Impazza la guerra fra i social network. Domina la grande F blu, ma Google sta scaldando i motori. E sullo sfondo, proposte open source e l’incognita Apple. Che faranno gli utenti?
C’era una volta il web 1.0, c’era una volta l’IRC, c’era una volta Windows Live Messenger. Non che queste cose non ci siano ancora, ma stanno cadendo in un disuso sempre crescente. Nel 2004 è stato fondato Facebook. Il social network americano che permette, in modo innovativo, di tenersi in contatto e scambiarsi informazioni con i propri
amici. Anche i più ritrosi alla fine si sono iscritti e non sono riusciti più a farne a meno: la crescita è stata continua dalla fondazione ad oggi. Poi, nel 2010 il sito ha superato nel numero di accessi lo stesso Google.
CORRIAMO AI RIPARI – Il motore di ricerca poteva farsi scappare l’occasione d’una rivincita? Google s’è infilato praticamente dappertutto: creando il servizio di posta GMail, infilandosi di traverso nella guerra dei Browser con Google Chrome, inventando un servizio innovativo come Google Maps o Google Earth, acquistando YouTube e si vocifera da tempo della distribuzione di un nuovo sistema operativo. Insomma, l’azienda del più noto motore di ricerca del mondo ha tutte le carte in regola per tentare di combattere Facebook. Ed allora ecco che tirano fuori Google Me, che, dalle voci di corridoio, sembra essere una vera simulazione di vita, che tenterà di combattere quegli aspetti che sono i più fastidiosi di FB: i continui blocchi e la fragilità della privacy. Anche se forse regalare le proprie informazioni ad
un’altra mega-corporation potrebbe accentuare di più le violazioni della privacy.
IL TERZO INCOMODO – Nella lotta alla violazione della privacy si inserisce allora un terzo incomodo: Diaspora, un social network OpenSource. Diaspora promette una totale protezione dei propri dati e i suoi fondatori garantiscono che mai sarà venduto. Per ora è soltanto un progetto, poi si vedrà, ma l’odore dei soldi potrebbe far cambiare idea. La Apple, invece, non poteva restare a guardare. Ha annunciato Ping, il social network musicale. Alla Apple studiano bene sulle innovazioni e chissà che questo Ping non si riveli una sorpresa.
Ma i Social Network per funzionare hanno bisogno degli utenti. Se gli utenti si verificheranno ostili, il programma di gestione del Network potrà essere quanto più efficiente possibile che si rivelerà, comunque, un fallimento. Infatti, il Social Network è uno strumento fortemente personale e la “migrazione” ad un altro può essere qualcosa a cui gli utenti possono essere restii.



Pingback: Facebook Login » L'ora degli anti-Facebook
Pingback: L’ora degli anti-Facebook | Informare per Resistere
Pingback: L’ora degli antifacebook « Legno sopra un'onda
Pingback: News facebook news n.1