“Ho papà così vicino e non riesco a farlo uscire”

31/08/2010 - Scarlette Sepulveda, la figlia di uno dei minatori intrappolati in Cile, sta scrivendo un blog su El Mundo da Camp Esperanza. “Questa è la prima volta che scrivo un blog. Nonostante le circostanze, vivo con la mia famiglia e mi

     
 

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Scarlette Sepulveda, la figlia di uno dei minatori intrappolati in Cile, sta scrivendo un blog su El Mundo da Camp Esperanza.

Questa è la prima volta che scrivo un blog. Nonostante le circostanze, vivo con la mia famiglia e mi sento supportata. Ogni minuto che passa mi sembra un’eternità sperando che mio padre riesca ad uscire. Sento un’ enorme impotenza nel tenerlo così vicino e non essere in grado di tirarlo fuori, un dolore che non auguro a nessuno”.

IL BLOG DAL DESERTO - Comincia così il diario on line su El Mundo che Scarlette Sepulveda, la figlia di uno dei minatori, ha deciso di tenere per raccontare quello che succede a Camp Esperanza dove il suo papà è rimasto prigioniero a 700 metri di profondità nella miniera di San José, nel deserto dell’Atacama. “Ogni giorno scrivo una lettera, anche se a volte non gliela danno. Ho bisogno di comunicare con lui. Ieri abbiamo parlato con mio padre per la prima volta. Non ero nervosa perché prima gli ha parlato mia madre”.

“LA VITA QUI E’ NOIOSA” -Mia madre lo ha salutato e gli ha chiesto come stava. Mio padre le ha chiesto di mio fratello Francisco e di me e anche di suo padre, mio nonno Mario. Lui è molto affettuoso. Non c’era tempo per altro. La conversazione è durata solo un minuto”. “La vita qui è noiosa, oggi abbiamo fatto una passeggiata. Sono andata a vedere una miniera abbandonata qui vicino insieme a mia cugina Tamara e a un giornalista. Faceva caldo, ma esperienza è stata pericolosa. Sembrava che si potesse morire in qualsiasi momento, che al massimo potevi entrare, ma non uscirne. Sulla strada c’erano molti fiori colorati che emergono dalla sabbia del deserto. Poi siamo tornati al campo. Mi manca essere a casa, con la mia gente. Dopo aver mangiato del pollo e riso, sono riuscita a dormire un po’, sono stanca. Alle 18,00 c’è la riunione quotidiana che ci informa una sola volta al giorno”.

“SONO ORGOGLIOSA DI MIO PADRE” -Dopo l’incontro siamo tornati a Caldera, dove il comune ha messo a disposizione un hotel in modo che possiamo dormire. Ma è di notte che sento molto la mancanza di mio padre, mi piacerebbe abbracciarlo, vorrei dirgli che lo amo, voglio che salga per vedere la schifezza che è stata montata qui”.”Sono molto orgogliosa di mio padre. E’ stato lui che ha parlato nel primo video che hanno registrato i minatori. Ama la videocamera e registra tutto ciò che accade. Ha una videocamera che registra tutte le cose importanti, il contratto, i nostri video e così via”. “Al momento la videocamera ce l’hanno quelli del Governo. Mio padre ha già chiesto il suo registratore video, lo vuole in miniera per registrare ciò che accade giorno per giorno”. “I giornalisti a volte mi rendono un po’ nervosa. Parlano da soli la metà del tempo e alcuni sono un po’ sgradevole. Anche se il lavoro che fanno è buono e contribuisce a informare gli altri su ciò che accade intorno a noi. Improvvisamente un sacco di gente. Mi sento male, mi fa male la pancia. A domani”.

     
 

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