6 agosto 2010
L’ex sindaco di Milano annuncia che aderirà a Futuro e Libertà, l’ex ministro dell’Interno continua ad essere molto critico nei confronti del partito e del leader
Non è un esodo di massa, e di certo a fargli da contraltare c’è il ritorno di un pezzo da Novanta del calibro di Claudio Scajola, ma è un fatto che le voci di dissenso intorno alla scelta di Silvio Berlusconi di fare fuori il cofondatore Gianfranco Fini cominciano a farsi sempre più forte. Gli ultimi a uscire allo scoperto, in ordine di tempo, sono Gabriele Albertini, ex sindaco smutandato di Milano, e Beppe Pisanu, ex ministro dell’Interno che aveva sostituito proprio Scajola al Viminale durante il quinquennio 2001-2006.
ALLA CORTE DI FINI - Entrambi rilasciano interviste a Repubblica per criticare il premier e annunciare, nel caso di Albertini, l’addio al Popolo delle Libertà. «Quando è stato fondato il nuovo partito, che non a caso è stato chiamato “popolo”, io avevo capito un’altra cosa», dice Albertini. E cioè? «Mi sembrava il tentativo di allargare la partecipazione democratica per aggregare nuovi consensi. Ma Berlusconi è andato oltre, ha costruito un partito dove ciò che piace al principe ha vigore di legge. E dove chi non è d’accordo viene messo alla porta. Un partito così a me non piace, e neppure può funzionare». Perché? «Finché il leader mantiene il proprio carisma, va tutto bene. Ma se si ipotizza un traguardo più lontano, che va oltre la personalità forte di Berlusconi, diventa necessario costruire i meccanismi di democrazia interna propri di tutti i partiti liberali. Perché nessuno è eterno». Un ex berlusconiano di ferro va alla corte di Fini.
ERRORE DIRE NO AL PRESIDENTE DELLA CAMERA - Più sfumata la posizione di Beppe Pisanu: “Se si andasse a elezioni anticipate io mi opporrei”, perché oggi “lo scioglimento delle Camere piomberebbe come un macigno sulla fragile situazione economico sociale del nostro Paese, spianando la strada agli speculatori della finanza internazionale”.L’ex ministro dell’Interno dei governi Berlusconi dal 2001 al 2006 e oggi senatore del Pdl e presidente della Commissione bicamerale Antimafia, dice, a proposito della prospettiva di un voto anticipato. “Sono sicuro che la contrarietà alle elezioni sia molto più ampia di quanto non appaia, tanto nella società quanto nelle aule del Senato e della Camera. In ogni caso, e per nostra fortuna, la decisione finale spetta al presidente della Repubblica”. Lo strappo con Fini, però, non ha convinto Pisanu: “Se fossi stato deputato probabilmente avrei votato a favore di Caliendo – spiega – e non per garantismo, ma per evitare altri traumi politici al mio partito e alla stessa maggioranza di governo. La risposta brutale e lacerante dell’ufficio di presidenza del Pdl al gesto di distensione compiuto, seppure in extremis, da Fini è stata però un grave errore politico e bisognerebbe correggerlo” magari “rasserenando gli animi e preparandosi a discutere tra i gruppi parlamentari del centrodestra sull’agenda della ripresa autunnale”. Secondo il senatore del Pdl una soluzione all’attuale stallo potrebbe essere quella di “un governo di solidarietà nazionale guidato da Silvio Berlusconi” anche se, sul lungo periodo, andrebbe rivisto il modello di bipolarismo: “Sia il centrodestra che il centrosinistra – spiega – sono in fase di destrutturazione”: questo è dovuto “in parte per la loro evidente inadeguatezza rispetto ai grandi problemi dell’Italia e in parte per la crisi di questo bipolarismo immaturo, e a tratti selvaggio, che mette insieme forze troppo disaffini e in sorda concorrenza tra loro. Una buona legge elettorale potrebbe favorire la ricomposizione degli schieramenti maggiori su basi più solide ed omogenee, e dar vita finalmente ad una democrazia matura dell’alternanza”.



Che godimento se questo “ducetto” pieno di boria restasse con pochi eletti
maggiordomi come Bondi,Cicchitto,Capezzone,Bonaiuti,la Brambilla,Dell’Utri
e Cosentino…..Sarebbe il massimo del divertimento!
E andasse ad elemosinare il voto!
Prima tutti volevano entrare, adesso tutti vogliono uscire (meno male che gli hanno creato la scialuppa di salvataggio^____^).
Secondo me la barca affonda… Lo dedurrei dal fatto che nessuno teme più l’ira funesta del capitano^-^
Scusate^^
Qualcuno può spiegare a un’elettrice che cavolo è un governo di solidarietà nazionale? (magari anche di continuità nazionale o di promisquità nazionale^^).
Vorrei saperlo in quanto quelli dovrebbero esprimere la “volontà” del popolo. (dopo che la volontà s’è formata)
E io, popolo, come cavolo faccio a formarmi la volontà di sto coso di governo di solidarietà, se non so manco che cavolo è?^___^
Immagino che il mio sia un caso di ignoranza isolato: indubbiamente il 99% degli elettori sa e vuole.
(a parte: ma questo non era il governo contrario al politichese?^^)
Promiscuità con la “q”. Gnurant’
Detto velocemente: il governo (ora chiamato) di “solidarietà nazionale” fa parte di quei governi (una volta venivano chiamati anche “balneari”) che vengono varati quando si ha la necessità di dare, nel più breve tempo possibile, un governo al paese in caso di necessità istituzionale o anche di emergenze nazionali (rari), ora per esempio c’è un emergenza economica e finanziaria in più sono in scadenza a fine anno una barcata di miliardi di buoni del tesoro (occasione ghiotta per la speculazione internazionale). E’ un governo che è cercato dal Presidente della Repubblica per dare tempo alle forze politiche di trovare una soluzione politica. A capo di questi governi viene, spesso, designato un autorità indipendente (vedi Ciampi allora direttore di Banca Italia) o un politico gradito alla maggioranza delle forze politiche. Questo governo si presenta alle camere e trova una risicata maggioranza, (onorevoli e senatori sono, o meglio, dovrebbero ancora essere i rappresentati del popolo) di solito sufficiente per il tempo per cui deve rimanere in vita. E’ ovvio che è un governo a durata limitata e non è espressione del voto popolare perché il tempo a disposizione, per trovare una soluzione alle emergenze incombenti, tante volte è minimo e per indire elezione e varare un governo politico il tempo è troppo lungo.
Se&o.
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tanto gli italiani rivotano il berlusca, ancor di più la lega!
con tutti i mezzi di comunicazione che ha, tra televisione, giornali, farà una campagna elettorale vincente. In più la sinistra è del tutto assente,
solo Di Pietro si da da fare ma purtroppo è un pessimo comunicatore.
E come al solito sarà disposto a dare altre agevolazioni e finanziamenti alla chiesa cattolica per avere l’appoggio dei vescovi ne fare propaganda in suo favore. Tolto di mezzo Fini, se vince le elezioni avrà tutto il potere di fare ciò che vuole.