La moglie di Vallanzasca: “E’ possibile che Renato vada a Venezia”

26/08/2010 - Antonella D’Agostino non esclude la partecipazione del bel Renè alla presentazione de Gli angeli del male. E bacchetta Placido che aveva ritenuto inopportuna la presenza dell’ex bandito: “E’ una persona squisita, ma mi viene il dubbio che sia stato lui

     
 

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Antonella D’Agostino non esclude la partecipazione del bel Renè alla presentazione de Gli angeli del male. E bacchetta Placido che aveva ritenuto inopportuna la presenza dell’ex bandito: “E’ una persona squisita, ma mi viene il dubbio che sia stato lui a parlare”.

Siamo in una località sul lago di Lecco. Siamo a fare un po’ di volontariato, a dare una mano ad una comunità per persone in difficoltà, tossici alcolisti, diseredati”. E’ sereno Renato Vallanzasca che raggiungiamo al telefono alla vigilia della presentazione del film che racconta la storia sua e della sua famigerata banda criminale che terrorizzò la Milano da bere degli anni ’70, film che sarà presentato il 6 settembre alla Mostra del cinema di Venezia. Su Gli angeli del male, diretto da Michele Placido, però, non vuole esprimersi, lascia che sia la moglie a parlare.

Renato sarà invitato?”, chiediamo ad Antonella D’Agostino, che ha seguito da vicino la realizzazione.

Beh, siamo in una fase in cui siamo interessati alle cose del nostro futuro, non siamo sempre interessati al film, mancano ancora tanti giorni. Io sono libera e sono consulente del film. Per Renato non è così semplice decidere. E’ già difficile organizzarsi in poco tempo. Comunque credo che se proprio dovesse esserci sarà lì solo per la proiezione del film. Renato non è una star o un attore. Non può andare lì per 3 o 4 giorni. Ma non ti so dire nulla di preciso al momento. E’ una cosa che non si siamo ancora domandati”.

Renato che film immagina?

Ha letto la sceneggiatura insieme a Kim Rossi Stuart e a Michele. E’ un film-verità. Non è un film che occulta o esalta. Non occulta niente e non esalta niente. Verrà fuori quello che è stato e quello che è nessuno ha negato niente”.

Lei ci sarà a Venezia?

Io ci sarò, sicuramente sì”.

Che film si aspetta?

Io l’ho visto girare, lo conosco. Mancavano solo le musiche quando l’ho visto l’ultima volta. Conosco la storia, mi è piaciuto molto. Ed anche se si tratta di un film “vero” ho sofferto molto. Perché l’ho vissuto sulla mia pelle. Chi lo vedrà rimarrà contento. Ripeto, è un film-verità: un film fatto da un Michele Placido molto onesto e perbene, con un interpretazione di Kim da Oscar. E’ statobravissimo. In gara avrebbe preso sicuramente dei premi. Sarà il grande film di Kim Rossi Stuart”.

Come hai preso la dichiarazione di Michele Placido che ha detto “Meglio se Renato non viene”?

Michele è un camaleonte. Lo stimo, gli voglio bene, è un grande regista, una persona squisita. Quando lo vedrò gli chiederò come mai di queste dichiarazioni, se ha mai parlato di questa cosa con mio marito. Del “se viene” o “non viene”. Magari non è stato lui a parlare…

Le viene addirittura questo dubbio?!

Eh, sì, perché di persona non abbiamo mai parlato della presenza di Renato”.

     
 

5 Commenti

  1. giancarlo scrive:

    Alla signora D’Agostino chiederei di invitare anche tutti coloro e sono tanti, che per merito di suo marito hanno perduto un figlio, un padre o una madre ed altri congiunti e che solo una legge lassista e perbenista consente ad una persona condannata a più ergastoli, di lavorare e passeggiare tranquillamente invece di rimanere prigioniero a vita dietro le sbarre di una cella a meditare sulla grande quantità di dolore che ha inflitto a tante persone. G.Spinelli

    • AF scrive:

      Renato Vallanzasca ha 60 anni e ne ha fatti 38 dentro. Dove possa essere la legge lassista e perbenista non lo capisco. Anzi, è un esempio di pena severa e implacabile. Inoltre “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”, dice la nostra costituzione. Nel momento in cui si verifica, secondo i modi ed i tempi previsti dalla legge, che il condannato è rieducato,questi ha diritto ad una nuova opportunità. A far scegliere ai parenti delle vittime l’entità della pena si finisce come in Pakistan, Iran o nel Far West. Ma se è questo quello che ti auspichi allora forse abbiamo concezioni troppo diverse della società….

      • prente di Vittima (1 delle 7) scrive:

        r.v. di anni “dentro” ne ha fatto 33 (é stato arrestato il 16 febbraio 1977) e non 38, cerchiamo di essere precisi. Non permetterti più di dire e/o pensare, cosa farebbero o sceglierebbero i parenti delle Vittime; loro, diversamente dagli assassini non chiedono vendetta…ma Giustizia. ha preso 260 anni di carcere, li facesse

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  3. Alessandro Brioschi scrive:

    Renato Vallanzasca è forse l’unico criminale in Italia ad aver scontato tutti questi anni di galera a regime duro e dove ha subito oltre alla pena torture sia fisiche che non……da parte di chi dovrebbe rappresentare la giustizia italiana.33 anni in galera rappresentano una vita (io di anni ne ho 34…)e dopo una vita in galera una persona ha il diritto di avere la possibilità di ricominciare.

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