Fini e quella casa a Montecarlo, le tre domande del Corriere
08/08/2010 - Dopo le polemiche di Bondi e quelle del Giornale, il quotidiano di via Solferino chiama in causa direttamente il presidente della Camera per la storia dell’appartamento affittato al fratello della Tulliani Chissà se han fatto più effetto le lettere indignate
Dopo le polemiche di Bondi e quelle del Giornale, il quotidiano di via Solferino chiama in causa direttamente il presidente della Camera per la storia dell’appartamento affittato al fratello della Tulliani
Chissà se han fatto più effetto le lettere indignate del ministro della Cultura Sandro Bondi oppure gli strali del Giornale contro Pigi Battista. Fatto sta che oggi il Corriere della Sera fa le fatidiche tre domande al presidente della Camera Gianfranco Fini a proposito dell’ormai celeberrimo appartamento a Montecarlo che era di proprietà di Alleanza Nazionale ed è finito venduto per 300mila euro a una società offshore e poi affittato al cognato Gianfranco Tulliani. Premettendo che sarà un’inchiesta della magistratura a fare luce su eventuali profili penali, il Corriere chiede:
1) A chi è stato venduto l’appartamento di Montecarlo ereditato dalla convinta sostenitrice della destra? Gli atti parlano di società offshore, la Printemps Ltd, la Janson directors Ltd e la Timara Ltd con sede nelle Piccole Antille, dentro cui si nasconde un misterioso compratore che almeno Francesco Pontone, delegato da Fini alla firma dell’atto di vendita, dovrebbe conoscere.
2) Perché Alleanza Nazionale ha accettato un prezzo di 300mila euro che, anche tenendo conto delle spese di ristrutturazione, è sensibilmente inferiore a quello che tutti gli esperti di mercato ritengono giusto?
3) Come si è verificata l’”inspiegabile coincidenza” (il copyright è sempre di Francesco Pontone, uno degli amministratori dei beni di Alleanza Nazionale) dell’appartamento di Boulevard Princesse Charlotte abitato, alla fine della girandola delle società offshore, dal fratello della compagna dell’onorevole Fini, Giancarlo Tulliani?
Infine, il Corriere ricorda la campagna del Giornale contro Boffo per spiegare il silenzio di Fini sulla casa a Montecarlo; ma, dice, un gesto di chiarezza è ormai necessario. E probabilmente, dopo l’uscita di via Solferino, il presidente della Camera dovrà davvero dire la sua sul punto.













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Il presidente Fini non può dare lezioni di moralità agli altri….ed i fatti lo provano
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E’ una vicenda diversissima da quella di Scajola, che compra per sé un appartamento al Colosseo con i soldi (in nero!) del corruttore Anemone in cambio di atti a lui favorevoli negli appalti con la pubblica amministrazione (denaro pubblico). Quindi siamo in presenza, simultaneamente, di truffa, corruzione, e concussione. Da parte di un ministro in carica. Roba parecchio grave. Qui invece semplicemente un partito politico (che è un soggetto privato, quindi non c’è denaro pubblico coinvolto) riceve in eredità un immobile in stato fatiscente, valutato 450 milioni, e lo rivende a 300.000 euro qualche anno dopo. Dov’è lo scandalo? Come e perché sia finito ad abitarci Tulliani, il cognato di Fini, è un altro paio di maniche. Ma visto che era stato lui stesso a suggerire l’acquirente al partito, non è poi così straordinario che lo stesso acquirente abbia dato l’appartamento in locazione proprio a Tulliani. Insomma, dove sarebbe lo scandalo?
Fini noi italiani non siamo tutti scemi percio’ pensaci bene
io prima ero un tuo elettore
elio bacc
L’odio per Berlusconi giustifica tutto. Si è giunti al ridicolo perfino l’ex repubblichinoi Dario Fo ha preso le difese di Fini. Forse ha avuto un sussulto di nostalgia per i bei tempi quando entrambi indossavano la camicia nera! Fini colui il quale celebrava Mussolini, il più grande statista del secolo, colui il quale celebrava la Marcia su Roma, l’allievo prediletto di Almirante, è diventato l’idolo (fasullo) dei “sinistri”. Puah…che schifo!