Se il management non parla inglese

04/09/2010 - CREARE UNA CULTURA D’IMPRESA - Abbiamo prima parlato di cultura d’impresa. E’ il punto cruciale. Lo scenario italiano da questo punto di vista mostra ampi margini di miglioramento. La presenza di un tessuto di troppe imprese “padronali” che tali rimangono

     
 

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CREARE UNA CULTURA D’IMPRESA - Abbiamo prima parlato di cultura d’impresa. E’ il punto cruciale. Lo scenario italiano da questo punto di vista mostra ampi margini di miglioramento. La presenza di un tessuto di troppe imprese “padronali” che tali rimangono pur avendo una veste giuridica societaria, insieme alla dimensione media troppo piccola, sono limitanti fattori di rigidità. Limiti culturali di spessore sono un muro rispetto all’introduzione di buone pratiche manageriali e di management esterno le cui competenze rimarrebbero indispensabili, preziose quand’anche nell’impresa la discendenza dell’imprenditore fosse dotata di adeguati skills. Nella logica di cui qui facciamo cenno, il capitale umano ed il capitale organizzativo diventano le risorse per eccellenza e dovrebbero funzionare da semi che fecondino l’intera impresa. Non a caso nel grafico che precede essi sono indicati quali fattori che ostacolano la crescita. A questo riguardo, la carenza di risorse di management andrebbe approfondita ed estesa nel senso di dover rilevare, ad esempio, la rarità di elevate professionalità nel settore informatico o la più generale discrasia tra esigenze delle imprese e potenzialità di offerta del sistema di istruzione. E’ troppo lenta la necessaria transizione verso l’economia della conoscenza e dei saperi. Analogamente per la “gerontocrazia”: riveste un ruolo l’età anagrafica dell’imprenditore che, correlata alle potenzialità di performances dell’impresa, mostra gli andamenti chiariti nel grafico che segue (Fonte Banca d’Italia)

Dagli elementi che precedono deriva l’approccio verso l’utilizzo dell’ICT. ICT è uno strumento vitale per la crescita della produttività del lavoro e delle imprese rispetto al quale, di nuovo l’Italia è in ritardo. Dai dati di BankItalia emerge il quadro che segue a segnalare l’impatto (ad esempio) sul valor aggiunto di una serie di elementi tra i quali rileva proprio il ruolo non centrale riservato alla ICT

ICT, CRM E WEB - Ma la ICT assume un ruolo aggiuntivo e parimenti significativo e determinante nel supporto al management. La complessità delle scelte, la numerosità delle variabili, le correlazioni possibili tra le variabili in gioco e la multidimensionalità dei diversi scenari da prefigurare per operare rendono l’infrastruttura informatica una leva strategica insostituibile della gestione per scenari. Insostituibile anche come strumento per mantenere vive le interazioni con consumatori attraverso gli irrinunciabili CRM (Customer Relationship Management) essenziali all’economia esperienziale. A margine, rilevo che si parla di sofisticatissime applicazioni web based il cui utilizzo dipende dalla disponibilità di banda larga. Perché tutto questo accada, è indispensabile che nell’impresa esistano le condizioni imprenditoriali, organizzative e gestionali. Serve il capitale umano ed il capitale organizzativo. Tutto si tiene. E si ritorna per questa via al livello di cultura d’impresa esistente, al livello dell’imprenditore, al retroterra culturale senza il quale il meccanismo s’inceppa.

OSTACOLI INVECE DI INCENTIVI - Non vogliamo disegnare uno scenario tragico: l’Italia è ricca di imprese moderne, ben gestite, aggressive, innovative, internazionalizzate. Il punto è che da un canto queste imprese devono ulteriormente implementare il loro dinamismo competitivo ma per farlo necessitano di un contesto paese non disincentivante. D’altra parte esse sono tante ma sono troppo poche. Il sistema paese è un ostacolo del tutto privo di incentivi al cambiamento, alla crescita, alla competitività, alla meritocrazia ed alla acquisizione ed alla professionalizzazione delle competenze. Gli argomenti affastellati uno di seguito all’altro ci riportano alla dimensione di sistema paese. C’è disperato bisogno di riforme, liberalizzazioni, certezza del diritto, concorrenza e mercati che funzionano. Pensare ad un sistema imprese che cresca in assenza di una cornice incentivante è una pura illusione che rischiamo di pagare a carissimo prezzo.

     
 

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