L’attacco viene dato per imminente ormai da cinque anni. In realtà, l’opzione militare continua ad avere due ostacoli: uno logistico, l’altro politico
Da qualche settimana, le voci che dichiarano oramai imminente un attacco israeliano contro l’Iran si sono moltiplicate in maniera impressionante. Bisogna crederci? Sono parte di uno spin mediatico o riflettono realmente l’evoluzione delle dinamiche militari in atto? In questo articolo cercherò di dare una breve risposta.
CINQUE ANNI – In primo luogo, bisogna ricordare che l’attacco contro l’Iran viene dato per imminente oramai da almeno cinque anni. Nel settembre 2005, di fronte alle voci che, appunto, davano anche allora per certo l’attacco, scrissi un articolo sul sito online della rivista Ideazione dal titolo eloquente: perchè una guerra all’Iran non è possibile. E’ brutto citarsi. E’ ancora più brutto ricordare di avere avuto ragione. E’ sempre meglio, però, di aver fatto una previsione completamente errata come quelle dei vari Podhoertz, Schlesinger, Ledeen e compagnia cantante. Nel frattempo, però, sono passati cinque anni e l’Iran ha fatto certamente dei passi avanti nello sviluppo della sua tecnologia nucleare. La domanda è quanto grandi siano stati questi passi. Non lo sappiamo. Nel 2007, il NIE (National Intelligence Estimate) affermò che l’Iran non avrebbe raggiunto la tecnologia necessaria per fabbricare un’arma nucleare prima del 2013. Nel 2009, nuovi rivelazioni dell’intelligence USA hanno alzato il livello della minaccia. Negli ultimi mesi, lo stesso presidente Obama ha alzato i toni contro l’Iran, segno (forse?) di un incremento della minaccia nucleare iraniana. Bisogna dunque concludere che Israele attaccherà?
LO SPIN MEDIATICO - Dipende. Personalmente, pur non potendo escludere questo sviluppo, non sono ancora convinto che possa avvenire. In primo luogo, questo spin mediatico ha un solo effetto: quello di mettere sull’attenti l’Iran. Un attacco contro i reattori nucleari iraniani richiede, per la sua riuscita, l’effetto sorpresa. Lo spin mediatico sta solo producendo il risultato opposto. Per fare un esempio, nel settembre 2007, Israele ha distrutto un sito siriano intento a sviluppare armi nucleari. Nessuna informazione sul sito era stata resa nota sui media internazionali. Nessuna voce di un attacco fu rivelata. Dell’attacco si seppe solo nella primavera 2008 (sette mesi dopo) quando l’amministrazione Bush, volendo far fallire il dialogo tra Israele e Siria, rese noti i dettagli dell’operazione. Vi sono poi considerazioni puramente operative e militari. Uno studio del 2007 pubblicato sulla rivista International Security rivelava come Israele avesse i mezzi per portare a termine l’attacco con succeso. Queste considerazioni valgono, ovviamente, sulla carta. Come Clausewitz ha detto quasi duecento anni fa, la guerra è estremamente semplice. Ma in guerra, anche le cose più semplici diventano difficili. Un attacco all’Iran richiede segretezza, sorpresa, coordinamento, operazioni complicate da un punto di vista logistico, fisico e psicologico. Il minimo errore può essere fatale per tutta l’operazione. Israele, dunque, è chiaro che vorrà compiere questo passo quando non vedrà davvero altre alternative.




Questo commento somiglia molto ai pronostici sempre azzeccatissimi che il celebre giornalista Maurizio Barendson decenni fa sviluppava sugli incontri tra Roma e Lazio:”La Roma potrebbe vincere facilmente,ma non è escluso che la Lazio,facendo leva sull’orgoglio,riesca a portare a casa il risultato,così come potrebbe anche accadere che tutto si risolvesse in un salomonico pareggio.”
E’ evidente che non sei abbastanza addentro alla politica internazionale per rilasciare commenti dotati di senso: l’analisi serviva a confutare proprio i pronostici di “guerra a brevissimo” appena rilanciati sulla scena internazionale. E infatti, il giorno dopo, anche sul NYT è uscito un commento simile. Capisco che aprire la fogna per dire la propria sia un modo per sentirsi vivi, ma farlo così, alla cazzo di cane, non è che aiuti molto…
“non hai colto il senso dell’articolo, caro Ipazia, che è appunto una critica a quelli che fanno previsioni e un analisi del perchè la situazione sia in realtà molto più complessa…”. Ecco, anche così andava bene Gregorj, senza per forza insultare chi commenta…
AF, devi sapere che la signorina ha per hobby quello di mettere commenti del genere a bizzeffe. Per questo, le due volte al mese che le si risponde, bisogna ricordarglielo.
Quanta acrimonia ( Di cui non si comprende bene l’origine )per un commento svolto in funzione prevalentemente fatica!
si scrive con la à.
sono una cosa:
“l’IDF (l’aeronautica militare israeliana”
no, sono le “forze di difesa israeliane”, non solo gli aerei!