Più che Mccain potè uno sconosciuto dell’Ohio. Un idraulico che ha fatto al candidato democratico la domanda più spinosa dell’intera campagna elettorale.
Controcorrente è la rubrica periodica di riflessioni abr-asive su argomento a piacere del noto “pessimo elemento” Abr. Lettura raccomandata dai migliori specialisti in disintossicazione dal pensiero predigerito e rigurgitato dal mainstream “progressive”. Warning: può causare allergie, nausee, sonnolenza e dare assuefazione.
“Il tuo piano fiscale aumentera’ le tasse che pago, vero?”. Un artigiano dell’Ohio ha fatto la domanda lo scorso fine settimana a Barack Obama impegnato in un “porta a porta” elettorale (no non una trasmissione tv ma una full immersion in un quartiere). Questa innocente e diretta domandina da parte di uno sconosciuto “medioman” di provincia potrebbe divenire l’unico granello di polvere in grado di bloccare l’ingranaggio della gioiosa macchina da guerra messa in pista da “The One”.
SOGNO AMERICANO - Joe l’idraulico, al secolo Joe Wurzelbacher from Holland, Ohio e’ diventato famoso in America: ha fatto la domanda giusta al candiato democratico. La riposta di Obama e’ stata “very
revealing” anche perche’ spontanea, poco preparata; molto piu’ significativa di ogni altro tentativo sinora compiuto per tentare di sbilanciare questo campione mondiale di postura “pesce-in-barile”, di far capire cosa in realta’ questo dissimulatore professionale veda pensi e creda per davvero. Ricordiamo, pur evitando la diatriba islamico o cristiano, che Barack nei suoi anni alla Camera dell’Illinois ha votato “present” (ne’ si ne’ no) per 130 volte e in 4 anni di Senato Federale non c’e’ memoria di progetti importanti a lui riconducibili. La domanda di Joe sta tenendo banco in America molto piu’ di ogni altra osservazione fatta da McCain nel corso dell’ultimo dibattito (in cui Joe peraltro e’ stato citato 11 volte) o delle liason dangereux di Obama con personaggini poco raccomandabili (costruttori corruttori, terroristi confessi, predicatori razzisti) proprio perche’ risponde parzialmente alla domanda “chi e’ Obama?”, mettendo allo scoperto il lato liberal di un tipo sfuggente come Osama tra le caverne del Waziristan. Joe in realta’ e’ partito con un uppercut: “Lei crede veramente al sogno americano?”. Il calvo artigiano ha raccontato al candidato in strada di avere l’opportunita’ di cambiar vita, rilevando dopo anni di lavoro un’aziendina da 250.000 dollari di fatturato, ma ci sta ripensando: qualora lo facesse, col nuovo governo democratico teme che tale salto lo possa penalizzare a livello fiscale.
PUNTI DI VISTA - Veniamo alla risposta di Obama a Joe: “Non desidero punire il tuo successo. Voglio solo essere sicuro che chiunque sia piu’ indietro di te abbia possibilita’ di avere successo anche lui. Il mio punto e’ che se l’economia e’ buona per i piu’ poveri, sara’ buona per tutti … io credo che se distribuiamo la ricchezza, sara’ un bene per tutti”. In America sono abituati ad andare diritti al sodo senza rimanere in alto nei cieli retorici della correttezza: bottom line, Joe ha capito che fa bene a stare proccupato, Obama vuole prendere i soldi di Joe the Plumber e distribuirli, decidendo lui e non Joe a chi dare i soldi di Joe. Difatti la risposta non e’ piaciuta granche’ all’artigiano: l’ha definita “un punto di vista socialista” (il che, detto in America, non e’ un gran complimento).
DE SINISTRA - Qualcuno piu’ culturato del sottoscritto potra’ inquadrare la risposta Obamiana nelle teorizzazioni sulla giustizia distributiva di John Rawls e contrapporla all’opposto approccio autenticamente libertario di Robert Nozick; qui ci limitiamo a considerare come tale risposta sia tipicamente “de’sinistra”, potrebbe esser stata pensata da un Ferrero e non sfigurare in bocca di una Segolene Royal. Il che,
ripetiamo, agli occhi di un elettore medio americano non costituisce esattamente un pregio. Non stiamo qui a sprecare inchiostro per svellere dalle basi una affermazione cosi’ apparentemente corretta ma di fatto poco fondata: sarebbe come sostenere che non e’ giusto che Brad Pitt abbia Angelina Jolie tutta per se’. L’esempio non e’ farlocco: gran parte degli scambi economici tra umani sono fatti sulla base di scelte “on-off”, per le quali l’Angelina di turno sceglie di “remunerare” Brad al posto di Chuck, uno e un solo (per volta). Chuck, se proprio “desidera”, potra’ andare in palestra o tentare di rendersi piu’ interessante per altra via, tipo Arthur Miller con Marilyn Monroe … dicesi evoluzione competitiva. Vogliamo “distribuire” le grazie della signorina piu’ .. razionalmente ed equamente? Imporre a ognuno di andare da un barbiere/parrucchiere deciso dallo Stato invece che da quello/a di fiducia? Chi decide, la “maggioranza” al posto dell’individuo? Si capisce il profilo decisamente liberticida della cosa.
ADDIO AMERICAN DREAM - Arriviamo alla differenza esiziale tra l’individuale “vita, liberta’ e ricerca della felicita’” della Dichiarazione dei Diritti americana, rapportata con la sua degenerazione europea: quel liberte’ schiacciato tra egalite’ e fraternite’. E tanti saluti all’American Dream, cioe’ la possibilita’ offerta a chiunque ma non a tutti di rifarsi la vita. Per questo la risposta alla domanda di Joe e’ argomento importante per l’americano medio e potrebbe realmente divenire un elemento significativo della campagna elettorale, oltre che rappresentare presumibilmente l’ultimo treno per il Grand Old Party a venti giorni dalle elezioni. Uno dei motivi, forse il piu’ importante, e’ che la ricetta “tassa, distribuisci e penalizza il commercio estero” illustrata (si fa per dire) da Obama, somiglia tantissimo alla ricetta perdente di Hoover post 1929, quella che affosso’ l’America sin oltre il New Deal. Per non parlare del falso storico e della disonesta’ intellettuale obamiane nell’addossare tutte le responsabilita’ della crisi finanziaria su un mai avvenuto indebolimento di
regole e controlli in Borsa attuato sotto Bush, da parte di uno che collabora ancor oggi con i maggiori erogatori e beneficiari di mutui subprime, le Fannie Mae e Freddie Mac gestite da boiardi democratici e le Associazioni dei “Community Organizer” come la Acorn.
UNA RISPOSTA TARDIVA - Forse in ogni caso e’ oramai troppo tardi per fermare la gioiosa macchina da guerra di Obama, in grado di schierare dalla sua parte gran parte degli intellettuali e del mainstream media (l’ennesima copertina dedicata da RollingStone e’ significativo esempio), un numero di spot televisivi triplo di quello di McCain (stile Cav. pre par condicio?) e, molto piu’ importante, in grado di sminuzzare gli avversari mantenedo le mani apparentemente pulite, mediante quel gioco politico sporco appreso presso la “Chicago Old Skool” di dove viene – chiedere a Hillary (“shame on you Obama”) e a Sarah per referenze. Forse McCain non ‘e il candidato giusto, ci vorrebbe uno un filo piu’ agile e sveglio, meno monodimensionale e appiattito su argomenti di politica estera che non sono granche’ per l’americano del Midwest. Forse e’meglio cosi’ … Obama, questa sorta di enigma dentro a una incognita, questa risposta in ritardo di vent’anni rispetto a un problema – l’integrazione dei neri nella societa’ – reso drammaticamente obosoleto dalla massiccia immigrazione latina; un uomo che ha scritto due biografie prima dei quarant’anni senza aver concluso granche’ negli stessi; uno che vede se stesso come un simbolo autoreferenziale (“we are the answer we were waiting for”) piu’ che come un decision maker: forse e’ destino sia lui a rappresentare, simbolicamente, un ulteriore sintomo e non certo la causa del declino di cio’ che fu l’Impero Americano.










Ma guarda, dopo tutta questa montagna di fanfalucche, alcun delle quali oggettivamente divertenti da leggere, il nocciuolo della questione è solo uno.
Se uno sta di cacca, chiama la mamma, cioè lo stato.
Appena se ne tira fuori la mamma è una gran rompicoglioni, che se ne uscisse un po’ con le amiche.
Questo succede ad ogni essere umano dagli 0 ai 99 anni (oltre è difficile che ragionino).
Quindi se tu affermi queste cose:
1) o sei uno che sta bene di soldi nonostante la crisi. Bella per te, ma non rompere i coglioni agli altri affermando che c’è una ideologia giusta e che salva tutti, mentre l’altra è cattiva e liberticida. Dì semplicemente che pensi al tuo interesse affanculo il resto (cosa giustissima, basta non velarla di ipocrisia e di stronzate “liberticide e “socialiste”, ecc)
2) sei masochista, ma a questo punto ti serve un analista e non leggere Friedman.
“montagna di fanfalucche”
Scusa, AG, ma dove sono le fanfaluche? Io la storia l’ho seguita latamente - e per fortuna l’articolo l’ha fatto ABR, altrimenti l’avremmo bucata - ma mi sembra che la ricostruzione sia corretta. O no?
si solo perchè voi non siete mai morti di fame!
La ricostruzione papale del fatto nelle prima tre righe si.
L’analisi è sinceramente ridicola: prima si accusa Obama di socialismo (orrore!) e di essere un liberticida che porterà i cittadini ad andare al parrucchiere di stato e avere la permanente unica.
Poi lo si descrive venduto ai boiardi finanziari e sostenuto tutto l’estabilishment (i famosi “poteri forti” di Berlusconiana memoria).
Perchè invece le fabbriche di armi e i petrolieri sono verginelle che cantano felici nel giardinetto dell’innocenza di McCain.
Ma per cortesia, ma mi si faccia il favore, e anche te Ale…
La libertè schiacciata fra egalitée fraternité. Glilo spieghi tu Ale che se togli egalité e fraternité, la liberté diventa semplicemente la legge della jungla alas, “io so’ r più grosso e faccio quel cazzo me pare”. E’ la egalité (no, tu non sei il più grosso, sei come gli altri) e la fraternité (tu non solo sei uguale, sei fratello degli altri, e non gli devi nuocere) che fanno una società civile.
E disprezzarli indica solo uno che appunto o si può permettere certe cose perchè ha milioni di dolalri /euro (preferibilmente in oro, perchè senno sono cazzi), o un povero malato come quelli tipo Ostellino che strillano contro gli autovelox perchè gli impediscono di schiantarsi ai 200 all’ora.
Il problema come dicevi tu Ale, è che per schiantarsi contro un muro glielo costruiremmo noi amorevolmente, invece sti stronzi di solito si schiantano sugli altri. Con la loro libertà del cazzo.
scusa, eh, sai che a me Obama non sta granché simpatico e quindi magari sono di parte. Però, andando oltre le prime tre righe:
- “Barack nei suoi anni alla Camera dell’Illinois ha votato “present” (ne’ si ne’ no) per 130 volte e in 4 anni di Senato Federale non c’e’ memoria di progetti importanti a lui riconducibili”
E’ vero o è falso?
- “Per non parlare del falso storico e della disonesta’ intellettuale obamiane nell’addossare tutte le responsabilita’ della crisi finanziaria su un mai avvenuto indebolimento di regole e controlli in Borsa attuato sotto Bush, da parte di uno che collabora ancor oggi con i maggiori erogatori e beneficiari di mutui subprime, le Fannie Mae e Freddie Mac gestite da boiardi democratici e le Associazioni dei “Community Organizer” come la Acorn”
E’ vero o è falso?
- ” delle liason dangereux di Obama con personaggini poco raccomandabili (costruttori corruttori, terroristi confessi, predicatori razzisti)”
E’ vero o è falso?
Riguardo invece la critica all’analisi da te effettuata, finché questa è “descrittiva” (è vero che esiste questo “spirito”/filosofia - chiamala come ti pare - in America?), non capisco come tu possa definirla infondata. Poi, che non ti piaccia è un gusto. Siamo qui per questo: per dibattere. Mica per darci ragione each others. Sennò, sai che palle?
Vabbé ABR, campa cavallo. Se McCain si deve affidare a Joe the Plumber per far notare queste cose vuol dire che la sua campagna vale quella di Veltroni (cioé zero). Poi per carità, dovesse essere una close race sarò il primo ad esserne contento visto che sarò in loco durante le elezioni, ma ora come ora McCain ha una probabilità su 100 (ad essere generosi).
E’ limitativo il vero o falso, soprattutto se non si mette in campo la controparte MC Cain.
Obama non è forse il miglior presidente, ma McCain lo è?
E’ un dato di fatto che negli 8 anni di Bush, l’America ha subito un lento ed inesorabile declino sia economico che di leadership mondiale.
Forse un cambiamento ci sta tutto, visto che McCain non è cosi lontano dalle idee di Bush, sia in politica estera che in economia.
Non saranno due giganti, quelli che corrono per la Presidenza Americana, ma questi ci sono e questi vanno valutati.
Non solo Obama và valutato…
Forse un cambiamento ci sta tutto, visto che McCain non è cosi lontano dalle idee di Bush, sia in politica estera che in economia.
In economia direi che sono proprio lontani invece…
Siccome non ho seguito la vicenda, mi piacerebbe sapere se il calcolo fatto dall’idraulico riguarda le differenze tra ora e il programma di Obama o tra il programma di Obama e quello di McCain.
Ma infatti ci si limitasse ai veri limiti di Obama come candidato andrebbe benissimo e non mi sarei incavolato.
Invece si vuole come al solito strafare andando a tirar fuori Angelina Jolie, i parrucchieri di stato e le trame dei dei poteri forti. Tutto perchè Obama è socialista (non incapace, che sarei pure d’accordo) e trasformerà gli USA in un gigantesco kolkoz come la Francia dove appunto hanno la egalité e la fraternitè, invece che solo la liberté (di far quel cazzo che ci pare evidentemente a prescindere dagli altri).
In poche parole questo articolo è esattamente come i leghisti, giusta spesso la denuncia di molti problemi (e te credo, sono grandi elefanti che li vede pure un cieco) poi dopo pochi minuti si scivola nel Borghezio.
io Borghezio non ce lo vedo. Sarò scemo…
“Vogliamo “distribuire” le grazie della signorina piu’ .. razionalmente ed equamente? Imporre a ognuno di andare da un barbiere/parrucchiere deciso dallo Stato invece che da quello/a di fiducia? Chi decide, la “maggioranza” al posto dell’individuo? Si capisce il profilo decisamente liberticida della cosa.”
E’ a livello di delirio pari al Borghezioche parla di Europa islamizzata con gli ayatollah che fra poco ci comanderanno.
E non diciamo che sono iperboli perchè l’esempio partiva esplicitamente dalla metafora, e le figure retoriche un pochetto le so.
@Calvin
In economia ORA prendono le distanze!
Ad inizio campagna non erano cosi lontani, quindi non hanno un piano, ma sono corsi a chiudere le stalle dei simpatizzanti per non farli scappare tutti.
Per tornare all’articolo, è facile intuire la “rosicata” dell’articolista (da notare che non è colpa di Obama se il meglio dei Repubblicani è Mc Cain), soprattutto quando estremizza situazioni (vedi la Jolie… poteva fare un esempio su un Manager che guadagna milioni come noccioline e qualcuno gli chiede di prenderne di meno e redistribuire il resto, ma non sarebbe stato anti-Obama), quando disperato saluta l’American Dream (lo stile che oggi ci porta ad un bel World Nigthmare), quando “critica” la campagna mediatica (ribadisco non è colpa di Obama se McCain non riesce a tirar su dagli “sponsor” manco i soldi per il caffe) e soprattutto quando critica i contenuti di questa campagna (scordandosi bellamente di tutta la merda tirata su Obama dalla Clinton prima e da McCain-SqualoPalin dopo).
Vorrei far notare che il concetto di pressione fiscale (traduzione di “mi aumenterai le tasse”) è abbastanza discutibile. Infatti si puo’ tranquillamente aumentare la spesa e non le tasse (o addirittura diminuirle) basta far aumentare il debito pubblico. Ora la discussione sulle tasse di Joe mi sembra un’idiozia perchè prima della crisi l’amministrazione Bush ha fatto esplodere il deficit aumentando la spesa pubblica (militare) per cui il sig Joe dovrà pagare in futuro, per la crisi poi il governo degli stati uniti ha speso 700 miliardi di euro che in parte non torneranno, il sig Joe dovrà pagare anche questi. L’impatto di un aumento, sacrosanto, del walfare rispetto a questi cicloni è marginale, oltretutto a certe condizioni il welfere (es la scuola, o la sanità pubblica) creano ricchezza nel medio periodo (questa ovviamente è una mia idea, ma facilmente argomentabile)
Sulle tue domande, mi rispondi prima tu ad una. E’ vero che il modello liberista che tanto ammiravate (voi “liberisti selvaggi” italiani) era una fuffa gonfiato dal debito?
Credo che il paragrafo che tanto ha fatto imbestialire AG intendesse solo spiegare in termini ipersemplici (pure troppo) cosa si intende con eguaglianza à la Walras e perché agli americani piace poco. Secondo me entrambe le cose si potevano spiegare meglio (senza fare esempi si spiegava molto piu’ semplicemente con un paio di formulette matematiche ahahahahah), pero’ pure te AG… Facciamo una prova?
ATTENTO HAI UN LIBERALE SULLA SPALLA!
AHAHAH SCHERZETTO. PAURA EH?
A me la risposta di Obama è sembrata perfettamente sensata e coerente con quello che ha sempre sostenuto in campagna elettorale. Si può essere d’accordo o no, ma gli si deve riconoscere di non aver usato vuoti stereotipi, di non avere affatto eluso la domanda, di aver un’idea ben precisa e di cercare di metterla in pratica.
Per quanto riguarda Joe l’idraulico (al secolo Joe Wurzelbacher), stanno venendo fuori cose interessanti sul suo conto… Per esempio che non è affatto sul punto di comprare la ditta come ha affermato (dichiarazione del suo capo), pare sia imparentato con Charles Keating (andate a cercare su google chi questo signore e quali siano i suoi legami con McCain).
Che abbia ricevuto la più classica delle imbeccate?
No nienta paura.
Ho il Baigon Scarafaggi e Tafani sempre con me…
FFFFFFFFFFSSSSSSSSSSS…
Ammazza il liberista col Flit!
e tanto per restare in tema con Calvin, vorrei spezzare una lancia in favore di una cosa sulla quale sia Calvin che AG che Abr saranno d’accordo:se socializzano la Jolie, prima o poi il turno toccherà anche a noi. Una prospettiva interessante, no?
Oh vorrei far notare che il joe the plumber non esiste. E’ solo un dipendente che per’altro non si chiama manco joe.
http://www.thevaneljournal.com.....umber.html
P.S. liberista e non liberale, i vecchi liberali io li adoro anche se ci litigo. I vecchi liberali sono quelli che ti dicono “specula pure, ma se poi fallisci vai a chiedere la carità.” I liberisti sono quelli che dicono “specula pure, poi male che vado tagliamo un po’ di welfare a dei poveracci per coprire i tuoi buchi”.
Sottile differenza nevvero?
Fra l’altro la cosa che mi ha imbestialito di più non è tanto il paragone con l’Angelina, che infatti ce la DEVE DARE, quanto sganciare il concetto di libertà dai vincoli sociali minimi e basilari, quali eguaglianza e la fraternità.
Entrambi concetti (soprattutto il primo, l’altro è un po’ mischiato colla fraternità di tipo cristiano-protestante) fra l’altro ben presenti nella carta costituzionale degli USA.
@TETSUO
Scusa sai, non mi piace fare il saputo, ma mi pare che tu non abbia la piu’ pallida idea di chi sia McCain. Per la cronaca, è uno dei pochi pirla che da senatore andava difendendo il NAFTA quando si giocava a scaricabarile perché la globalizzazione piaceva meno agli elettori. Per non parlare dei temi etici (anche se adesso gli tocca nascondersi dietro a un dito). Non è che l’hanno scelto e poi ha cambiato idea, l’hanno scelto proprio perché era il candidato piu’ lontano dalla presidenza attuale.
Mi sembra che i commenti nefasti su questo articolo siano esagerati. Ok è pieno di iperboli e probabilmente l’America non raggiungerà lo squallore italiano neanche dopo Obama. Ma ci sono alcuni punti in cui le iperboli le avete fatte voi criticandolo. Ora, la risposta di Obama è una risposta socialista. Puro socialismo utopico e redistributivo. Che in America fortunatamente non piace. Il socialismo, nelle estreme conseguenze (ovvero dove ci stiamo buttando noi europei) porta proprio al parrucchiere di Stato. Tanto è vero che noi abbiamo già la scuola e la sanità di Stato. Certo ti dicono che puoi scegliere, ma nel frattempo ti tolgono tutti i soldi per scegliere quella “di fiducia”, e quindi non scegli una fava.
Poi arriva il momento che sei talmente povero da non poter andare neanche dal parrucchiere, ed ecco il buono parrucchiere… Del resto non lo inventa ABR che l’interventismo porta al socialismo reale. Lo dice Mises.
Ancora. Scusate, benché liberté egalité e fraternité siano di principio giustissimi in un mondo libero, in Europa sono stati stravolti.E sappiamo tutti che:
liberté è diventata libertà DI invece che libertà DA.
egalité è passata dall’essere uguali di fronte alla legge, ad un “egualitarismo” che starebbe alla base del principio redistributivo che non sta né in cielo né in terra, fino a che non legalizziamo il furto privato ad opera di chi ha meno nei confronti di chi ha di più. Infine, fraternité da “non fare del male al prossimo” è divenuta la scusa per applicare prelievo fiscale selvaggio. Mi sembra piuttosto giusto dirlo.
Per il resto, sono daccordo che i due candidati sono talmente scarsi e politicamente ammanicati con le rispettive lobby che sostanzialmente cambierà poco. In ogni caso, dovessi scegliere, sceglierei colui che non mi mette meno le mani in tasca.
Hai capito il Mc Cain
E Obama sarebbe quello che gioca sporco secondo la vecchia scuola di Chicago?
Avere sanita pubblica e scuola pubblica… che schifo!
Cancellate st’articolo che fate più bella figura va!
L’unica cosa buona di quest’articolo è aver scosso il barile così che i topi liberisti adesso si fan vedere. Liberisti poi all’italiana caro LibertyFighter.
Infatti egalité non significa solo “uguaglianza di fronte alla legge”, ma anche uguaglianza delle condizioni di partenza.
Vuol dire che tu puoi avere successo anche se non sei figlio di Colaninno ed è per questo che le scuole devono essere pubbliche, per dare a tutti la stessa possibilità educativa di base, e ci deve essere una imposta di successione, per cercare di riportare le condizioni in cui gareggiare uguale per tutti.
E queste cose sono alla base dell’American Dream, dove appunto non si è tolta, come da noi liberali alle vongole, l’imposta di successione per i grandi patrimoni. Dove anche le istituzioni educative private di grande prestigio abbondano in borse di studio per i meritevoli perchè gli imprenditori si “autotassano” per avere una classe dirigente capace e non evadono il fisco per comprarsi il nuovo SUV.
Il concetto redistributivo “europeo” è dovuto a ideologie populiste dittatoriali che si basavano e si basano) sul consenso “comprato” e non guadagnato coi risultati. E questo concetto sinceramente fatico a riconoscerlo in tanti stati europei di solide tradizioni socialdemocratiche mentre lo vedo bene in Italia.
Mettere le mani in tasca? Guarda io non te ne metterei nessuna, però tu devi rinunciare alla protezione statale. Ti devi arrangiare da te. Sia che ti vengono i ladri, sia ti venga un tumore, sia che tu debba andare in bagno (niente fogne caro, sedia col buco), sia tu debba camminare per strada (paghi il pedaggio sennò son legnate) eccetera, eccetera… Sicuro di avere le risorse per potere essere autosufficiente?
Saresti “free game” come si dice in inglese. E avrei un gran gusto ad essere un “hunter”
“Cancellate st’articolo che fate più bella figura va!”
Hai già detto la stessa cosa a proposito di un mio articolo riguardante Travaglio. Occhio, che noi gli articoli non li cancelliamo. Ma i commenti stronzetti sì.
(commento cancellato)
visto che non te ne frega, come tu stesso hai fatto presente nel commento cancellato, eccoti servito. Baci.
Grande AG. Fondiamo l’AG fan club?
PS Mi dicono dalla regia che ieri McNonn da Letterman era imbarazzato come un bambino beccato col pornazzo in mano tentando di difendere le gaffe sue e della Palin, che aveva accusato l’ottenne Obama di far comunella coi terroristi…
“Mi dicono dalla regia che ieri…”
Qui il video: http://www.youtube.com/watch?v=v48l5s8qryk
Andiamo con ordine AG.
L’uguaglianza delle condizioni di partenza è una emerita idiozia. Per farla dovresti impedire che i genitori si prodighino per assicurare un futuro migliore ai figli. Ancora meglio se i figli venissero tolti ai genitori, istruiti dallo stato e poi lasciati in un monolocale di 20 mt quadri e una pacca sulle spalle dicendogli: vai. Che l’uguaglianza delle condizioni iniziali sia utopica, irrealizzabile e pericolosa, è ormai assodato da qualunque testo di economia austriaca. Che non rispetti la proprietà privata mi pare banale visto che si tratta di espropriare il lavoro di un genitore per impedire che ne usufruisca il figlio, che sia sostanzialmente un provvedimento di stampo socialista in senso misesiano o se vuoi comunista in senso comune, mi sembra logico.
L’unico che ancora ci insiste è Fini ad Atreju.
Il fatto che poi tu Stato “tassi i grandi patrimoni” serve solo a farti intascare soldi per i tuoi porci comodi. Ma non evita il fatto che il figlio di Warren Buffet stia in partenza meglio del figlio della colf dell’Arkansas. Però in compenso ti sei divertito ad espropriare.
In america gli imprenditori si autotassano. Il che significa che non vengono tassati. Da noi non si autotassano perché lo Stato gli ruba già oltre il dovuto. Vuoi per caso fare un paragone tra i livelli di tassazione americana ed italiana? Non hanno bisogno di evadere per comprare un SUV…
Il concetto redistributivo europeo, è conseguenza diretta dell’ideologia socialista, anche quella delle “uguali condizioni di partenza”. Il fatto che in Italia sia più evidente è dovuto solo allo stato più marcescente della nostra società. Ciò detto, è inevitabile per pure deduzioni prasseologiche, che gli altri stati socialdemocratici vadano nella stessa direzione dell’Italia. Non puoi scordarti di retroazionare un sistema e poi sperare che rimanga stabile, per dirla in gergo elettronico.
Accetto la sfida del rinunciare a tutto. Tu Stato, garantisci la libera secessione a livello di proprietà privata. Tanto, se sei sicuro che i tuoi servizi obbligati valgano il prezzo del biglietto, nessuno sarà così scemo da secedere. Poi come si difende dalle rapine in villa che tu così bene reprimi? O dalle aggressioni in chiesa, a bordo strada, dai furti dagli scippi. Come farebbe a morire di cancro da solo, senza il supporto dello Stato? Negli ospedali pubblici si muore di cancro in maniera molto bella. E poi, come faresti da solo ad accumulare la monnezza davanti casa? Devi pagare lo Stato che lo fa molto più efficientemente.
Ripeto. Se secondo te io ci rimetto. Perché lo Stato interviene con l’esercito in caso di secessione?
AG per curiosità.. Hai letto “Socialismo” di Mises?
Ma che è sta economia austriaca che basta citarla perchè sia La Verità?
A me non interessano nomi, citazionio, ecc… logica stringente ci vuole.
“visto che si tratta di espropriare il lavoro di un genitore per impedire che ne usufruisca il figlio”
No, è prendere parte di quei soldi perchè anche il figlio di altri abbia più opportunità (se non uguali, che ovviamente è utopico, è un obiettivo a tendere).
Se non lo capisci, benissimo. Sei come quei nobili francesi, completamente inutili e parassitari, che a fine 1700 decisero di non rinunciare alla loro immunità fiscale. Non fecero una bella fine…
“Accetto la sfida del rinunciare a tutto.”
Spero per te che tu ti possa permettere un ottimo giubbotto in Kevlar.
Siete proprio come gli ecologisti NIMBY, la centrale elettrica a 10 km no, però mica vanno a lavar i panni al fiume e leggono al lume di candela.
I soliti froci col culo degli altri, quelli non austriaci ovviamente.
dopo aver apprezzato Libertyfirst vs AG (addirittura di persona e addirittura a cena, e all’epoca ai punti e di un soffio vinse LF), adesso vediamo come va Libertyfighter vs AG
Vuol dire che tu puoi avere successo anche se non sei figlio di Colaninno ed è per questo che le scuole devono essere pubbliche, per dare a tutti la stessa possibilità educativa di base
Ehm, non ho capito come da A (avere successo anche se non sei figlio di) discenda necessariamente B (le scuole devono essere pubbliche)… Intendo, per avere A la condizione B è al piu’ indifferente…
Se mi trovi un sistema migliore che possa assicurare a tutti, senza esclusioni, l’istruzione di base. Il seminario?
Perfino negli USA l’istruzione di base è pubblica.
“Ehm, non ho capito come da A (avere successo anche se non sei figlio di) discenda necessariamente B (le scuole devono essere pubbliche)… Intendo, per avere A la condizione B è al piu’ indifferente…”
Semplice se non sei figlio di, non hai i soldi per andare alla scuola privata… ergo se non esiste la scuola pubblica, tu rimani a pulire i cessi.
Vedo che la meritocrazia, tanto osannata da certo liberismo contro lo stato brutto e fetente, non esiste più. Le condizioni di partenza non sono “diamo a tutti cento euro togliendoli a chi ne ha 200 per fare in modo che siano tutti allo stesso livello”. Agire sulle condizioni di partenza e più in generale sul contesto significa evidentemente rendere possibile a tutti - ricchi e non - l’accesso ai posti in società, in azienda e ovunque a qualsiasi livello. Questo perché è oggettivamente ingiusto che una persona capace debba pagare per essere nata in una famiglia povera, vendendo una capra ignorante che dirige un’azienda solo perché era del papino. Meritocrazia, si chiama, non statalismo. Ed è lo stesso motivo per cui, dice AG, la scuola deve essere un servizio BUONO e pubblico. Perchè la privata è un plus che se vuoi devi pagare, ma io, Stato, devo garantire a tutti i miei cittadini un servizio di qualità e che dia determinate possibilità. E’ ovvio che sia condizione essenziale (rettifico: lo sarebbe in un Paese non schifosamente famigghiare come il nostro) perchè se non hai cultura e non alleni l’intelligenza a certi posti non puoi aspirare. Ma non mi sembra un discorso così fuori dal mondo e anzi credo sia quasi alla base del liberismo, d’altronde un’azienda non deve forse competere alla pari con le altre? Non è forse il liberismo una dottrina che auspica l’assenza dello Stato affinché le imprese siano “uguali” e ugualmente possano nascere, crescere, e vedersela con la concorrenza? Come, le aziende si e le persone no?
Il Washington Post ha fatto l’endorsement per Obama. Più in Amerika si sbilanciano per lui, più in Italia piace meno. Attualmente gli unici fan di Obama senza se e senza ma in Italia sono Walter Veltroni, che per non farsi venir dubbi su Obama se n’è andato a New York, e Mario Adinolfi, per questioni di marchio.
Ci sarebbero anche i ggiovani, Scalfarotto, Sofri, il circolo Obama. Ma l’ultima posizione netta di Luca Sofri l’han chiusa per mancanza di pubblico.
La socializzazione della Jolie l’ho trovata brillante dal punto di vista narrativo, ma personalmente passo.
La Jolie ha più tatuaggi che anni, più figli che tatuaggi e due labbra che possono essere considerate vitali solo se sei in alto mare e hai bisogno di un canotto abbastanza ampio su cui poggiare.
@Calvin direi che allo stato attuale la condizione B gioca a sfavore della realizzazione di A. Considerato che fa più soldi un idraulico di un ingegnere nucleare…
@torniamo alla battaglia con AG (ovviamente verbale).
L’economia austriaca è proprio quello che vuoi. Nè citazioni né formule. Solo logica. Si parte da un assioma (l’uomo è un essere che agisce, ovvero usa dei mezzi per ottenere dei fini), e da lì si deriva tutta l’economia attraverso passaggi logici.
“No, è prendere parte di quei soldi perchè anche il figlio di altri abbia più opportunità ”
Utopico. E’ semplicemente avere una scusa populista per sottrarre soldi da persone che se li sono guadagnati e distribuirli per comprarsi voti. Aggiungo. Sarà sempre così, qualunque barzelletta tu possa raccontare a te stesso per convincerti del contrario. La solidarietà va di passo ad un concetto che avete difficoltà a capire: VOLONTARIETA’.
Il paragone con i nobili è piuttosto stupido. Intanto, a differenza dei nobili, noi lavoriamo e produciamo. Quindi inutili e parassitari proprio no. Secondo. Ti sfiora che i nobili non volessero essere tassati perché sapevano benissimo che era l’equivalente di essere derubati legalmente, ed avendo l’influenza per opporsi hanno provato a farlo, mentre il popolo accettava supino perché non se lo è mai cagato nessuno?
Riguardo al Kevlar…
Ti ricordo che però a differenza tua, io posso girare con un kalasnikov e difendermi. Tu invece quando vieni aggredito, devi sperare che le forze dell’ordine non arrivino con i soliti 70 minuti di ritardo…
Poi, chi ti ha detto che non voglio la centrale elettrica a 10KM? Io mi voglio mettere le pale eoliche sul mio terreno. Terzo. Non so che liberisti hai conosciuto, ma ti assicuro che il mio pensiero è proprio. Specula e rischia. Ma se fallisci sono cavoli tuoi e non chiedermi un euro.
Solo che poi arrivano i socialdemocratici e per salvare il sistema si stampano soldi e finanziano le banche…
“La Jolie ha più tatuaggi che anni, più figli che tatuaggi e due labbra che possono essere considerate vitali solo se sei in alto mare e hai bisogno di un canotto abbastanza ampio su cui poggiare.”
….e dolce mi sarebbe il naufragar in quel mare…
Nononono scusate. “Dimostrare” è una robina un po’ diversa dal dire la propria. E mi pare che parecchi manchino proprio il punto, che a me pare proprio banale.
AG, dici bene quando parli di “assicurazione”, ma non sta scritto da nessuna parte che assicuratore e fornitore del servizio debbano essere la stessa persona. Il fatto che lo stato fornisca assicurazioni come ad esempio quella sanitaria (cosa che a me sembra anche sensata perché efficiente, sarò un libbberale anomalo?) non implica che gli ospedali debbano essere statali. Lo stato può benissimo liquidare fornitori di servizi privati. Se io stato “assicuro” contro l’ignoranza dando alle famiglie un “buono scuola” da spendere nella scuola che preferiscono (scuola pubblica, privata, preti, suore, atei, boy scout) credo di aver raggiunto una situazione di “benessere collettivo” superiore che dicendo che deve esserci una scuola pubblica uguale per tutti (che mi fa molto ein volks ein reich ein fuhrer).
no ma davvero state paragonando la redistribuzione del reddito a “brad non pitt non può avere la jolie tutta per sè”?
PATELLO IO TI EVOCO
“brad non pitt non può avere la jolie tutta per sè”
No, ma davvero tu non sei d’accordo con questa GIUSTA ASPIRAZIONE DEL POPOLO?
Shame on you.
Calvin dici? E che buono scuola deve essere, per pagare la retta di una scuola privata “da ricchi”? E i soldi lo stato dove li prende per pagare a tutti quanti la scuola privata?
Tu dirai: beh se sei povero vai a quella pubblica. Eh già! Quando poi abbiamo finito di morderci la coda…
PS: Il LOALZ ha qualcosa da dirti
no! Patello no!
Loska ma tu credi che la scuola pubblica sia gratis? E credi che la retta “implicita” di una scuola pubblica sia tanto piu’ bassa di quella di una scuola privata? Somma il costo del lavoro di tutti gli insegnanti della tua scuola, aggiungici i costi di ristrutturazione degli edifici, eventuali assicurazioni… e dividi per il numero di alunni della scuola stessa: quella è la retta di break even, che corrisponde alla “retta implicita”. Secondo me se fai veramente il conto ti spaventi.
Non credo che sia gratis, ma credo che un “buono scuola” non risolva nulla perché non puoi darne a tutti uno che garantisca il massimo dell’istruzione. E’ quindi più conveniente che sia tu, stato, a garantirla a tutti con la scuola pubblica che serve a quello. Poi ripeto, se c’hai soldi e sei cattolico eblabla li mandi in una scuola dell’Opus Dei ma è una scelta tua. Quel che è giusto è che anche il figlio di un operaio pagato 900 euro possa diventare manager se ne ha le capacità e credo sia conveniente per le stesse imprese. In fondo il sistema di “chi ha i soldi studia e va avanti, chi invece non ce li ha cazzi suoi” è quello attualmente in vigore in Italia. E non mi pare proprio produca questi gran frutti, sia nella sfera politica che in quella economica.
E io ritengo comunque sia meritocrazia questa e non socialismo. Io non voglio togliere ai ricchi per dare ai poveri: io voglio che i poveri abbiano la possibilità di diventare ricchi a patto che ne abbiano la capacità.
In realtà joe the plumber rischia di diventare l’ultimo chiodo nella bara di McCain. Come scrive il Nyt (http://www.nytimes.com/2008/10/17/us/politics/17joe.html?_r=1&oref=slogin)
Joe fa l’idraulico senza averne la licenza ed non paga nemmeno le tasse attuali.
I repubblicani sono proprio disperati per affidarsi a lui. Per intederci: il piccolo o grande imprenditore che diventa ricco evadendo il fisco non ha le stesse probabilità di diventare simpatico agli elettori che avrebbe da noi.
Al diavolo stato, al diavolo scuola pubblica, al diavolo tutto. Io sono per la selezione naturale, il più forte sopravvive e si può trombare la Jolie (a meno che non abbia ucciso anche lei nella foga).
ripeto la mia proposta: collettivizzazione della Jolie. Riflettiamoci.
@ conforti:
EPIC FAIL!
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Beh però non era fonte nytimes >,>
@loska.
Quando ho parlato di dare a tutti 100 euro etc, lo facevo in contrapposizione alla tesi che sia giusta la tassa di successione. Mi permetto di pensare che i fautori delle “uguali condizioni di partenza” non si appiglino veramente alla tassa di successione per garantirla.
Sulla scuola pubblica, sanità pubblica. Premesso che anche il buono scuola e buono sanità/assicurazione statale o quant’altro sono comunque una violazione del diritto di godere dei frutti del proprio lavoro per qualcuno. Il che significa che una parte del tuo tempo è confiscata dallo Stato, il che significa che sei in parte schiavo dello Stato, ebbene premesso questo, accetterei molto di più l’idea di Calvin che l’attuale statalizzazione dell’istruzione e della sanità.
Per due motivi. Pagando un servizio che il cittadino liberamente sceglie, si mettono in concorrenza le strutture, che sono private e non possono che finanziarsi rendendo un servizio ad un paziente (si pensi agli ospedali). Se non lo fanno o si dimenticano pinze negli stomaci, chiudono senza tanti complimenti perché il titolare del buono va in un altro ospedale. Con la sanità pubblica invece, gli ospedali di merda continuano ad esistere perché sono serbatoi di voti etc, etc. Magari il popolano non ci va perché sa che sono di merda, ed intasano altri ospedali migliori. Ma noi continuiamo a pagarlo.
Veniamo all’istruzione
Il fatto che non puoi garantire a tutti una istruzione del massimo livello non cambia le cose. Non lo fai neppure adesso che la scuola è pubblica. Inoltre, danneggi ancor di più il ceto medio. Perché se è vero che c’è una fascia di reddito che senza la scuola pubblica non potrebbe mandare i figli a scuola (a meno di fondazioni private), ricordiamoci sempre che cìè ne è un’altra che potrebbe mandare i figli in scuole di livello migliore se solo non pagasse le tasse per la scuola pubblica. E’ il ceto medio. Due rette scolastiche (pubblica e privata), non riescono a pagarle. Ma magari quella privata da sola invece si. Il ricco chiaramente non fa fatica a pagarne due, e suo figlio partirà sempre da una posizione di vantaggio (a discapito della teoria della partenza uguale). Allora perché non darmi i soldi equivalenti alla spesa x l’istruzione dimio figlio in mano, ed io li uso (magari integrandoli) per mandare mio figlio alla Bocconi? Un altro punto a favore verso una privatizzazione del genere è il diverso approccio di uno studente. Infatti, quando è la famiglia che compie sacrifici per farlo studiare, solitamente l’impegno cresce.
L’unico problema del buono scuola però è che da solo non può funzionare. Per funzionare ha bisogno dell’abolizione del valore legale del titolo di studio. Una semplice analisi prasseologica sul sistema buono scuola/con valore legale del titolo, metterebbe sì in concorrenza varie scuole per ottenere l’iscrizione degli studenti. Ma questa concorrenza sarebbe finalizzata a far loro ottenere il “pezzo di carta” necessario a fare concorsi pubblici. Mentre invece, credo saremo tutti concordi, l’obbiettivo sarebbe formare BENE il giovane. Cosa che si ottiene togliendo il valore legale del pezzo di carta, in modo tale da far valere nei concorsi soltanto il grado di competenza fornito.
Ancora un paio di idraulici e cacciatrici di pellame e il vecchio è andato
Bah, agli entusiasti che stanno sapientemente aizzati riflettendo e ponderando sulla collettivizzazione della Jolie, propongo un supplemento d’inchiesta sul rovescio della medaglia.
Con certe donne coi tatuaggi e per le quali vamp sta per vampiro più che per maliarda, a collettivizzazione propria corrisponde privatizzazione altrui.
Tradotto, non siete pronti a non avere alternative ai resti.
Non collettivizzare se non vuoi essere privatizzato.
Libertyfighter, ricordati che ogni volta che vai al cesso usufruisci di cose che ho contribuito pure io a pagarti perchè gli oneri di urbanizzazione sono solo in parte a carico dell’impresa costruttice.
Ricordati che ogni volta che cammini per strada usi un bene che ho contribuito a pagare con le mie tasse, quindi per coerenza dovresti restare chiuso in casa.
Poi dovresti tagliarti la luce che viaggia su una rete costruita coi soldi pubblici. Il gas per gli stessi motivi. A meno che non tiri fuori che adesso sono aziende private ecc ecc perchè cmq le reti non le hanno costruite con soldi privati. Sono reti “socialiste”, che schifo! Vorrai mica usarle?
Quindi devi andare a comprare la legna per riscaldarti, ma la cenere devi smaltirla da solo perchè il pattume è un servizio pubblico, e tu sei fuori sempre per coerenza. Dovresti comprarti un bel generatore di energia e farti portare il carburante in casa perchè non puoi uscire.
Perchè se esci ti spariamo addosso, tanto tu non esisti, sei fuori, sei “free game”.
Devi solo sperare di essere più veloce a rispondere al fuoco. Meritocrazia
Come nei western con John Wayne (quelli con Clint Eastwood erano già troppo intelletuali e socialisti) che evidentemente devi aver troppo visto fra un testo e l’altro della scuola austriaca.
spero che un giorno il fantasma di olaf palme vi nazionalizzi il culo mentre dormite.
Onestamente l’ultraliberismo mi lascia perplessa, non capisco perché e come questo possa creare una società meritocratica, che è l’unico tipo di società che funziona. E poi davvero, non trovo giusto che una persona debba essere condannata ad una vita da schiavo solo perché è nato da una famiglia non abbiente. Tu non puoi prendere ad esempio il sistema italiano, perchè il sistema italiano non è puro: è marcio. Ed è marcio perché è marcio chi ci vive e chi lo crea. Mi risulta quindi arduo pensare che con altri sistemi, ad es. con maggiore libertà dalla presenza statale, le cose migliorerebbero. Anzi, se permetti, mi viene in mente Hobbes.
Poi spiegami come le cose dovrebbero migliorare perchè io penso che, semplicemente, peggiorerebbero: togli la sanità di stato ma ricorda che a parte i ricchi che non vogliono sia toccato il loro patrimonio, esistono anche i poveri. Quelli potranno andare nelle strutture private MENO COSTOSE, che così non subirebbero nessuna concorrenza. Tanto le altre la gente non se le può permettere. In più se chi fa studi migliori è un “figlio di” non è garantita la sua preparazione: e se è il figlio del direttore dell’Ospedale? Il padre lo caccerà? Non credo proprio, tanto più che il povero se vuole avere speranza di guarire, sempre a canossa deve venire.
Come vedi il sistema non esiste senza la gente che lo vive e che ne determina stortezze e pregi. E’ sulla gente, su quella che merita, che si deve puntare (esattamente l’American Dream che diceva AG). A me non frega di rubare i soldi ai ricchi, non mi anima l’invidia sociale. Io voglio essere sicura che in qualsiasi ospedale io vada, il medico che mi cura E’ PREPARATO. Così a scuola, così ovunque. La vera utopia è credere che “i ricchi” di prestigio che oggi, malgrado il controllo dello stato, hanno reso una merda questo paese, resi più liberi diventino magicamente perfetti cittadini. Io un futuro simile, non lo chiamo liberismo: lo chiamo sistema delle caste, simil indiano. Francamente non mi sembra una bellezza.
Senza contare altre conseguenze come: poveri sempre più poveri, consumi in diminuzione, etc etc. Le utopie sono belle, ma bisognerebbe calarle nella realtà.
In fine, io non sono una statalista. E mi rendo conto che la metà di questi discorsi che facciamo si basano su un assunto, l’onestà del sistema paese, che non esiste. Quello che auspico, ma che necessita di una ripulita totale della classe dirigente, è semplicemente un controllo dello Stato sulla partenza. Io ci sto alla libera concorrenza. Ci sto che esista il ricco, ma preferirei che anche il povero abbia la possibilità di diventarlo se è BRAVO. Se sa espletare funzioni sociali MEGLIO DEI SUOI CONCORRENTI. La libera concorrenza funziona solo se la base è uguale per tutti, non può esistere dove esiste una disuguaglianza sociale accentuata in tutti i settori. Oh, almeno, io la penso così
ma in economia sono una frana autentica, quindi potrei aver infilato tranquillamente una cazzata dietro l’altra
Patello a me no vero ;_;
scuola austriaca che tu evidentemente non hai letto.
AG Ripeto. Non dirmi cosa mi devo ricordare. Te l’ho chiesto io di statalizzare le fogne, di statalizzare la rete elettrica, di statalizzare le strade etc? PS (Via Condotti è una strada privata lo sai?, anche il quartiere Casalpalocco ad Ostia ha le strade private…)
Lotta affinché il tuo stato garantisca l’autodeterminazione a livello di proprietà privata. Poi tagliami gas luce e tutte le altre cazzate. Tagliami la fogna. Al resto, ci pensiamo noi con il libero mercato. Quando saremo una nuova San Marino o un nuovo Montecarlo, o una nuova Svizzera però, non rosicare troppo. Ah, se vuoi, mettiti pure col fucile pronto a spararmi. Vediamo se sei più bravo tu o le nostre agenzie di sicurezza a farti la pelle.
AG Perché non sei a fare cecchinaggio sugli abitanti di San Marino?
Eppure scusa, saranno protetti da 15 guardie in tutto… Sono tutti free game. Vai li e mettiti a sparargli.
Ahahahahahahahahahahhahaahhahaa
Proprio vero che la Basaglia ha fatto danni!
Sai quanto è durato San mArino a far la voce grossa dopo che Visco mise la Finanza alle frontiere? Manco una settimana.
E sai che dopo la UE ha negato a San Marino lo status di partner privilegiato quanto ci hanno messo a fare una legge sull’antiriclaggio pressochè identica alla italiana? Un’altra settimana.
Certo visto le condizioni mentali potresti provare a vestirti di bianco, con la tiara e le scarpette rosse nel tuo staterello per poter fare quel cazzo che vuoi, però mi sa che hanno già il copyright sull’abbigliamento e sul crocifisso.
@loska. Capisco le tue preoccupazioni. Sinceramente io definisco “ultra-liberismo” la parte di me che sto sfoggiando con AG. In realtà a me basterebbe uno Stato che garantisse la difesa dalle aggressioni di Stati esteri. Per quanto riguarda tutte le tue obiezioni, ho una risposta più o meno per ciascuna di queste. Solo che per descrivertele mi ci vuole un commento lungo una quaresima. Come fare? Se te la senti ti scrivo in PVT… Oppure ti avvicini al mio blog e ne discutiamo lì… Non so. Qui non mi pare il caso. Il discorso libertario/liberista è coerente e funziona, ma parte da alcuni concetti tra cui la cosiddetta economia austriaca che vanno spiegati, altrimenti non si capisce.
PS L’economia austriaca è facile. Non contiene neppure una formula matematica. Assomiglia più ad un discorso di filosofia e di logica che ad un trattato di Macroeconomia.
Fammi sapere
(cit)”non ho cazzi di discutere seriamente con delle versioni liberiste dei cappottoni di lotta comunista”
Patello, mi piacerebbe capire chi sono i cappottoni di lotta comunista punto primo, punto secondo come possano esistere versioni liberiste di tali cappottoni e punto terzo come tu abbia potuto pensare che a qualcuno fottesse qualcosa della tua discussione seria. E già che ci siamo, punto quarto, quando mai ne hai fatta una in mezzo a commenti pregnanti come “articolo del cazzo” e via discorrendo.
“In realtà a me basterebbe uno Stato che garantisse la difesa dalle aggressioni di Stati esteri.”
Quindi niente polizia, sanità, eccetera. Ripeto tutto benissimo finchè uno vive come uno stilita (quegli anacoreti che si rifugiavano in cima ad una colonna a pregare e vivevano della carità dei fedeli).
Però se metti un piedino fuori dalla tua stradellina privata tu utilizzi beni pubblici, che tanfano insopportabilmente di socialismo.
L’obiezione “non lo ho mica chiesto io di statalizzare le strade” non funziona logicamente.
Primo perchè sono state costruite dallo stato, e non le hai costruite né te né la tua famiglia coi vostri soldi. Secondo perchè non accettando come legittimo lo stato tu devi rinunciare ai suoi servizi. Sennò ricadiamo nel famoso “froci
col culo degli altri.”
Infatti scrivendo qui stai pure usando una rete telefonica pagata con le tasse mie e della mia famiglia dagli anni ‘50.
Anche questo non lo trovo tanto coerente.
Aspetto risposta tramite piccione viaggiatore, rigorosamente allevato autarchicamente nella strada privata.
@libertyfighter
maddaloska@gmail.com scrivimi là, me la sento, posso farcela
:D
allora. dico la mia.
in questo articolo c’è una parte fattuale, e una parte in cui si esprimono più o meno velatamente le teorie di chi lo scrive.
su questa seconda parte non sono molto d’accordo e trovo che ridurre la risposta di obama a “socialista” e “liberticida” sia, francamente, un po’ una cazzata.
anche il paragone con la jolie è divertente, ma alla resa dei conti, pretestuoso.
la ricchezza si può dividere e condividere, la jolie no.
comunque sono tesi importanti, che andrebbero argomentate, e a me dispiace vederle buttate lì in un articoletto in cui si dice di parlare di qualcos’altro (la storiella di joe the plumber).
just my two cents
“la ricchezza si può dividere e condividere, la jolie no.”
MA COME NO?
LIBERISTA DEL CAZZO!
poi scusa gregory, ma non sono d’accordo sul fatto che quest’articolo dica solo cose “vere” contrapposte a cose “false”.
quando si dice “Non stiamo qui a sprecare inchiostro per svellere dalle basi una affermazione cosi’ apparentemente corretta ma di fatto poco fondata” mi spieghi dove sta il vero o il falso?
sta solo dicendo come la pensa, il che mi interessa a livello sociologico ma molto poco a livello giornalistico.
non dico che non possa esprimere le sue opinioni, ma c’è gente che le proprie opinioni le argomenta in cinquecento e più pagine (vedi i citati nozick e rawls).
quindi se questo articolo vuole essere un resoconto di quanto accaduto a obama è quanto meno fazioso o confuso (mischia i fatti con le opinioni).
se vuole essere invece un’argomentazione a favore del liberismo è quanto meno superficiale.
(il mio precedente post era solo per far vedere che sono uno spirito libero, e non un giornalettista assoldato al soldo del vice-padrone. un po’ come montanelli insomma. ovviamente ossequi)
@vertiCoz
Oh, so’ tornato su a rileggere per vedere quando ho detto “contrapposte a etc” e mica l’ho trovato. Però ti ricopincollo questo:
“scusa, eh, sai che a me Obama non sta granché simpatico e quindi magari sono di parte. Però, andando oltre le prime tre righe:
- “Barack nei suoi anni alla Camera dell’Illinois ha votato “present” (ne’ si ne’ no) per 130 volte e in 4 anni di Senato Federale non c’e’ memoria di progetti importanti a lui riconducibili”
E’ vero o è falso?
- “Per non parlare del falso storico e della disonesta’ intellettuale obamiane nell’addossare tutte le responsabilita’ della crisi finanziaria su un mai avvenuto indebolimento di regole e controlli in Borsa attuato sotto Bush, da parte di uno che collabora ancor oggi con i maggiori erogatori e beneficiari di mutui subprime, le Fannie Mae e Freddie Mac gestite da boiardi democratici e le Associazioni dei “Community Organizer” come la Acorn”
E’ vero o è falso?
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