Il Giornale: Fini ha comprato i mobili dei Tulliani? E lui querela

13/08/2010 - La casa di Montecarlo arredata da Elisabetta, e il presidente della Camera sarebbe stato visto nel negozio mentre approvava gli acquisti nel 2009. L’ex leader di An annuncia querela per diffamazione Il botto di Ferragosto è arrivato. Il Giornale di

     
 

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La casa di Montecarlo arredata da Elisabetta, e il presidente della Camera sarebbe stato visto nel negozio mentre approvava gli acquisti nel 2009. L’ex leader di An annuncia querela per diffamazione

Il botto di Ferragosto è arrivato. Il Giornale di oggi scrive sicuro in prima pagina: la casa monegasca l’hanno arredata la Tulliani e l’ex leader di An, che al mobilificio firmava autografi e sarebbe stato riconosciuto mentre la compagna sceglieva i mobili per l’abitazione del fratello.

PISTOLA FUMANTE? - La notizia circolava ieri tra i parlamentari vicini al presidente del Consiglio: “Fini e sua moglie sono stati visti in un negozio di arredamento mentre sceglievano i mobili”. Anche perché, nel negozio di via Aurelia, peraltro vicino alla sua abitazione, il presidente della Camera si sarebbe recato almeno un paio di volte: i testimoni sarebbero quindi parecchi. E’ primavera 2009 quando Elisabetta Tulliani si presenta nel negozio con progettista a seguito. Alcune settimane dopo si sarebbe passati all’elaborazioni dei preventivi. E in queste occasioni, la Tulliani si sarebbe presentata nel negozio sempre senza il marito. È soltanto dopo che Fini avrebbe accompagnato – e in più occasioni – sua moglie Elisabetta nel negozio per dare un’occhiata ai mobili da acquistare. Il mobilificio è a pochi chilometri dall’abitazione della coppia Fini–Tulliani: i mobili, quindi, potrebbero esser destinati all’appartamento romano. Le indiscrezioni, però, aggiungono un dettaglio che sembra indirizzare questa vicenda verso il Principato.

FATTURE E TESTIMONIANZE – Scrive Feltri nel suo editoriale che il Giornale ha recuperato la fattura della cucina e di altri arredi, e raccolto la testimonianza del gestore della rivendita. Discutendo di progetti e preventivi, i due avrebbero fatto spesso menzione della casa a Montecarlo, mentre è ancora “ricercato” il trasportatore che ha portato i mobili all’estero. Nell’articolo si spiega che la testimonianza la forniscono due ex dipendenti della rivendita di mobili, che parlano apertamente della Tulliani in ripetute visite nel negozio, e della presenza, in una o due occasioni, di Fini. Scrive il Giornale: «Di certo ricordiamo bene che le telefonate agli spedizionieri erano di questo tenore: “C’è da fare una spedizione molto delicata a Montecarlo per la terza carica dello Stato”». Il problema era sentito, tanto che, raccontano i due, «spesso anche agli autisti di Tir di grandi aziende, con cui c’era rapporto di fiducia, venivano fatte interviste per sapere se erano disponibili a fare quel trasporto». A Montecarlo? «Sicuramente all’estero. Senza dubbi. Ma in azienda tutti parlavano di Montecarlo. Onestamente non era un segreto, e se lo era lo sapevamo in tanti, comunque. Per capirci, bisognava trovare anche delle squadre di montaggio esperte, non solo portare i mobili. Perché per esempio ci risulta che montando la cucina, rispetto al progetto, emersero delle piccole difformità», rivelano i due ex dipendenti del negozio. Che ricordano come non fu solo la cucina a viaggiare, insieme ai materiali per la ristrutturazione: «Comprarono altri mobili. Certamente delle porte scorrevoli, molto costose e particolari, fatte su misura». E Giancarlo Tulliani? «Mai visto», rispondono in coro”.

VERITA’ O PENITENZA? – Se la ricostruzione del Giornale è vera, a questo punto a Fini non resta che dimostrare che quella dei mobili è una boutade ferragostana di Feltri e soci: gli basterà poco, ovvero far vedere che quei mobili invece sono finiti in tutt’altra casa rispetto a quella in Rue Princesse Charlotte. Se ci riesce, il presidente della Camera vince con un colpo di coda finale il confronto e potrà passare un Ferragosto tranquillo. Se così non fosse, allora significherebbe che lui, nel “messaggio alla nazione” dell’8 agosto, mentiva quando parlava di “sorpresa e disappunto nell’apprendere che nell’appartamento ci abitava Tulliani”. E trarne le dovute conseguenze.

LA REPLICA - Alle 10 arriva la replica di Fini: “Quanto pubblicato oggi da Il Giornale e’ l’ennesima dimostrazione di un delirio diffamatorio che ha portato Feltri ad abdicare ai doveri minimi del giornalista. Pur di denigrare il presidente Fini, Feltri propone ricostruzioni fantasiose basate su improbabili racconti di personaggi che si celano dietro l’anonimato: in questo modo la calunnia diventa notizia, e la realta’ un dettaglio trascurabile. Il tribunale accertera’ la grave diffamazione, e il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti la violazione delle regole deontologiche“. E’ quanto dichiara Fabrizio Alfano, portavoce del presidente della Camera dei deputati. E il Giornale risponde: “In merito alla querela annunciata da Gianfranco Fini, la direzione del ‘Giornale’ conferma il contenuto dell’articolo pubblicato oggi: “Fini e signora comprarono i mobili della casa di Montecarlo”, e annuncia che sull’edizione di domani pubblicheràatture, contratti e nome e cognome dei testimoni“.

     
 

7 Commenti

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  3. grano scrive:

    Fini scrisse: “Qualche tempo dopo la vendita ho appreso da Elisabetta Tulliani che il fratello Giancarlo aveva in locazione l’appartamento. La mia sorpresa ed il mio disappunto possono essere facilmente intuite”.
    La vendita a Printemps avvenne nel luglio 2008 e il passaggio a Timara nell’ottobre dello stesso anno, non qualche giorno fa.
    Si può tranquillamente presumere che a primavera 2009 (“qualche tempo dopo la vendita”) Fini avesse già “appreso da Elisabetta Tulliani che il fratello Giancarlo aveva in locazione l’appartamento”. Una volta ripresosi dalla “sorpresa” e dal “disappunto” (per il trucchettino di quel furbetto del Tulliani, che si è presumibilmente procurato l’appartamento per interposta persona), avrà fatto buon viso a cattivo gioco e si sarà acconciato signorilmente ad accompagnare la signora a fare le compere per il diletto fratello (non facciamo finta di non sapere come sono le dinamiche familiari).
    Dov’è la menzogna? Non c’è, almeno per quanto riguarda questo specifico punto, e dunque non vedo comunque conseguenze da trarre.

  4. Sottovento scrive:

    Mah….Fini e i suoi sapevano senz’altro con chi si erano messi prima…. alleandosi…poi svendendo il partito e ora andando contro il kajmano…..
    Per cui…non ci sono parole!

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  7. luk scrive:

    Fini, a cui parecchi anni addietro avevo dato la mia fiducia, mi ha DELUSO. Lui, come tanti altri, ha messo le mani nella marmellata. Da quando ha conosciuto la Tulliani di 20 anni piu giovane e con precedenti da “donna escort in carriera.. vedi Gaucci)è cambiato sia come uomo politico che come persona al di sopra di ogni sospetto. E’ chiaro a tutti ormai che quella casa l’hanno presa in famiglia sottraendo (reato penale) il vero valore in soldoni al partito (furto?). Che la magistratura quella non politicizzata indaghi a fondo e in tempi celeri e che Fini scompaia dalla scena politica italiana insieme alla sua compagna.

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