizia amministrativa regionale nel 2005, al vertice del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, a sostituire Corrado Calabrò, che trasloca all’autorità garante delle comunicazioni. Un articolo di allora, a firma di Dino Martirano sul Corriere, ci aiuta a ricapitolare i passi precedenti a quel punto. “Per chi fa il magistrato, conoscere la macchina amministrativa è tutto”, dice de Lise nel 2005 a Martirano, e un parallelo ci salta subito in mente: Giovanni Giolitti. Lo statista piemontese, diventato in breve tempo uno degli uomini più potenti d’Italia, aveva passato la sua giovinezza e formato la sua mentalità politica nell’apparato della Pubblica Amministrazione: così de Lise, che racconta di essere stato per due anni “funzionario prefettizio”. Poi, come Giolitti d’altronde, il salto nei ministeri: negli anni ottanta della Democrazia Cristiana, della Prima Repubblica, de Lise è capo di gabinetto prima di Guido Carli e poi di Giovanni Goria.

LA MAGISTRATURA – Beninteso, questo per quanto riguarda il suo ruolo “politico”, per quanto alla larga si voglia intendere il termine: perchè de Lise, professionalmente, è un magistrato. Doppia laurea, Giurisprudenza e Scienze Politiche; “entrato in magistratura nel 1961″, riassume l’incipit di un’intervista rilasciata allo Specchio Economico, “Pasquale de Lise, chiamato dallo scorso giugno a presiedere l’importantissimo e prestigioso Tar, Tribunale amministrativo regionale del Lazio, vanta un lunga e ampia esperienza. Ha operato via via nella magistratura ordinaria civile e, sia pure per periodi relativamente brevi, penale; e in quella contabile perché per qualche tempo è stato anche alla Corte dei Conti; dopo 10 anni di attività è passato alla giustizia amministrativa, precisamente al Consiglio di Stato, superando nel 1971 un concorso che, lungi da ogni tentazione di autoesaltazione, definisce «uno dei più seri, forse il più difficile”. Poi, come abbiamo detto, politica e magistratura si intrecciano: “È stato Capo di Gabinetto o Capo dell’Ufficio legislativo di vari Ministeri”, continua lo Specchio. “Lavori pubblici, Partecipazioni statali, Sanità, Marina mercantile, Poste, Finanze, Bilancio, Tesoro. In quest’ultimo ha consolidato notevolmente la propria esperienza, trattandosi di un osservatorio ampio che abbraccia tutte le altre Amministrazioni dello Stato. Ha lavorato con esponenti politici di prim’ordine: è stato capo di Gabinetto di Giovanni Goria quando questi è stato ministro e poi presidente del Consiglio; lo è stato di Guido Carli, con il quale ha lavorato tre anni al Ministero del Tesoro.”

11 commenti a Cricche & Toghe: Pasquale de Lise, il giudice dei misteri

  1. matrioska

    Quante matriosche ci sono in questo gioco;fra chi non sà chi gli ha pagato casa a chi non sà chi gli ha versato i soldi sul proprio conto corrente.Poi
    in fondo ci trovano sempre i soliti che urlano al complotto,ai magistrati comunisti;a proposito,visto che è magistrato ed eletto dal Pres.d.cons.sarà
    un d.o.c.g o iscritto nel Partito Dei Lavoratori?

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    • Giannino

      Anche Pasquale De Lise è stato beccato con le mani nella marmellata dopo le grandi abbuffate di soldi dovute agli arbitrati nei quali la pubblica Amministrazione, chissà perchè, perdeva sempre.
      Ma cosa aspettano le autorità competenti, se ci sono, a mandare in pesione questo “Alto” magistrato, che per la sua età forse va in giro col pannolone!

  3. luigi morelli

    chissà che anche nel caso COTA NON SI SIA FATTO COME NEL CASO DEGLI AEREI “PRESIDENZIALI”CHE ANDAVANO A VILLA CERTOSA O A QUELL’ALTRO MEZZO MILIONE DI CASI IN CUI CESARE E VICECESARE E TUTTA IN GENERE LA SCHIERA DEI CORROTTI DELLA NOSTRA SECONDA REPUBBLICA O PRINCIPATO,CASTAGNE DAL FUOCO……..VEDI CASINI E FINI QUESTI DUE VISI “PALLIDI CON LINGUE BIFORCUTE”TELEFONANO A QUALCHE SANPIETRO PER FARSI TOGLIERE LE CASTAGNE DAL FUOCO…..CHE DICE IL PAPA DI QUESTO FENOMENO DI TUTTA QUESTA GENTE CHE SI PROCLAMA INNOCENTE…..E’ORMAI UN DOVERE CIVICO….RISPONDE A UN COMANDAMENTO”RICORDATI DI NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA”O PER IL PAPA E’ UN COMANDAMENTO SECONDARIO????RISPETTO ALLA SOLITA SOLFA(ANCHE SE E’ GIUSTO) DEL DIVORZIO,DELL’aborto,dei gay dei preti sposati etcc,etcc.

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  6. MORANDO SERGIO Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italia Argentina

    Cricche e benessere..tutti “fratelli” che si aiutano a vicenda..chi fratello consapevole chi fratello inconsapevole di esserci caduto e questi inconsapevoli DANNI hanno subito..ma certe faccende a volte romanzate e messe in film .. si perdono nelle lontane indagini della p2 ora ritornata in gran voga in questi giorni in ” cricca” p4 certo NON tutti i fratelli sono deviati..nella nuova cricca..ma certi nomi ricompaiono altrove in altre professioni in nuovi appalti del nord Italia..sono nomi omonimi di altri illuminati ? Chissà.. tale lunghissima lista massoni ancora valida e presto sarà posta in aggiornamento.. si trova su: http://www.uominiliberi.eu

  7. Orazio

    Che sia massone…. ha tutte le caratteristiche

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