Primarie del centrosinistra: ecco i candidati

02/09/2010 - D’Alema voterà Bersani. Vendola si è già candidato. Di Pietro annuncia un nome dell’IdV in corsa. Il tutto mentre i veltroniani non si sono ancora espressi. Rischio caos per il PD. Le dichiarazioni battute oggi dalle agenzie di stampa parlano

     
 

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D’Alema voterà Bersani. Vendola si è già candidato. Di Pietro annuncia un nome dell’IdV in corsa. Il tutto mentre i veltroniani non si sono ancora espressi. Rischio caos per il PD.

Le dichiarazioni battute oggi dalle agenzie di stampa parlano di una giornata fitta di messaggi diretti, subliminali, stoccate e frecciatine varie tra i leader del PD che aspirano a contare nella partita decisiva delle primarie del centrosinistra.

VENDOLA – DI PIETRO – Si parte da un dato inconfutabile: il Partito Democratico non può presentarsi spaccato alla competizione per scegliere la guida della coalizione. Da qui la partita a scacchi per proporsi, smarcarsi, farsi spazio, scavalcare i comeptitor. Quello che già sapevamo è che in corsa c’è già il governatore pugliese Nichi Vendola, leader di Sinistra Ecologia Libertà, che in un’intervista a Repubblica una decina di giorni fa manifestava il suo interesse a partecipare e si mostrava già pronto a dialogare perfino con l’”arcipelago cattolico“: “Organizziamo ora le primarie, subito – diceva – Perche’ piu’ breve e’ il lasso di tempo che avremo a disposizione piu’ forte sara’ il bisogno di immettere nel motore elementi propulsivi“. Quello che è prevedibile, e che viene confermato, è la presenza di un candidato dell’Italia dei Valori. Non fa il suo nome il leader del partito Antonio Di Pietro ma ci tiene a precisare l’impossibilità di sostenere un nome di altra forza politica: “Noi dell’italia dei Valori siamo pronti a partecipare alle primarie ma possiamo anche appoggiare un candidato di coalizione non dell’Idv“, ha fatto sapere ieri Tonino, che nel 2007 addirittura di era proposto come candidato alle primarie del PD.

I GIOVANI DEL PD – Poi c’è il sindaco di Firenze Matteo Renzi che da qualche giorno, da quando ha definito quella del suo partito una leadership che “fa sbadigliare” non ha mai smesso di muovere critiche ai dirigenti dalemian-bersaniani e alle loro strategie messe in campo. Oggi dichiara di non volersi candidare, ma le sue critiche oggi raggiungono l’apoteosi: “No alle ammucchiate selvagge contro Silvio Berlusconi“, ha fatto sapere Renzi parlando da leader. “Dicendo che Berlusconi è il Caimano, il male assoluto – ha aggiunto – non risolveremo i nostri problemi. Bisogna incalzare Berlusconi sulle cose concrete, sui fallimenti del suo governo“. I giovani sono pronti a gareggiare. Non è un caso che a Renzi è giunto in supporto l’amico Pippo Civati, consigliere regionale del PD in Lombardia e altro esponente della corrente dei “giovani” democratici: “Non è vero che se vedono un Maradona lo promuovono“, ha fatto sapere riferendosi alle dichiarazioni di Bersani che, rispondendo agli affondi di Renzi e inviandogli una frecciata, diceva di non vedere fuoriclasse in giro nel partito. “Se vedono un Maradona loro lo ammazzano - ha detto Civati – Questa è la verità. Purtroppo noi facciamo l’elenco delle cose da fare che nessuno ricorda. Dovremmo invece fare delle proposte che la gente senta dentro di sè. Berlusconi le fa: è populismo ma la gente si è convinta, per esempio, che Berlusconi taglia le tasse: Il PD cosa fa? La gente non lo sa“.

PIER LUIGI BERSANI – Poi è arrivato Massimo D’Alema a sancire la corsa dell’attuale segretario: “Non c’è bisogni di fare campagna acquisti. Per me è eresta Bersani e a lui darò il voto alle primarie“, ha detto alla festa del PD, ricordando che in qualsiasi paese europeo sarebbe stato lui ad essere alla guida della coalizione. Il lider maximo già immagina con quali alleati: “E’ probabile, possibile che, se il governo non tiene, si vada ad elezioni anticipate e noi cercheremo di vincere. Certo, con questa legge elettorale, cercheremo di andarci in compagnia secondo quel cantiere di Nuovo Ulivo che Bersani ha delineato e al quale tutti lavoreremo“. Insomma, con sinistra di Vendola, IdV e ApI di Rutelli (anch’egli invitato dal segretario PD ad accodarsi alla coalizione).

E I VELTRONIANI? – C’è spazio per altri nomi? Il PD rischia l’erosione dei consensi del vulcanico Di Pietro che piace ai movimenti e del comunicatore carismatico Vendola che ha già due volte battuto nella sua regione primarie di coalizione sconfiggendo il candidato democratico indicato dalla segreteria romana. Renzi e i suoi gridano battaglia. E l’Area Democratica che fa riferimento a Veltroni, Franceschini, Fassino non ha fatto finora nomi. E c’è da giurare che non resteranno a guardare.

     
 

1 Commento

  1. Pietro Raffa scrive:

    Franceschini è passato con Bersani da un pezzo..

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