Affermazioni azzardate, pubblicate su Liberazione di oggi, da parte di Don De Capitani, prete in genere sopra le righe, molto critico con la gerarchia. Ma questa volta la scelta lessicale non sembra favorirlo.
Da quando il termine è stato sdoganato nel dibattito pubblico dopo il Noemi-Gate, protagonista addirittura Papi Silvio Berlusconi, ormai ci sono escort dietro ogni angolo. Don Giorgio de Capitani, prete di frontiera, prelato
critico con il Vaticano, religioso che criticò pesantemente il ministro Maroni quando, dopo un’attentato in Afghanistan contro i militari della folgore, aveva dichiarato che le forze armate “non si sarebbero fermate”, vede oggi un gran numero di escort anche nella folta platea delle hostess reclutate per far da platea al Colonnello Gheddafi, in visita ufficiale nel nostro paese
ESAGERAZIONI- “Gheddafi fa il missionario dell’Islam profanando il Corano tra belle escort e affari”, è il titolo dell’intervento di Don Giorgio su Liberazione di oggi. Un testo molto critico, come d’altronde era da aspettarsi. Don Giorgio si meraviglia di tante cose: degli Italiani, dei Leghisti che a parole sparano “a zero sull’Islam”, ora tiene un atteggiamento di “assoluto silenzio”, ma soprattutto si meraviglia “che gli stessi islamici non se la prendano con questo strano e opportunista missionario dell’Islam che si compera le conversioni a suon di belle escort”. Ora, però, c’è da dire che un’escort è, sostanzialmente, una prostituta: viene pagata per una prestazione sessuale. Così, definire, in blocco, come escort le ragazze che sono state pagate (solo) per ascoltare il proselitismo islamico del Colonnello libico, appare oggettivamente un’esagerazione irrituale e innecessaria. Forse, per una volta, il prelato ha messo da parte la dote della temperanza che, visto il mestiere, dovrebbe essergli propria.


