(A una cert’ora) Tutti gli agguati sono uguali
18/03/2009 - Al centro sociale del Don Bosco, prima dei Nar quella mattina è arrivata la polizia. E l’ha evacuato. Ora non resterebbe che rispondere a quei sigilli tornandosene indietro. Ma la notte è lunga. Volendo, qualcuno lo trovi sempre da ammazzare.
Al centro sociale del Don Bosco, prima dei Nar quella mattina è arrivata la polizia. E l’ha evacuato. Ora non resterebbe che rispondere a quei sigilli tornandosene indietro. Ma la notte è lunga. Volendo, qualcuno lo trovi sempre da ammazzare. Perlustrano, cauti, la zona. A Piazza Don Bosco, sono le ventitre, c’è la famosa umanità varia. Drogati, capelloni, lettori del Manifesto. I fratelli Roberto e Nicola Scialabba arricchiscono di sorrisi alla marijuana quel
paesaggio. Quella sera gli va di lusso. Giornali nuovi da mettere sotto i maglioni ed una canna a testa. Fumano beatamente, ingordamente. Per Roberto sarà l’ultima. I fratelli Fioravanti sono entrati in azione. Scesi dall’auto della mamma in sosta, sorvegliati in tutti i sensi (fuga compresa) da Alibrandi, si son diretti verso il primo bersaglio disponibile. Con loro, Anselmi. Il cieco d’Urbino si riconferma tale e spara, senza preavviso agli altri due, ad alberi e motorini: dopo la molotov tirata addosso a quel custode anziché la stamperia del Corsera, ecco un altro episodio tragicomico, la sera, da ricordare. Cristiano Fioravanti, avesse il tempo o in quel momento Sparti insieme a lui, malignerebbe sulla buona fede di tutti quei bei colpi a vuoto e quindi tutte quelle imputazioni in meno.
Valerio, nel cappello da pescatore che s’allunga sulle spalle messo per evitare ogni riconoscimento, invece non ci bada: non spetta a Franco, semmai soltanto a lui, fare il professionista. I colpi all’inizio sembrano scherzi fuori stagione. Ma quando insistono, danno il disordine a tutti. La scena appare chiara dall’inizio. Chi auspicasse finalmente un corpo a corpo de coraggio con la P38 tra gli
opposti estremismi, fallisce misero co’ tutta la Via Paal. I neo-terroristi si aspettavano di più da quella sera e da quel posto, almeno dei colleghi armati. Un duello, leale tanto per cambiare. E invece stanno a fa’ il tiro al bersaglio, su gente poi che non c’entra niente (quasi più di me, penserà Valerio mentre li ammazza). Ed invece l’ok Corral a Piazza Don Bosco ad un quarto dalla mezzanotte, con due canali alla televisione ed Aldo Moro ancora vivo nel suo letto, tra i figli di papà ed i figli di nessuno, i fratelli Fioravanti e gli Scialabba, s’è tramutato beffardamente (se chi sta lì a sparare lo fa perché è braccata pecora) in un macello. Fascisti armati contro gli strafattoni, in diretta dal mattatoio. Quello di Cristiano è scappato. Melone spara con rabbia perché anche stasera sarà il numero due: però Nicola è salvo. Roberto è di Valerio: bang bang, si gira.













bravissimo !
aho nun c’ho capito na mazza
ed io che pensavo che Palaniuk fosse contorto
cmq la storia la conoscevo di mio… forse si mitizzano troppo sti personaggi che alla fin fine sono solo terroristi (rossi o neri non cambia!!!!!)
vedi che quando ti ci metti…va giù come un sorso d’acqua.
Very good
Questo (ex) ragazzo ha stoffa riesce a modulare lo stile secondo le esigenze (non mi riferisco a Giusva eh…).
basta fargliele scrivere un paio di volte, le cose…
La versione not for the masses (quella senza cognomi) sarà disponibile nel libro di futura pubblicazione “Dupall-Come inguaiai Giornalettismo”.
e c’è chi li chiama “formidabili quegli anni”…
Lo scritto, oltre a un pessimo italiano , contiene falsità storiche inenarrabili. Ovviamente Ricchiuti è di sinistra e questo libro è pura propaganda. In quei giorni io c’ero e vi assicuro che questo impostore di Ricchiuti ha scritto cagate pazzesche.