Face to face con la Maionchi

26/05/2008 - Abbiamo incontrato Mara Maionchi, colonna portante di X Factor, il programma che si promette di scoprire nuovi talenti musicali. E la diva di RaiDue in questo è maestra: abile nel maneggiare la televisione e farla diventare un palcoscenico per se

     
 

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Abbiamo incontrato Mara Maionchi, colonna portante di X Factor, il programma che si promette di scoprire nuovi talenti musicali. E la diva di RaiDue in questo è maestra: abile nel maneggiare la televisione e farla diventare un palcoscenico per se stessa.

“Piacere, Mara Maionchi”, e la mia testa per un attimo gira. Sono a Varese, città giardino bagnata dalla pioggia e da un galateo ormai in disuso. Mi trovo qui all’ora del the, su quel famoso corso pedonale intitolato a Matteotti e allo shopping, in attesa della “Signora della musica italiana”, il vero nuovo talento lanciato dal programma X Factor: Mara Maionchi. Mentre il cielo gioca a nascondino con le nuvole facendomi pensare all’opera di uno scenografo vagamente depresso, noto all’esterno del celebre Caffè Zamberletti una donna di mezza età con grandi occhiali da sole bianchi, una giovane donna con lunghi capelli rossi (ultimamente sono molto sensibile a questa tipologia di splendore) ed un signore con un sorriso fiero e sincero, nonché un’abbronzatura abbagliante (tutte le persone che contano sono molto abbronzate, ho capito. Devo farmi una lampada).

A TU PER TU CON LA DIVA – Solo qualche passo per dare loro dei nomi, con tanto di salivazione azzerata e patatumtum che fa vibrare la collana hello kitty che porto al collo; Mara Maionchi accompagnata dall’astro nascente Silvia Aprile e Mauro Della Porta Raffo, tre eroi di ieri di oggi e di domani che chiacchierano docilmente e mi sorridono vedendomi arrivare. Il signor Della Porta Raffo mi invita immediatamente ad accomodarmi nel suo salotto, la sala da the che ospita ogni giovedì, come questo giovedì 22, poeti ed artisti, sognatori e aristocratiche signore; e quando gli confesso che preferisco attendere (“Sono sola e non conosco nessuno”) lui si presenta stringendomi forte la mano come per benedirmi, dicendomi di scegliere il tavolino che preferisco. Il salotto di questo grande giornalista (La stampa, Il Giornale, Panorama, Vanity Fair, Il Giorno, Oggi, Gente) e scrittore è una sala così vintage da fare stringere il cuore e pensare a eleganti madamigelle in crinoline, nascoste da ventagli di piume e pettegolezzi sfavillanti; così col cuore catapultato in un’altra era scelgo la postazione più vicina a quella d’onore, quella che tra qualche minuto diverrà la cassa di risonanza delle emozioni dei varesini accorsi. Alcune signore accanto a me mi scambiano per qualcuno che non so, qualcuno di famoso, nonostante il mio imbarazzante pallore, e confabulano con fare eccezionalmente plateale e a tratti romantico per me, che sono diventata un palloncino gonfiato ad elio stretto nella mia mano. Quando la signora Maionchi entra nella sala tutti battono le mani con frizzante ammirazione, e lei ne stringe qualcuna, e tra queste la mia, che avvolge mollemente con un sorriso curioso, ed il suo “Piacere Mara Maionchi” diventa il mio nuovo mantra.

AL SERVIZIO DELL’ARTE – L’oretta in compagnia dei gentili ospiti fila liscia e sorridente, anche grazie alla presenza del celebre autore Memo Remigi e della moglie Lucia Russo, grandi amici di Mara, che spinti da Alex, parrucchiere ufficiale della signora e fan accanito di Mara e del suo X Factor sono riusciti a portarla qui, esattamente davanti a me. Silvia Aprile Mara MaionchiLe domande sono tante, e ancora di più i complimenti: alla gente X Factor piace, perchè è sincero e fa cantare davvero, legando gli italiani alla poltrona e raggiungendo buoni ascolti, anche se non esagerati come quelli di certi programmi del filone “La povera gente sullo schermo” che vanno a braccetto con la volgarità e la sterile autocelebrazione. Tra domande e considerazioni, Miss Maionchi, schietta e rusticamente elegante, ha ricordato l’inizio della sua carriera: il passaggio da impiegata in un’impresa di impianti antincendio a quello di segretaria per la casa discografica Ariston, per poi divenire collaboratrice d’eccezione accanto a Mogol e Battisti; indiscussa scopritrice di talenti come Gianna Nannini, Mango e l’internazionalissimo Tiziano Ferro, per poi giungere al successo mediatico scoppiato grazie al talent show di Rai2. Un successo che la inorgoglisce ma non la cambia di una virgola, lasciandola granitica nello spirito, una vera combattente con sangue comasco nelle vene come “Emilietta la sanguinaria”, sua madre così soprannominata per lo spirito altamente combattivo. E quando qualcuno tra la folla in crinoline (nella mia testa) le domanda chi sarà il vincitore del programma che il prossimo martedì volgerà al termine lei afferma senza esitazione: “Gli Aram Quartet, sono pop, bravi e anche belli, almeno due su quattro”, una risposta che avvalora la sua tesi, da sempre nota agli spettatori del programma. Si cerca un prodotto che sia pop, facilmente assimilabile, che piaccia e faccia ballare (nonostante gli Aram abbiano una sensibilità musicale e delle potenzialità assolutamente pop quanto d’éite), un mondo assolutamente diverso da quello di Silvia Aprile, la giovane radiosa seduta tra i mostri sacri del Caffè Zamberletti: una ragazza col cuore di panna e granella di nocciola, tenerissima quanto combattiva nel suo fare musica jazz (come confermato da Mara, ormai sua Madrina), che nelle scorse settimane è uscita dal programma sconfitta dall’idolo delle adolescenti, Tony, per la quale però la Maionchi, neanche a dirlo, ha un progetto più grande: “Con Silvia bisogna lavorare molto, ha un modo di cantare e fare musica molto elegante, difficile da collocare, ma che con il giusto impegno andrà lontano”.

BEING MARA MAIONCHI – Così, tra un applauso e un sorriso, nascosta dietro al mio vaporoso ventaglio di vanità, ho pensato che questa settimana volevo essere lei, e senza esitazioni ho preso parola e le ho chiesto “Come si diventa Mara Maionchi?”. Mara è scoppiata a ridere facendo ondeggiare gli orecchini di perle con i colleghi Morgan e Simona Ventura sotto forma di cammeo, e con lei tutta la sala da the (tazze, tende e cuscini compresi, in vero stile “The Beauty and the Beast”) per poi rispondere: “Non so quanto ti convenga diventare me! Ci vuole pazienza, impegno, saper parlare e riconoscere la giusta via, ma anche lo conoscenze, le conoscenze fanno molto”, e così, senza ritegno, da Giornalettista spudorata replico: “Benissimo, io sono qui. Se vuole posso portarle la borsa, pettinarla o semplicemente farle compagnia”; Mara ride ancora, mi trova spudorata e anche simpatica, ma poi si allontana senza portami con sé. La aspetta Chiambretti per registrare Markette, e lui ha certamente un’abbronzatura migliore della mia.

     
 

26 Commenti

  1. platicaSerena scrive:

    vai tranquillo caro, da queste parti si va di chanel.
    :O

  2. valentina scrive:

    rivendico la proprietà degli orecchini di mara, sono la stilista che li ha creati per lei, ovviamente sono marchiati Mr. Biggy, il mio brand.
    ;)

  3. Gregorj scrive:

    oddio, questo vuol dire che dobbiamo pagarle i diritti??? :D

  4. plasticaSerena scrive:

    No, vuol dire che ne devo ricevere un paio in regalo! no??? :D

  5. valentina scrive:

    ti ringrazio per averli menzionati nel tuo articolo, per il regalo ne possiamo parlare :) ovviamente non quelli perchè sono un pezzo unico e non possono assolutamente essere commercializzati, ma se ti fai un giro nel mio sito http://www.mrbiggy.it e vedi qualcosa contattami pure!
    v

  6. Ilaria scrive:

    vabbè che a me la Maionchi fa morire (per la sfrontataggine, la limpidità, la professionalità)
    però Serena! pure te… ;-)
    ‘sto pezzo l’hai scritto DA DEA!!

    (per quanto possa valere il mio parere)

    bella. ironica. ma con quel tocco glamour che non guasta

    p.s. bella la risata (spontanea) nel primo filmatino.

    *

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