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Mafia, Ciancimino Jr tira in ballo Berlusconi: il pizzino a Provenzano

11 agosto 2010

Don Vito faceva espliciti riferimenti a Berlusconi in un biglietto inviato al boss di Cosa Nostra. E la vedova fa riferimento ad incontri avvenuti negli anni Settanta.

Dopo le minacce al figlio, Massimo Ciancimino aveva detto che non voleva più parlare. Eppure è andato dai magistrati solo qualche giorno fa, per consegnare un pizzino dal contenuto giudicato molto interessante.

100 MILIONI DI SILVIO – Ne parla Felice Cavallaro sul Corriere della Sera, che chiama in causa anche la madre di Massimo “Epifania Scardino, per la prima volta loquace con i magistrati di Palermo ai quali ha confermato il contenuto di un «pizzino» indirizzato nel 2001 dal marito, «don Vito», a Bernardo Provenzano chiamato «Caro Rag.» e con riferimenti espliciti a Silvio Berlusconi. Un invito a distribuire i cento milioni di lire incassati da una trattativa che coincide con le elezioni del 2001. Il testo è top secret, ma chi lo ha letto così sintetizza evocando conteggi in vecchie lire: «Dei 100 milioni ricevuti da Berlusconi, 75 a Benedetto Spera e 25 a mio figlio Massimo». E poi: «Caro Rag. bisogna dire ai nostri amici di non continuare a fare minchiate… E di risolvere i problemi giudiziari…»”. A inquietare è anche la data e l’anno, ovvero proprio quel 2001 in cui si votò per le politiche vinte da Berlusconi, e per le regionali in Sicilia, che videro il trionfo dell’allora Polo delle Libertà. Si era in altre occasioni parlato di flussi di denaro dalla Sicilia alle casse di Berlusconi, ma erano soldi ‘datati’: risalivano agli anni Settanta, quando Silvio stava cominciando a buttarsi nel campo immobiliare. All’epoca i mediatori furono i due costruttori Antonino Buscemi e Franco Bonura, condannati per mafia negli anni successivi.

QUALCHE DUBBIO – Sulla tempestività della segnalazione qualche dubbio tra i pm c’è, e sempre il Corriere ne dà conto. “Varca adesso una nuova soglia Massimo Ciancimino con questo «pizzino» in cui compare Spera, allora longa manus di Provenzano. E la varca con l’aiuto della madre, malata, anziana, ma pronta, con una tempestività sospetta, a trovare una carpetta del marito e a consegnarne il contenuto al figlio Massimo. Sospetta perché tutto sarebbe accaduto due giorni prima della perquisizione ordinata dalla procura di Caltanissetta, quasi un mese fa, in case e ville dei parenti di Ciancimino junior“. Per questo la segnalazione è presa con le molle dai magistrati nisseni e da quelli palermitani, dove, fa notare il Corriere, qualche dubbio si insinua anche sulla data e il conteggio in lire (nel 2001 c’era già l’euro) (fa notare Marco nei commenti che l’euro entra in vigore ufficialmente ,l’1/1/2002), anche se specialmente tra persone di una certa età c’era ancora l’abitudine a pensare, parlare e scrivere con il vecchio conio.

SE NE PARLA DA ANNI – Informa il Corriere che comunque da sei anni aleggia l’ombra di un assegno da 25 milioni del Cavaliere a Ciancimino. Effetto di una intercettazione fra Ciancimino junior e la sorella Luciana, allora indispettita per le difficoltà a trovare un posto di prima fila per il decennale di Forza Italia a Palermo, presente Berlusconi. E il fratello, senza immaginare di essere ascoltato, fu pronto a ricordare che avrebbero potuto sventolare la prova di quel pagamento. Appunto, un assegno, si pensò. Documento mai trovato. Ma adesso richiamato da Massimo Ciancimino con una correzione: «Non si trattava di un assegno, ma di soldi in contanti: i 25 milioni di lire indicati nel “pizzino”, somma che andai a ritirare presso un amico di Pino Lipari…».

5 commenti a Mafia, Ciancimino Jr tira in ballo Berlusconi: il pizzino a Provenzano

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  2. Marco Lambruschi

    E’ bene precisare che l’euro è ufficialmente in vigore dal gennaio 2002 (solo a partire dal dicembre 2001 erano disponibili kit di euro negli uffici postali), quindi i conteggi in lire dell’epoca sono giusti.

  3. Pandora

    Veramente l’euro è stato introdotto come moneta il 1 gennaio 2002.

    Infatti al governo c’era Berlusconi (che aveva vinto le elezioni il 13 maggio 2001) e Prodi era in Europa, tanto che poi Berlusconi cercò di addossare a Prodi l’aumento dei prezzi dovuto invece soprattutto a una cattiva gestione da parte dell’Italia.

    Per il resto lasciamo lavorare i magistrati e diffidiamo delle indiscrezioni che escono sui giornali, che spesso si rivelano non vere, frutto di rivelazioni di fonti che hanno interesse evidentemente a depistare e creare confusione.

    Noto come il Corriere si è affrettato a bilanciare l’articolo di ieri che forse non è piaciuto non essendo denigratorio nei confronti di questo teste scomodo. Avevo pensato che l’inviato da Palermo si fosse passato una mano sulla coscienza dopo la tragedia di lunedì, invece mi sbagliavo. Continua la campagna di delegittimazione anche per dare un chiaro segnale a Massimo Ciancimino che non pensi a ritornare sulla sua scelta di interrompere la collaborazione.

    In questo momento molti in Italia staranno festeggiando per essere riusciti finalmente a mettere a tacere Massimo Ciancimino, colpendolo nel suo affetto più caro, il piccolo Vito Andrea…

    • Josh71

      Massimo Ciancimino non poteva immaginare che la mafia se ne sarebbe stata con le mani in mano, senza cercare di fermarlo con intrimidazioni varie. L’invio di buste con pallottole è purtroppo un classico dell’intimidazione, anche nei confronti di congiunti e figli. Se decidi di collaborare con la giustizia e di svelare alcuni segreti della mafia sai bene che metti a rischio la vita tua e dei tuoi congiunti. Ciancimino lo sapeva benissimo, tanto che ha avuto assegnata una scorta.
      La decisione di Ciancimino junior di non collaborare più mi sembra più una ripicca nei confronti dei giudici che altro. O forse vuole mandare un messaggio a qualcuno, non sappiamo bene a chi.
      La sua collaborazione potrà essere utile, ma non facciamone un eroe. Ricordiamoci sempre che per tanti anni ha vissuto, consapevolmente, dentro la mafia, custodendone alcuni segreti e misfatti. Solo di recente ha deciso di collaborare.
      Gli eroi sono altri, non certo lui.

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