Economia

Melfi, la Fiom querela la Gelmini: “Da lei falsità inaccettabili”

1 settembre 2010

Il segretario confederale dei metalmeccanici rossi, Maurizio Landini, è deciso ad andare fino in fondo. Dopo l’intervista al Corriere della Sera nella quale il Ministro aveva difeso la Fiat contro i giudici, un nuovo capitolo della querelle Mariastella-Marchionne-CGIL

Quando è troppo, è troppo, deve aver pensato Maurizio Landini, segretario della Fiom, la confederazione dei metalmeccanici della CGIL. “E’ ora di smetterla di dire cose non vere”, ha tuonato oggi, annunciando di aver “dato mandato ai suoi legali per arrivare a querelare il ministro Mariastella Gelmini per frasi offensive contro i lavoratori e il sindacato”. Non è proprio andata giù al segretario delle tute blu CGIL l’uscita del ministro dell’Istruzione del governo Berlusconi, che in un’intervista al Corriere della Sera, uscita il 25 agosto scorso, aveva definito la Fiat un’azienda “coraggiosa” per il suo comportamento nei confronti della Magistratura.

SENTENZE, AZIENDE – “Bisogna rispettare le sentenze”, aveva dichiarato la Gelmini; “ma anche le aziende”, in una comparazione dalla scarsa stabilità logica ma dal prorompente effetto politico. “Non vanno tutelati solo i tre operai”, aveva detto, “ma tutti i lavoratori. Soprattutto quelli che sono stati costretti a fermarsi quando i tre hanno bloccato quel macchinario paralizzando l’intera linea”; evento di cui però non c’è prova certa, dato che la stessa azienda aveva descritto l’accaduto in due versioni discordanti, in una delle quali veniva denunciato il sabotaggio dei macchinari da parte degli operai, nell’altra invece veniva messo per iscritto che il blocco della linea non era dipeso da loro.

ARRIVA LA QUERELA -“Ribadiamo che le leggi vanno rispettate, oggi chi commette un reato e’ la Fiat che vuole pagare i lavoratori senza farli lavorare”, dichiara oggi Landini. E il messaggio è indirizzato dritto all’inquilina di viale Trastevere: “Ci possono essere punti di vista diversi” sulla vicenda di Melfi, afferma, diplomatico; “ma non si possono offendere i lavoratori”, tantopiù che nel comportamento dei lavoratori è stata accertata la mancanza di qualsiasi profilo di rilevanza penale, ma è stato solo esercitato “il regolare diritto di sciopero”. Dunque le parole di Mariastella Gelmini potrebbero riuscire ad arrivare davanti ad un giudice, che dovrà valutare se le sue opinioni diffuse a mezzo stampa siano da considerarsi diffamatorie dell’intera categoria professionale degli operai italiani.

2 commenti a Melfi, la Fiom querela la Gelmini: “Da lei falsità inaccettabili”

  1. mario

    ..ministro della diseducazione ….

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