Economia

Un Finiano smaschera le balle dei governi che durano da 30 anni

1 settembre 2010

Qualche tempo fa il senatore Baldassarri ha spiegato perché sta aumentando la spesa pubblica. E cosa significa in questo frangente politico

Nell’affollamento informativo zeppo di chiacchiericcio e gossip, non poteva certo trovare spazio l’intervento di grande rilievo e pieno di spunti e contenuti tenuto dal senatore Mario Baldassarri il 14 Luglio 2010 in sede di discussione della manovra finanziaria. Seguendo la traccia del suo intervento, va ricordato che nel dibattito sulla finanziaria per il 2010, il senatore nel novembre scorso ebbe a presentare una finanziaria alternativa da 35 miliardi da coniugare con gli interventi programmati dal ministro Tremonti. Al riguardo è interessante dare uno sguardo all’intervista rilasciata dal senatore a Il Riformista il 21 maggio 2010 per rendersi conto da un lato del clima da “dagli ai finiani” ante-litteram e dell’unilateralismo del ministro Tremonti nel non ascoltare nessuno. Comunque sia la proposta di Baldassarri non fu accolta. Osserva dunque il senatore: la mia manovra da 35 miliardi non andava. Adesso, se sommiamo 9 miliardi di legge finanziaria, 9 miliardi per il decreto mille-proporghe, 25 miliardi di manovra attuale, siano a 43 miliardi. Vale la pena anche leggere l’intervista che il Senatore ha rilasciato a Il Sussidiarioper capire meglio il suo (secondo noi) apprezzabile punto di vista.

ILLUSIONE OTTICA - Ci sia permesso ricordare che Tremonti passa per uno che ha visto la crisi in anticipo, mica è un economista lui! Ma pare che stavolta la palla di vetro nella quale il genio ha letto la crisi si sia rotta. Anche quella. La premessa da cui Baldassarri parte è paradossale per la sua semplicità. Si chiede come mai da decenni ad ogni finanziaria si fanno tagli continui, dolorosi, ampi, enormi ma la spesa pubblica aumenta ed il debito pure. E la risposta, senza farla troppo difficile data la sua linearità, è quella che segue. La manovra finanziaria si riferisce a grandezze economiche, la spesa pubblica che ha una sorta di automatismo, un trend, un andamento tendenziale alla crescita in assenza di interventi. Ebbene, quando si interviene in parlamento per realizzare manovre, da lunga prassi, l’intervento viene effettuato sul tendenziale determinando un effetto di illusione ottica ma nessun taglio vero.

FACCIAMO UN ESEMPIO - Proviamo a capire meglio con un esempio. Supponiamo che il totale della spesa pubblica ammonta a 1000; supponiamo che per andamento tendenziale e senza interventi, la spesa pubblica per l’anno successivo sia tale che alla fine dell’anno i l totale sia 1300. Agire sul tendenziale per 200 vuol dire che a livello tendenziale, la spesa sarà 1100. Quindi aumentata di 100 nei fatti nonostante tagli apparenti di 200 che nella migliore delle ipotesi scatenano pianti greci, disperazione e baraonde varie.  Una ulteriore conseguenza di questa “prassi” ultradecennale è che siccome le spese per obbligo costituzionale oltre che di buon senso devono essere coperte, dovranno di necessità crescere anche le entrate. E puntualizza il senatore: “Il taglio sul tendenziale degli anni futuri, che stiamo decidendo in questi giorni nella manovra al nostro esame, nasconde, in realtà, l’aumento della spesa pubblica. Noi qui, oggi e nei giorni prossimi, non decideremo di tagliare la spesa pubblica, ma di aumentarla, perché ciò che conta nell’economia è la spesa pubblica del 2009 e del 2010; per il 2011 non conteranno i tagli sui tendenziali di tale anno, ma conterà, dopo i tagli effettuati, quale sarà la spesa pubblica effettiva del 2011.”

Un commento a Un Finiano smaschera le balle dei governi che durano da 30 anni

  1. sosio pagliaroli

    Questa è la conferma che da trent’anni e con i vari governi che si sono avvicendati,non abbiamo mai avuto un vero economista tra essi.Anzi,non abbiamo mai avuto nemmeno un buon politico .Ma non ci vuole un economista o un buon politico per capire certe cose,basta una buona serva che sappia far di conto.

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