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Tremonti fa lo sgambetto, il dopo Scajola è una storia di fantasmi

4 settembre 2010

Gianfranco Fini è il solito traditore, ma non combinerà niente. Occhio alla nuova lista Anemone: c’è anche Berlusconi.

Il Giornale se la ride su Gianfranco Fini in apertura, con un editoriale di Marcello Veneziani che ne ricorda le origini mitiche, la sua verginità perduta di successore in pectore di Berlusconi, e la sua miseria attuale di “cavallo di Troia” a tutti i costi; il suo periodo berlusconico, quando era guardia pretoriana quasi più di tutti gli altri, opposto alla sua meschinità di chi fa finta di alzare la voce. “Gode di buona stampa”, ammette Veneziani; “ma solo perchè si pensa che possa far cadere il governo“. Piccola lettera in prima pagina, firmata solo con le iniziali: pare che Umberto Eco si sia offeso parecchio per essere stato pizzicato in un ristorante cinese, e lo abbia scritto nella sua rubrica sull’Espresso. “Problema”, scrive il cronista celato; “se io sono bischero per aver dedicato dieci righe al pranzo di Eco, lui, che ne ha scritte cento per dire che il fatto non meritava una parola, quanto è più bischero di me?” Intanto sul Corriere della Sera riprende quota la cricca. “Case e soldi, lista di 100 nomi”, scrivono da via Solferino; “nell’inchiesta di Perugia spunta un nuovo elenco delle ristrutturazioni di Anemone; indagine su 250 euro versati al presidente del Consiglio di Stato”, quel Pasquale de Lise che già era salito all’onore delle cronache. Editoriale di Mario Monti sulla crescita economica, le intenzioni di Berlusconi sul ministro dello Sviluppo a metà pagina.

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