Urso segretario, lista unica con Poli Bortone e Lombardo, l’appoggio di Rupert Murdoch. Il gruppo parlamentare che si appresta a diventare forza politica affila gli artigli in vista della prima uscita pubblica.
Meno sei. Mancano sei giorni all’appuntamento di Futuro e Libertà, a Mirabello. Ed anche se non è chiaro che impronta avrà la manifestazione: la sfera politica finiana dovrà mettere a punto, alleanze, strategie, organigrammi, programma. Festa di partito o di gruppo parlamentare? Battesimo di una nuova forza politica o indicazione di una linea politica in attesa del lancio di un nuovo simbolo? Qualunque sia la strada da percorrere nel breve termine gli uomini del presidente della Camera hanno già da settimane riscaldato i motori e posto le basi di quello che sarà il partito di Fini.
IL PARTITO E’ PRONTO – C’è il segretario, Adolfo Urso, c’è il giornale, il Secolo d’italia, diretto dalla deputata Flavia Perina, c’è il radicamento sul territorio, di cui si è fatto carico Italo Bocchino attraverso Generazione Italia, che vanta già 12.000 iscritti e quasi 400 circoli; c’è la fondazione, Farefuturo. Ci sono perfino le correnti, falchi e colombe che sgomitano per avere la meglio, in un ambiente in cui c’è chi preme per una ricucitura col PdL di fede berlusconiana (come il capogruppo al Senato Pasquale Viespoli) e chi molto meno (come il capogruppo alla Camera Bocchino). A coordinare i due “schieramenti” dovrebbe essere Silvano Moffa, tra l’altro a capo di Azione Nazionale, mentre Roberto Menia dovrebbe seguire il territorio. Interlocutori privilegiati e possibili alleati già individuati. Occhio di riguardo per
l’UdC di Pier Ferdinando Casini e per il presidente della Commissione Antimafia Beppe Pisanu, che, si dice, sia a capo di una piccola pattuglia di parlamentari pidiellini in rotta col partito del Cavaliere. Fabio Granata avanza già qualche possibile scenario: “Lista unica con Lombardo e Poli Bortone e apparentamento col partito di Casini“, fa sapere. “Il percorso Fini l’ha già chiarito“, ribadisce il deputato smentendo ogni possibilità di apertura al premier sulle norme che potrebbero salvarlo dai guai giudiziari. Insomma, la campagna condotta nelle ultime settimane dal Premier, avrebbe segnato una linea di confine marcata, e invalicabile, tra i due cofondatori del PdL.
E I SOLDI? – Senza soldi non si cantano messe. Chi vuol lanciare l’Opa su un intero schieramento politico o dar vita ad un partito nuovo di zecca non può non tener conto di possibili finanziatori. E a chi possa affidarsi l’area che fa riferimento al presidente della Camera non dev’essere difficile da immaginare se si considerano gli amici che sponsorizzano il (modesto dal punto di vista dell’appeal pubblicitario) magazine della fondazione finiana Farefuturo. C’è il gotha dei colossi dell’energia a strizzare l’occhio a Fini e ai suoi. Innanzitutto la società per azioni a controllo statale Eni a campeggiare nella home del periodico dal qualeBocchino e Granata lanciano le loro accuse alla politica giudiziaria del Premier. E se si tratta di impresa controllata dal Ministero dell’Economia, che detiene il 30% del capitale, inevitabile è chiedersi che c’è correlazione tra i vertici del leone a sei zampe e l’ex presidente di AN. Le ultime due volte il cda di Eni è stato rinnovato durante le esperienze di governo di Silvio Berlusconi. E’ durante gli ultimi giri di nomine che entra in scena Paolo Scaroni, dal maggio 2002 al maggio 2005 amministratore delegato e direttore generale di Enel, poi, dal giugno 2005, amministratore delegato di Eni. Ma è un uomo al di sopra di ogni sospetto, vista la militanza socialista e la vicinanza a Silvio e Tremonti.


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Ecco che allora il vecchio Ciarra aveva visto giusto: avanza lo squalo australiano Rupert Murdoch!Finiremo tutti dalla brace alla padella!E che nessun osi attaccare lo squalo australiano, verrebbe messo alla gogna come antisemita!