Loretta Napoleoni e il favoloso mondo dell’economia

12/02/2013 - di

L'intervento a Piazza Pulita e il litigio con Boldrin

Loretta Napoleoni e il favoloso mondo dell'economia

Loretta Napoleoni ha dato ieri a Piazza Pulita una delle più interessanti prove di sé e della sua conoscenza dei temi economici, insieme all’economista Michele Boldrin, fondatore di Fare per Fermare il Declino, che è servito da cartina di tornasole per la sua competenza. Ecco il video del dibattito tra i due:

LORETTA NAPOLEONI E IL REDDITO DI CITTADINANZA – Si comincia con il reddito di cittadinanza: “Ce l’hanno tutti i paesi europei, tranne l’Ungheria e noi”, dice la Napoleoni. Boldrin la interrompe: “Anche la Spagna non ce l’ha”. E lei: “Io facevo la consulente di Zapatero, la Spagna ce l’ha”, dice la Napoleoni. Su Wikipedia c’è l’elenco dei paesi europei che hanno il reddito di cittadinanza:

(Hartz IV non è reddito di cittadinanza, è sussidio di disoccupazione)

A causa di un complotto demo-pluto-giudaico-massonico dello Stato Imperialista delle Multinazionali, la Spagna non è nell’elenco. La Napoleoni dice anche di essere stata consulente di Zapatero, Boldrini ricorda: “Io facevo il consulente, non ti ho mai incontrato”, e lei cita la Fondazione Ideas per provare la sua affermazione. E’ il comitato scientifico del Psoe.

LORETTA NAPOLEONI E L’EURO – “Il popolo lo vuole”, continua la Napoleoni prima di essere interrotta da Corrado Formigli che lascia la parola a Boldrin. “Noi ve lo diciamo dove tagliare le spese”, dice l’economista riferendosi al programma di FARE. Poi riprende la parola lei: “Il reddito di cittadinanza si può fare, ma deve essere fatto nel modo giusto, non lasciando la gente poi lavorare in nero”. Boldrin: “Non si può fare perché non ci sono i soldi, ma si può tagliare la cassa integrazione e sostituirla, come c’è nei paesi civili come la Spagna (al contrario di quanto ci racconta la signora Napoleoni), c’è il sussidio di dissocupazione convincendoli però a cercare il lavoro”. Il referendum sull’euro? La Napoleoni: “Non si può fare, così come il fondo salva stati e il fiscal compact non possono essere toccati”. Lei sarebbe favorevole a uscire dall’euro? “Assolutamente sì. Noi abbiamo una competitività molto più bassa perché non abbiamo il meccanismo di rivalutazione della lira rispetto al marco”.

LORETTA NAPOLEONI E LA DEFLAZIONE - Boldrin: “Non si può fare per ragioni legali, ma sarebbe anche una pessima idea. L’euro, grazie all’abbassamento dello spread, ci ha fatto risparmiare 5-600 miliardi di interessi. Uscire dall’euro sarebbe una tragedia per i lavoratori italiani, perché per diventare competitivi con i cinesi vorrebbe dire ridurre il salario reale del 60-70%. Ciò che costoro non dicono è che la svalutazione vuol dire ridurre il potere d’acquisto dei lavoratori in modo da renderli uguali a quelli cinesi. Se vuoi competere con i cinesi, devi farlo innovando, non svalutando”. La Napoleoni vuole intervenire ancora: “Mi sembra che la politica che stiamo facendo per rimanere nell’Euro è una politica deflazionista”. La deflazione è “in macroeconomia, una diminuzione del livello generale dei prezzi”. L’inflazione in Europa è graficamente riassunta in questo grafico (preso da qui):

Dov’è la deflazione?

LORETTA NAPOLEONI E LA RIVALUTAZIONE DELLA LIRA – La Napoleoni continua: “Mi sembra che il costo dei salari stia scendendo…”. E poi: “Nel 1992 abbiamo svalutato cosa è successo? Nulla. Anzi. Nel 1996 i conti erano in ordine eppure abbiamo svalutato del 40%”. Boldrin contesta: era del 12-13%. Giuliano Amato, che all’epoca era presidente del Consiglio, in questo articolo del Sole 24 Ore ricorda i numeri veri:

La sera del 13 settembre, Amato comunicava in diretta tv agli italiani la svalutazione della lira «che a conti fatti – rievoca – si attestò tra il 20 e il 25 per cento. Grazie all’accordo di luglio, tenemmo fermissimo il controllo dei costi interni, il che permise alle imprese di guadagnare 20-25 punti veri di competitività».

Il dato del 40% è riportato qui, ma quando si parla di tutt’altro rispetto alla svalutazione competitiva del governo Amato:

Dopo aver esaurite tutte le riserve della Banca d’Italia, in un’ostinata difesa di una parità monetaria insostenibile, ci fu un vero e proprio tracollo della lira. In termini numerici il marco, che ad agosto 1992 quotava 750 lire per 1 marco, arrivò a fine ottobre (vado a memoria) a ben 1300 lire, per poi stabilizzarsi sui 1.050 dopo alcuni mesi. Insomma la lira in 3 mesi perse il 40% circa del suo valore antecedente rispetto al marco tedesco.

E si ricorda il famoso attacco di Soros alla lira. “Se è successo nel ’92…perché non possiamo farlo adesso?”. Risponde Boldrin: “I conti erano in ordine perché i governi Ciampi e Prodi hanno tassato gli italiani in maniera brutale, trasferendo il 7% della ricchezza dalle tasche degli italiani a quelle dello Stato.

LORETTA NAPOLEONI PROFESSORESSA DI ECONOMIA – Infine, l’ultima parte dello scontro ha riguardato il ruolo di professoressa della Napoleoni, negato da Boldrin con relativa incazzatura della dottoressa. Come si sa, la Napoleoni sostiene di essere “docente di economia presso la Judge business school di Cambridge”.Ecco il sito della scuola, analizzato con dovizia di particolari da Riccardo Puglisi qui:

Loretta Napoleoni è “visiting lecturer”, cioè per qualche tempo è ospitata dalla business school per tenere un ciclo di lezioni. Le qualifiche accademiche sono una cosa precisa: nel sistema inglese puoi essere “lecturer” e allora vuol dire che stai cercando di ottenere una cattedra (cosiddetta tenure) ma non l’hai ancora ottenuta. In sequenza puoi essere senior lecturer, reader ed infine professor, tutte qualifiche che implicano il fatto di avere ottenuto un posto a vita, cioè la cattedra. Infine, quando sei sufficientemente stagionato e blasonato, emeritus professor. Purtroppo per Loretta Napoleoni, visiting lecturer è fuori da questo cursus honorum, sorry.

Insomma., per la Napoleoni ieri sera poteva andare peggio. Poteva piovere.

28 Commenti

  1. Luigi scrive:

    Mentre Boldrin diceva alla Napoleoni che lei non è un’economista, si scopriva che il leader del suo partito millantava qualifiche accademiche che non aveva.

    • Bah scrive:

      Un partito che a 4 giorni dalle elezioni fa dimettere il suo leader perchè ha fatto una vaccata, credo sia una nota positiva: significa che finalmente c’è un partito in cui chi sbaglia paga, anche se sta ai vertici… che è anchela svolta che ci vorrebbe nella cultura politica e non italiana!

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