La bufala del mandato d’arresto per il Papa

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I cercatori di visibilità si sono scatenati a ruota dell'annuncio delle sue dimissioni

Tra le tante voci e supposizioni che hanno circondato le clamorose dimissioni papali si è letto di tutto, ma che il Papa sia dimesso per schivare un mandato d’arresto, spogliandosi così dell’immunità che gli spetta come capo di stato del Vaticano è davvero incredibile.

QUELLI CHE PARLANO CON GLI UFI - A diffondere la “notizia” è stato il sito degli aspiranti Guerrieri della Luce, uno di quelli che discutono le rivelazioni che gli alieni distillano attraverso i “canalizzatori” ovvero un gruppo di persone che dice di avere collegamenti telepatici intergalattici con gli alieni, che il 21 dicembre scorso avevano assicurato loro l’inizio della “Ascensione”, un delirio simile alla fine del mondo dal quale si salverebbero salvati “evolvendo” solo alcuni fortunati tra i credenti in queste baggianate.

IL MANDATO D’ARRESTO - Questa volta quelli della Federazione Galattica di Luce però non c’entrano  e la notizia del mandato d’arresto contro il Papa era presa dal sito del International Tribunal into Crimes of Church and State, che assicurava di aver ottenuto un mandato d’arresto per Ratzinger, da eseguirsi dopo il 15 di febbraio. Anche quelli del Tribunal into Crimes of Church and State sembrano però una ristretta compagnia di persone dalle buone intenzioni e dalla relativa attendibiltà, tanto che persino il sito che parla con gli alieni ha un certo punto ha ritenuto opportuno rimuovere la pagina e sostituire l’articolo con un altro a tema papale, questa volta  ripreso da Sergio Di Cori Modigliani, che sul sito di quelli che parlano con gli ufi, in effetti ci sta come un pisello nel suo baccello.

NON FINISCE QUI - Esaurita quindi l’indagine su questa voce, che ovviamente in queste ore ha cominciato a vivere di vita propria e a incuriosire più d’uno, non resta che predisporsi all’attesa di nuove levate d’ingegno, che in occasioni storiche come questa s’esauriscono solo nel medio periodo,  ai loro autori ci vuole un po’ per pensarle e metterle in scena come si deve.