L’esimio scienziato vicino al cattolicesimo spiega in un’intervista ad Avvenire perché il Papa ha ragione a criticare gli scienziati. Che colpo di scena.
“Provvisoriamente”, la rubrica che spulcia nei sacri altarini e dimostra che spesso di aulico e disinteressato c’è molto molto poco. Ad opera di Luigi Castaldi alias Malvino
Sebbene sia carico di titoli ed onorificenze – circolano foto in cui le sfoggia tutte insieme, e pare un sommelier – Antonino Zichichi non ha mai goduto di molta stima da parte dei colleghi e dagli addetti al settore scientifico che bazzica. Da sempre lo accompagna la fama d’essere uno “utile per ottenere finanziamenti tramite le sue frequentazioni con il potere politico e religioso, ma di cui vergognarsi dal punto
di vista intellettuale”. Così ha detto di lui Piergiorgio Odifreddi, in tempi recenti, beccandosi una denuncia, e andando assolto; ma non è che in passato le cose siano andate meglio: Hans Albrecht Bethe, premio Nobel per la fisica nel 1967, lo definì “un ottimo organizzatore, ma un mediocre scienziato”. Se non è fama meritata, con l’intervista che rilascia ad Avvenire, sabato 18 ottobre, il professor Zichichi fa di tutto per meritarla. Comincia con la spocchia: “In questi ultimi tempi troppe persone si sono messe a parlare di scienza senza avere al loro attivo scoperte o invenzioni tecnologiche. Non hanno nessun titolo per parlare. E invece parlano”. Spocchia che prende il lettore di sorpresa: sono decenni che il nostro Zichichi non scopre e non inventa niente, e il poco al suo attivo risale a quando i Beatles non si erano ancora sciolti. Chi ha titolo per parlare di scienza, dunque? Solo Dio, forse. O il professor Zichichi.
“Non hanno nessun titolo per parlare. E invece parlano”, dice, e Gianni Santamaria che lo intervista avverte che “ce l’ha con quei fisici e astronomi che ieri non hanno perso l’occasione per criticare il richiamo del Papa a «non sostituirsi al Creatore»”. Siamo all’incipit ma è evidente che il professor Zichichi sta per farci una lectio, e sarà meglio prendere qualche appunto. Primo: fisici e astronomi non hanno titolo per parlare di scienza, il Papa sì. Andiamo avanti.
“Questa grande conquista della ragione, cui diamo il nome di scienza, è nata da un atto di umiltà“. Il professore qui ci stupisce, soprattutto perché ci tiene lectio a margine di un convegno para- e peri-
ecclesiale, dove molte illustri tonache hanno gargarizzato di Fides et ratio, e non dovrebbero essere sfuggiti al professor Zichichi i richiami al Genesi, all’albero della conoscenza del bene e del male, all’uscita dallo stato d’innocenza con un atto di ribellione a Dio. “Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero [della conoscenza] Dio ha detto: «Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete»” (Gen 3, 2-3). Tutto tranne che quello, ma l’uomo sceglie quello, e “cade“. Sì, la tradizione giudaico-cristiana definisce “caduta” l’aver mangiato i frutti dell’albero della conoscenza. In altri termini, allora: dove starebbe l’”atto di umiltà” che fonda la conoscenza, e la scienza? Il contrario, piuttosto, perché mangiando di quei frutti, “si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio” (Gen 3, 5). E allora appuntiamo: il professor Zichichi s’è confuso. Fa niente, capita a tutti.
“Non basta essere intelligenti per scoprire la logica di colui che ha fatto il mondo, perché il Creatore di tutte le cose visibili è più intelligente di tutti, nessuno escluso. Per venire a capo della logica che lui ha usato per creare il mondo c’è un solo modo: porsi domande in modo rigoroso, una alla volta e lavorare affinché i risultati siano riproducibili”. Sarà questo il metodo usato dal professor Zichichi per affermare per certa
l’esistenza di un Creatore? E che aspetta a mostrarci i risultati, visto che sant’Anselmo e san Tommaso non ci hanno mai convinto con le loro graziose tautologie? Niente, non ce li mostra, sarà per la prossima volta. Per stavolta il professor Zichichi s’intrattiene su Galilei: “Come si fa a dire che era contro la Chiesa se scoprendo le prime leggi della natura le chiama impronte del Creatore?”. A parte il fatto che Galilei non era “contro la Chiesa” (semmai il contrario), non è d’una sciatteria infinita l’assunto logico che lega il Creatore alla Chiesa? Cioè, ammesso e non concesso che esista un Creatore, perché dar per scontato che sia il Dio dei cattolici? Se non è sciatteria, è cattolicesimo.
“Ha fatto bene il Papa a chiedere più umiltà a noi scienziati”, ma da questo punto in poi l’intervista si avvita: da lectio sul metodo scientifico diventa polemica sul modo in cui i media hanno trattato l’esperimento cui il Cern di Ginevra ha dato il via nelle scorse settimane: “Se bastasse il rigore logico-matematico per capire com’era l’universo un decimo di miliardesimo di secondo dopo il Big bang, non avremmo bisogno di costruire strutture complesse”. Considerando questa insufficienza, il professor Zichichi proponeva un acceleratore dieci volte più grosso di quello di Ginevra, grosso quanto tutta quanta la Sicilia o metà della pianura padana, ma il progetto gli è stato cestinato. Dispiace, vorrà dire che il professor Zichichi si consolerà con qualche altra comparsata in questa pontificia accademia o in quella. Sarà anche per questo che “Benedetto XVI fa bene a precisare quali sono gli obiettivi della scienza”, ma non sempre ci riesce.



























Cartesio avrà fatto la tomba cilindrica ormai.
tra l’altro il prof Zichichi mi risulta essere il sogno erotico ricorrente di una certa professoressa di bioetica piuttosto famosa…
eh Zichichi Zichichi…
Avendo letto tanto tempo fa e con enorme sofferenza “Perché io credo in colui che ha fatto il mondo”, volevo precisare che quando Zichichi dice che la Scienza è nata da un atto di umiltà - e lo dice sempre, in ogni libro, in ogni articolo, in ogni lista della spesa - si riferisce al solito Galileo: secondo Zichichi la scienza è nata con Galileo, e il metodo scientifico da lui usato si basava sulla certezza di stare leggendo il grande libro della natura, su una specie di fiducia nelle leggi stabilite dal Creatore. Oltre a essere un’argomentazione penosa, questo concetto di tre righe è anche un riassunto completo delle 250 pagine del suo orribile libro.
sono nato nel 1929 DC
Zichichi ha lavorato nell’ambito della fisica subnucleare presso i laboratori Fermilab di Chicago e CERN di Ginevra, dove nel 1965 ha coordinato il gruppo di ricerca che ha scoperto un antinucleo di deuterio (nucleo di antideuterio), nucleo di antimateria (da non confondere con il primo antiatomo). Tra le sue altre scoperte l’energia effettiva nelle interazioni tra quark e gluoni, la struttura tipo-tempo del protone, il primo esempio di particella barionica contenente un quark della terza famiglia, l’effetto leading nella produzione di barioni con quark della seconda e terza famiglia.
Sono suoi progetti quello di un circuito elettronico per la misura ad alta precisione (75 millesimi di miliardesimi di secondo) dei tempi di volo delle particelle subnucleari, e del Laboratorio del Gran Sasso
da wikipedia
ma allora qualcosa l’ ho fatta tra i 30 e i 40 anni
forse non riesco a scoprire più nulla perchè sono vecchiariello……ho quasi 80 anni
allora è vero che dai 50 anni si comincia a rincojonirsi (come sostiene pure il divo Atinolfo)
allora non è che sono un cojone, ma sono semplicemente vecchio…pur essendo abile organizzatore
ma la scienza non riesce a spiegare se un uomo debba essere valutato per ciò che compie prima o dopo i 49 anni
o se la valutazione va fatta nel complesso
fosse la scienza allora semplicemente e complessivamente cojona ?
“Non basta essere intelligenti per scoprire la logica di colui che ha fatto il mondo, perché il Creatore di tutte le cose visibili è più intelligente di tutti, nessuno escluso”.
Vero che sembra Antonio Socci quando alla tele declama i versi danteschi “State contenti, umana gente al quia ché se potuto aveste veder tutto, mestier non era partorir Maria”?
Beh, considerando che qualsiasi considerazione logica fatta su dio può essere negata e dimostrata allo stesso tempo (senza per questo implicare una non esistenza di dio), il dio di Zichichi può usare la logica che vuole, ma l’essere umano ha una scelta più limitata quindi formalmente non potrebbe mai comprendere la creazione di dio (senza assomigliargli un poco). Comunque Zichichi qualche cosa in fisica l’ha fatta, il problema (suo) è che ci sono moltissime altre persone che hanno fatto di più, ed hanno pure continuato.
icy, sono d’accordo col tuo commento. Anche se non sono sicuro di averlo capito
Zichichi potrà umilmente parlare di scienza se arriverà al segreto del teletrasporto, tutto il resto non è neppure letteratura…
Ma deve proprio parlare, Zichichi, con tutta franchezza?
@ loska
cara, lascialo fare, altrimenti si riapre il secondo caso “La Sapienza”; poi più parla, più si allontana dalla scienza e da Dio:-)
…Ci son cose che, comunque, la scienza non è in grado di spiegare!
L’ignoto non è un mistero davanti al quale inginocchiarsi, Lucia. Che una cosa non possa essere spiegata oggi in modo razionale, non vuol dire che possa esserlo in futuro, né autorizza ad ascriverla al sacro. In altri termini: l’inspiegabile può trovare spiegazione, ma nel frattempo è più intelligente una “postura” razionale. Quando erano ancora ignote le cause che provocano le epidemie, la Bibbia suggeriva che si trattasse di un castigo di Dio e il solo ipotizzare altro era punito. Vorremmo punire, oggi, chi ipotizza che l’universo non sia “creato”? Solo se ci interessa che l’ignoto rimanga avvolto nel mistero che a troppi fa comodo rimanga “insondabile”.
Mi pento del commento che ho appena postato. Avrei potuto rispondere con un semplice: “Oggi”.
…quelle stesse cose che gli uomini di fede non hanno la capacità, l’interesse e l’intenzione di spiegare. La scienza almeno “ce prova”.
Secondo me Lucia scherzava.
Perché, io no?
Ci si inginocchia ad un ignoto spiegato in un modo che risulti utile a vivere e tutto sommato molto simile ad un comportamento sociale comunque già tipizzato dalla legge.
Non durerebbe, fosse una spiegazione senza senso.
Tanto ci si inginocchierebbe comunque: meglio davanti un corso di educazione civica con il lieto fine che, non so, qualche pezzo di meteorite o Manitù.
Detto questo, Zichichi è uno di quei pochi anziani vestiti da vecchiettino simpatico che riescono a non risultare amabili. Capita.
……e sarai salvato !
Ricchiu’, se dovessimo giudicare le persone dalla faccia e da come vestono…
Abbiamo mai smesso ?
Era solo per sapere se ti conviene.
Che convenga o meno, la verità si fa avanti lo stesso.
Quale verità, Ricchiuti? Pure tu con la verità? La verità non esiste. Chiamano così l’intrepretazione vincente, e manco la fanno vincere onestamente.
Ma è vero o no che verità vera o meno l’ “interpretazione” diventi verità, nella realtà, lo stesso ?