Berlusconi ha un dejà-vu: “Prossima settimana il ministro dello sviluppo”

03/09/2010 - Il premier in una nota annuncia che procederà alla nomina tra qualche giorno. Esattamente come disse nel luglio scorso. In pole position Baldassarri, ma solo se Fini annunciasse la resa a Mirabello “Vedo che da piu’ parti si chiede la

     
 

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Il premier in una nota annuncia che procederà alla nomina tra qualche giorno. Esattamente come disse nel luglio scorso. In pole position Baldassarri, ma solo se Fini annunciasse la resa a Mirabello

“Vedo che da piu’ parti si chiede la nomina di un nuovo ministro per lo Sviluppo, sostenendo che sino ad ora ci sarebbe stato un vuoto in questa funzione. Mi permetto di garantire che il mio ‘interim’ non e’ stato un vuoto, ma ‘un pieno’, un vero e proprio pieno di decisioni e di provvedimenti e che il dicastero di Via Vittorio Veneto e’ stato ed e’ nelle mani di una delle istituzioni piu’ autorevoli del Paese, quella del presidente del Consiglio”. E’ quanto dichiara in una nota Silvio Berlusconi, che poi aggiunge: “Comunque, la settimana prossima annuncerò il nuovo ministro”.

UN DEJA’-VU? - Esattamente le stesse parole proferì Berlusconi il 23 luglio scorso, dopo un colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e in occasione della conferenza stampa con il presidente russo Dmitrij Medvedem: “”Pper quanto riguarda il ministero credo che siamo arrivati a buon punto. Posso anticipare che nella prossima settimana noi nomineremo il nuovo ministro”, disse all’epoca, quando sembrava in pole position la nomina di Paolo Romani, attuale sottosegretario alle Attività Produttive con delega alle comunicazioni. Nomina poi bloccata dal presidente della Repubblica, come confermato oggi dal senatore Giorgio Stracquadanio, a causa dell’incompatibilità per i precedenti ruoli ricoperti nella sua attività di manager e imprenditore.

VANTIAMOCI UN PO’ - Berlusconi ha poi elencato le attività da lui effettuate durante l’interimo: “Sono state assunte molteplici decisioni organizzative, tutte tese all’efficacia e all’efficienza, sono state tenute molteplici riunioni con i rappresentanti delle imprese, dei lavoratori, degli enti territoriali, si e’ operato incessantemente a supporto di imprese, investimenti, innovazione, telecomunicazioni, intermediazione delle imprese, settore dell’energia, con una decisione e con una concretezza mai viste prima, come credo, nella storia del ministero. Una nota di Palazzo Chigi fornira’ maggiori informazioni”.

LA BASSANINI? – Ma soprattutto, Berlusconi ha ripetuto anche nell’occasione le stesse parole riguardo le leggi approvate: “Sono stati piu’ di 300 i provvedimenti che hanno recato la mia firma – continua il premier -, anche per tutto il mese di agosto. Voglio citarne uno: la cosiddetta legge Berlusconi inserita nella Manovra, una norma che comporta una vera rivoluzione liberale del nostro sistema di rapporti con la Pubblica Amministrazione. Questa norma introduce infatti il principio per cui, mentre sino ad ora al cittadino era consentito soltanto cio’ che era espressamente previsto come tale dalla legge, da ora in avanti sara’ consentito tutto cio’ che dalla legge non e’ espressamente vietato. Questo permetterà, per fare un esempio, di aprire una qualsiasi impresa senza dover ottenere le tante autorizzazioni che oggi sono necessarie (a volte piu’ di dieci), sostituite tutte da una verifica “a posteriori” da parte della Pubblica Amministrazione circa la conformita’ alle varie norme di quanto realizzato. Davvero una assoluta rivoluzione. Comunque, la settimana prossima sottoporro’ al capo dello Stato il nome di un nuovo ministro dello Sviluppo”. Una legge che somiglia molto alla Bassanini, che introdusse questo principio negli anni Novanta.E di cui si era vantato sempre nella conferenza stampa con Medvedev: “La rivoluzione liberale si è concretizzata attraverso un provvedimento che abbiamo incluso nella manovra: chi vuole avviare una attività può farlo tranquillamente, solo in un secondo momento ci saranno i controlli per vedere se sono state rispettate leggi e regolamenti. Si tratta di semplificazione dell’impatto della burocrazia delle imprese”.

BALDASSARRI IN POLE POSITION – Per quanto riguarda la nomina, in pole position c’è Mario Baldassari, di cui si è già parlato oggi. Secondo il Corriere della Sera di oggi, è stata avanzata la candidatura di Mario Baldassarri, presidente della Commissione Finanze del Senato, finiano di ferro. Secondo via Solferino, il candidato stesso si schermisce: “Serve una politica industriale prima di una persona”. E lo stesso fa notare che con le competenze necessarie per quella poltrona ci sarebbe anche Adolfo Urso, attuale viceministro al Commercio, mentre tra i berlusconiani circola anche il nome di Galan, attuale ministro delle politiche agricole, che potrebbe così lasciare il suo posto a un leghista.

MA SICURI CHE PROPRIO LUI? – Ma in effetti, sembra proprio difficile che sia Baldassarri il nome giusto per risolvere l’interim. In primo luogo, perché è un finiano, anche se la sua nomina potrebbe costituire uno dei punti della pace con il presidente della Camera. Ma soprattutto, sono i suoi precedenti a metterlo in difficoltà: Baldassarri è l’uomo della cui consulenza si avvalse proprio Finiper costringere alle dimissioni Tremonti dal ministero dell’Economia nella legislatura 2001-2006, durante una burrascosa notte di Finanziaria in cui Giulio si era presentato con una tabella di conti sbagliata e Baldassarri scoprì l’errore. Se Berlusconi punta su Baldassarri per chiudere la guerra con Fini, rischia però di aprire quella con Tremonti. Mentre lo spostamento di Galan potrebbe far arrabbiare la Lega. Il nodo è squisitamente politico. E Silvio non è il tipo da volerli tagliare, i nodi. Al massimo li scioglie. Di solito, li lascia così e se ne dimentica.

     
 

3 Commenti

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  3. mario scrive:

    ..si, si.. Silviuccio, dai ,gioca sereno…vuoi un gelatino ? poi rimetti a posto per favore …

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