Tirrenia: lasciamola affondare

31/08/2010 - IL RISCHIO E IL PERICOLO – Perché tutti vogliono comprare, ma ciascuno vuole farlo al suo prezzo. E il rischio, anzi: la certezza, è che i privati presentatisi non hanno intenzione di rinunciare all’ennesimo aiutino di Stato, naturalmente a carico

     
 

di

IL RISCHIO E IL PERICOLO – Perché tutti vogliono comprare, ma ciascuno vuole farlo al suo prezzo. E il rischio, anzi: la certezza, è che i privati presentatisi non hanno intenzione di rinunciare all’ennesimo aiutino di Stato, naturalmente a carico del contribuente. E il il sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia nel corso della trasmissione Radio Anch’io ha già cominciato a mettere in giro la voce: “Temo che non ci siano soluzioni diverse come quella di Alitalia con una bad company e una good company, capire dove sono gli asset positivi. Non bisogna scandalizzarsi se si pensa anche in futuro ad aggredire il problema Tirrenia cosi’ come e’ stato fatto per l’Alitalia: mettendo gli asset positivi da una parte e le difficolta’ e i debiti dall’altra. E’ un modo normale e moderno di occuparsi di ristrutturazioni aziendali in vicende cosi’ complesse come quella del trasporto pubblico”. Matteoli, qualche giorno fa, ha detto che non conosce la proposta di Saglia, e che gli chiederà cosa intende dire quando lo incontra. Con comodo, non c’è mica fretta. Tanto si capisce benissimo che intenzioni ha Saglia: “Mettere alcuni asset, ovvero semplificando qualche rotta e nave in attivo, in una società, ed altri asset, ovvero rotte in passivo, in un’altra società. La prima, venderla al miglior offerente. La seconda, tenersela e continuare a sovvenzionarla. In realtà, Saglia sa benissimo che le società di Tirrenia sarebbero finite in vendita lasciando in pancia alla capogruppo i 550 milioni di debito: diversamente, sarebbe entrato lo Stato a garantire. La bad company sarebbe semplicemente un altro regalo, ancora più ingente, ai privati, con i costi da accollare al pubblico. Cioé ai contribuenti.

LASCIAMOLA AFFONDARE – Ma somiglia davvero così tanto la Tirrenia alla vecchia Alitalia, così tanto da farle avere un destino comune? In teoria, i problemi interni del vettore marittimo sono molto simili a quelli del vettore aereo. Ma i privati nell’affare ci vogliono entrare comunque: c’è chi ha persino assicurato di poter aumentare lo stipendio del personale, su alcune destinazioni più appetibili. E la Confitarma non ha mai nascosto l’ambizione di voler portare a casa la Tirrenia, mentre l’altra non se la voleva comprare quasi più nessuno. La vera differenza con Alitalia è che esistono decine di vettori grandi e piccoli che fanno soldi e rubano quote di mercato alla società pubblica (secondo i privati sarebbe del 40%, sia sul trasporto passeggeri che sulle merci). Mentre sui cieli c’erano solo aziende malmesse, sui mari non va proprio così. “Nel settore del cabotaggio operano una ventina di operatori privati (tra cui grandi Navi Veloci, Moby Lines, Snav, Strade Blu, Sardinia Ferries, Alilauro): nessun operatore straniero che traghetti altrove i turisti. Non c’è il rischio di non garantire il servizio: il 70% del traffico di Tirrenia è fatto da 10 linee con 12 delle 44 navi”, ha scritto Franco De Benedetti sul Sole 24 Ore. Basterebbe liquidarla in autunno e già nell’estate successiva lo spazio sarebbe preso dagli altri. Visto che l’Europa permette di sovvenzionare le rotte in continuità territoriale (con sussidi che sarebbero messi all’asta tra i privati), è evidente che non c’è un rischio reale di isolamento . Il problema più grande sono i lavoratori :si potrebbe proporre di far comprare nello spezzatino “navi + equipaggi” (ma con i contratti dei privati). Difficile? Forse, visto che sarebbe un piano duro da digerire, di quelli che suscitano proteste specialmente all’inizio. Ma l’idea di dover far cacciare altri miliardi di euro al cittadino italiano dovrebbe essere più dura ancora. Magari un governo dovrebbe pensarci.

     
 

2 Commenti

  1. Pingback: Del meglio del nostro meglio

  2. Pingback: Su Tirrenia in vendita scende in campo il senatore De Gregorio

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie