Quando si dice l’eccellenza nella PA: ecco la storia delle tasse a Roma

03/09/2010 - AVANTI E INDRE’ – Concorso in corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio è l’ipotesi di reato a carico degli indagati. In sintesi, Morassut avrebbe infilato quattro suoi segnalati nella società, in cambio di una certificazione di avvenuto raggiungimento di

     
 

di

AVANTI E INDRE’ – Concorso in corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio è l’ipotesi di reato a carico degli indagati. In sintesi, Morassut avrebbe infilato quattro suoi segnalati nella società, in cambio di una certificazione di avvenuto raggiungimento di obiettivo strategico da parte di Gemma – ovviamente, traguardo mai conseguito nella realtà; Corsini invece avrebbe costretto un tecnico alle dipendenze del suo dipartimento a firmare uno stanziamento di tre milioni a favore di Gemma, nonostante la strenua resistenza del tecnico suddetto che, per la sua onestà, alla fine fu anche trasferito. Riassunta la situazione, possiamo anche spiegare il nostro salto temporale in avanti: la Gemma è allo stesso tempo un piatto ambito e una patata bollente. Cosa intendiamo: sta di fatto che poco tempo dopo l’integrale devoluzione del comparto entrate alla Gemma, il Comune di Roma si riprende un pezzo delle attribuzioni. Attraverso un’ennesima divisione dell’amministrazione capitolina, la Roma Entrate, altra società creata dal Comune di Roma con delibera unanime sotto la gestione Veltroni, il Campidoglio – attenzione, perchè qui siamo al paradosso - conclude un contratto d’affitto con la Gemma che ha per oggetto l’esercizio delle attribuzioni che ad essa erano state devolute. Tutto vero: con un canone di 10 mila euro al mese, la Roma Entrate si (ri)accaparra la gestione del comparto entrate tributarie; la gestione del comparto condoni, invece, rimane alla Gemma.

ALMENO, PAGATE – Va bè, si dirà: una situazione un po’ contorta e un po’ complicata, ma magari sarà andata avanti, in qualche modo. No: iniziano anche i disguidi. Riassumiamo, anche qui: il dirigente di Gemma, che è poi sempre Renzo Rubeo, prende a denunciare ritardi e dilazioni nei pagamenti da parte del Comune. “Non ci fanno lavorare, non ci permettono di operare a pieno regime”, dichiara al Tempo di qualche mese fa. Per la precisione, secondo Rubeo, che così dichiara appunto al Tempo del 17 maggio 2010 “la mia società ha comunicato ufficilmente al sindaco perplessità sui mancati pagamenti dei servizi resi oltre che alla mancata restituzione del ramo di azienda “servizi Tributari” di proprietà Gemma. In quell’occasione si comunicava al sindaco degli esposti della società sulle irregolarità riscontrate in pratiche gestite autonomamente dal Comune e si sollecitava il suo intervento“. In sostanza, dunque, il problema è questo: il Comune si è riappropriato di parte delle attività concesse a Gemma, dietro regolare canone d’affitto. Il problema è che non paga, ne l’affitto, ne le tariffe dovute per l’esplicazione delle pratiche rimaste nella competenza di Gemma. Non solo: ancora secondo Rubeo, il contratto con cui il Comune si è riappropriato della gestione tributaria era a termine. Scaduto il tempo prefissato, l’attività doveva ritornare al contraente, cioè, a Gemma. Tutto questo, curiosamente, non è però verificabile.

L’ALLEGATO MISTERIOSO – Se infatti ci portiamo sul sito di RomaEntrate, che, ricordiamo, è la protesi del Comune che si occupa di gestire il ramo d’azienda affittato alla Gemma (giro complicato, eh? non ditelo a noi), troviamo la normativa istitutiva dell’ente – la deliberazione 185 del 2005 – nella quale è scritto che i termini di contratto fra il Comune e Gemma, per la devoluzione del ramo d’azienda tributi a RomaEntrate sono riportati nell’allegato “B”: che, però, ovviamente, non c’è. E’ stato prudentemente rimosso, o mai inserito, o vai a sapere che altro. Intanto, i vertici di Gemma, ovvero, ancora, Rubeo e famiglia, hanno deciso che valeva la pena di interpellare la magistratura: e hanno così denunciato il Comune, nella persona di RomaEntrate, per appropriazione indebita. Come detto, per Rubeo afferma che il contratto aveva solo “durata temporanea, mentre è stato immotivatamente e unilateralmente procrastinato ovvero non eseguito dal Comune. E, ad oggi, Roma Entrate, si rifiuta di restituire il ramo d’azienda”. Tutto questo, ovviamente, non è solo burocrazia: questa lotta si gioca, come sempre, sulle spalle dei lavoratori. Probabilmente in un ottica di risoluzione radicale della situazione – basta, chiudiamo tutto, qualcuno avrà pensato, o, per dirlo con le parole di Rassegna Sindacale, la vertenza Gemma sarebbe stata originata dall’ “irrisolto contenzioso economico tra l’imprenditore Rubeo e gli amministratori capitolini in merito al mancato compenso da parte del Comune per il corretto adempimento dei servizi assegnati, compenso che sembra ammonti a svariate decine di milioni di euro” – a metà agosto scorso (e siamo arrivati veramente a pochi giorni fa) i dipendenti di Gemma e di Roma Entrate, in blocco, vengono raggiunti da lettere di licenziamento che gli comunicano la loro messa in strada a decorrere dal primo settembre.

GIRO GIROTONDO – E questo nonostante l’amministratore delegato di RomaEntrate, l’ex giornalista de Il Sole 24 Ore Marco Fabio Rinforzi avesse giurato, pochi giorni prima, che l’intero personale di Gemma sarebbe stato assorbito da RomaEntrate stessa, fatta salva la necessaria verifica sugli adempimenti di Gemma nei confronti del Comune (un attimo, ma non era il Comune a dovere i soldi a Gemma? Che ingarbuglio incomprensibile). Ma attenzione ora, pronti per il finale a sorpresa: la notizia è di ieri. Contrordine, niente assorbimento, niente Roma Entrate: a parlare è Enrico Cavallari, assessore alle Risorse Umane del Comune di Roma. Salta fuori che è nei piani del Campidoglio la creazione di un’ulteriore SpA, che si chiamerà Aequa Roma. “La neonata azienda Aequa Roma spa”, fa sapere Cavallari “che si occupera’ della riscossione dei tributi per il Comune di Roma, garantira’ un servizio di alto livello grazie all’inserimento, nel proprio organico, di personale dall’esperienza qualificata proveniente dall’ex Gemma del ramo d’azienda Roma Entrate”. Dunque, avete capito il giro? Lo riassumiamo. Roma crea una società che gli gestisca tasse e tributi (Gemma). Poi la vende ai privati. Poi ci ripensa, si riprende un pezzo, ma non lo riprende e basta, lo affitta. Poi succede un pandemonio, il Comune non paga, anzi si, anzi no, viene denunciato per furto, ma non si può sapere chi ha ragione perchè il contratto non si trova. Poi il Comune decide di chiudere tutto, e licenzia tutti, però no, anzi, risolviamola in un altro modo. Allora viene creata un’altra SpA che assorbirà tutti i dipendenti della seconda SpA creata apposta per rilevare le competenze della prima SpA. E il ciclo ricomincia: ora attendiamo che il Comune annunci l’uscita dal capitale anche di Aequa SpA, poi basterà cambiare i nomi e copincollare quest’articolo. Ci rivediamo fra cinque-sei anni: siamo pronti a scommetterci.

     
 

8 Commenti

  1. Rado il Figo scrive:

    TUtto questo, curiosamente, non è verificabile.

    In realtà è verificabile: per legge affitti e cessioni di azienda sono atti notarili da depositare nella Camera di Commercio competente. Alla quale si può richiedere copia dell’atto, anche per via telematica (ovviamente dietro pagamento).

    • Tommaso Caldarelli scrive:

      Certo, è normale che da qualche parte nel mondo l’atto a cui si fa riferimento sia rintracciabile. La domanda è: perchè, nella versione accessibile al pubblico e liberamente reperibile su internet, l’allegato manca? Prima ci facciamo belli, facendo vedere “quanto-siamo-trasparenti”, e poi omettiamo le parti critiche e che ci fanno meno comodo? Ottimo :)

  2. renudo scrive:

    Verificabili sono anche le fatture intragruppo per prestazioni “forse” mai rese nel corso degli anni.

    • neruda scrive:

      diciamo che la sua ricostruzione è quasi senza errori…infatti aequa non è una nuova società….ma solo Roma Entrate che cambia nome! cmq le consiglio di andare a vedere la galassia delle società del Rubeo…o forse dovrei dire exsocietà…vada a cercare…sicuramente troverà molto altro! buon divertimento ;)

  3. Renudo scrive:

    Ad esempio EDH Italia; Italeco; Edicomp Holding; industrie abbate; edicomprint etc … a aggiungo la Fondazione Nuova Comunicazione ed anche Mirabilia. Dimenticavo quella società di Parma … la Tibim immobiliare sempre sulla Tiburtina c’è un bell’immobile dei consoli, ma chi lo compra? Alfredo? si legga l’articolo su Panorama del giugno 2008 a proposito di tasse e Rubeo! Veda se ci sono fatture pagate a Capitano per cosa? Veda il valzer dei dirigenti in Gemma, in Italeco etc. di parenti assunti, del parco macchine, dei telefoni aziendali. Veda anche quante assunzione ha effettuato Gemma di persone che erano in capo delle società riferibili al Rubino dal 2001 ad oggi e veda se il TFR maturato alla dipendenze di quella società è stato liquidato ai dipendenti o trasferito come debito nel patrimonio di Gemma senza che finanziariamente fosse corrisposta la “moneta”. Bella liberarsi e caricara di debiti una società partecipata al 20% dal Comune di Roma e quindi pagata con i soldi dei contribuenti romani. Vediamo se è interessato a fare una bella inchiesta sulla gestione Rubeo di Gemma. D’altronde è anomalo che nel nostro paese un provato qual’è Rubeo possa licenziare, come ha fatto, più di 600 persone a Roma, senza che nessuno salga sul Colosseo vista la latitanza dei massa media nazionale, guardate Eutelia dove non ci sono soldi pubblici in ballo come invece in Gemma. I sindacati chi sono? dove sono? e cosa hanno fatto in questi anni? i lavoratori? nessuno che occupa, grida compie atti eclatanti per balzare alla cronaca? NIENTE il silenzio e si veda che è questo va bene a tutti. Ma a me CONTRIBUENTE no! Che fine hanno fatto i soldi delle mie tasse con i quali è stata pagata la Gemma?

    • renudo scrive:

      Dimenticavo … Le sembra ortodosso che una società che non paga stipendi da mesi, che ha i conti bloccati, che da li a poco va in liquidazione, ASSUMI diverse persone?
      A quale scopo? Forse e dico forse perchè sarebbe interevuta la mano pubblica, E QUINDI I SOLDI DI NOI CONTRIBUENTI, per riassumere tutti?
      Eh no! non va proprio così, qualcuno latita!
      Dimenticavo la società di Parma si chiama SSDI.

  4. massimo scrive:

    E’ vero, la questione Gemma, condono e Roma Entrate è un grande casino, ma, mi dispiace dirlo il tuo articolo ne aggiunge solo altro. L’argomento è una sicura opportunità per una seria inchiesta giornalistica, ma per fare questo ci vuole professionalità,precisione, impegno e tempo nonché costante ricerca dei riscontri. Non basta spiluccare su internet e fare affidamento su qualche voce di corridoio.
    A proposito di riscontri, per leggere il famoso allegato “B” basta andare sul sito del comune di roma, accedere alla pagina delle delibere e selezionare quella di consiglio comunale n. 185 del 2005. ops….c’è il documento completo di tutti gli allegati.
    Più pubblico di così…..

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie