Cambiare o morire: questo il destino delle imprese italiane. Provincialismo, gerontocrazia e mancanza di incentivi all’innovazione i mali da curare.
E’ singolare osservare la crescente discrasia tra i cambiamenti in corso, l’apertura dei mercati, il beneficio derivante dalla libera circolazione di uomini e beni, nella nostra Italia prolifera il provincialismo di un malinteso senso di identità-territorio visto come chiusura e difesa dal diverso. E’ un atteggiamento pericoloso per molte ragioni che non escludono le imprese e la loro gestione. Il management, la direzione d’impresa sono “arti” intrinsecamente multinazionali che nel provincialismo trovano una barriera insormontabile tecnica, fattuale e perfino linguistica. Si parla, si studia in inglese. Il management sia delle imprese che delle pubbliche amministrazioni non può né deve rimanere in retroguardia quando con sempre maggior forza il cambiamento stesso diviene la cifra che connota gli scenari entro i quali le imprese devono operare. La globalizzazione, l’entrata in scena di paesi in rapido sviluppo con il corredo i nuovi competitori aggressivi e determinati; le liberalizzazioni in alcuni paesi; l’integrazione dei mercati; l’incalzare delle sensibilità ambientali; le aspettative degli investitori, l’attivismo dei fondi di Private Equity (dove largamente e positivamente operano); la rilevanza degli stakeholder, dei portatori di interessi verso l’impresa; il ruolo crescente dei consumatori nel processo di interrelazione con l’impresa; l’introduzione accelerata di nuovi strumenti informatici e telematici; l’accelerazione dei processi. Tutto questo è l’insieme di vincoli ed opportunità che un adeguato management deve disporre opportunamente per conseguire gli scopi di breve e lungo termine dell’impresa.
INTERNAZIONALIZZAZIONE, CLARICE – La competitività di un’impresa non è più pensabile derivi dalla sola gestione dei fattori produttivi ma da un processo di scelte multidimensionali ed interrelate fatte di alternative diverse attraverso il quale si individuano, si disegnano e si realizzano nuovi modelli organizzativi e gestionali e nuovi modelli di business caratterizzati dall’elevata efficienza, dalla forte flessibilità e dalla velocità nell’adeguamento a mutati fattori esterni ed interni. Le tipologie più avanzate ed evolute di management tipicamente generate nelle grandi imprese devono di necessità trasferirsi in quelle aziende di minori dimensioni che abbiano l’ambizione di crescere e consolidarsi. L’internazionalizzazione, l’apertura di nuovi mercati sono gli esempi classici insieme ai casi di delocalizzazione delle produzioni. Altrettanto vale per l’utilizzo delle più sofisticate pratiche relative alla gestione finanziaria dell’impresa stretta tra le necessità di conseguire risultati di profitto a breve termine a favore degli azionisti e le esigenze di lungo termine indispensabili a sostenere crescita, nuovi investimenti e consolidamento .
L’ANELLO MANCANTE DEL MANAGEMENT – Questi aspetti e tutti gli altri connessi alla gestione avranno senso se connessi ad un continuo processo di ricerca ed innovazione che esca dal ristretto ambito degli uffici R&D e si estenda sinergicamente a tutta l’impresa ed a tutta la filiera produttiva andando a rompere lo schema di procedure, processi e sistemi troppo rigido e tendenzialmente burocratico snellendolo con la valorizzazione delle persone allo scopo di spostare il focus verso proattività, spirito di iniziativa, responsabilità, orientamento all’innovazione ed al team. E’ il passaggio dalle economie di scala e di scopo all’economia che includendo il consumatore, le sue esigenze, le sue sensibilità viene definita esperienziale, quella delle 3F Fantasies, Feeling and Fun e rappresenta il completamento, almeno fino ad oggi, dell’evoluzione del management le cui potenzialità sono intuibili dalla figura che segue. La quale intuitivamente mostra il passaggio graduale verso l’economia esperienziale che migliora le potenzialità competitive dell’impresa (asse delle Y) ed il correlativo migliorare delle suscettibilità positive nella fissazione dei prezzi (asse delle x).




