Esteri

Messico: nozze gay al vaglio della Corte, attivisti in mobilitazione

5 agosto 2010

Il Tribunale costituzionale del paese centroamericano sta discutendo della costituzionalità dei matrimoni  omosessuali nel paese. Fuori dal palazzo di giustizia, si distribuiscono volantini di propaganda contro le unioni fra persone dello stesso sesso.

Il Procuratore Generale del Messico, Arturo Chavez Chavez ha le idee chiare: parlerà davanti alla Corte Costituzionale messicana contro la legge sulle nozze omosessuali, che è stata approvata nel marzo scorso dal Parlamento di Città del Messico: già a giugno, l’amministrazione comunale poteva annunciare che erano 271 i matrimoni omosex già officiati. Questo, ovviamente, prima che la legge venisse mandata al tribunale costituzionale per il vaglio di legittimità.

NO ALL’ADOZIONE - La Corte suprema ha infatti ritenuto di poter discutere il caso immediatamente, e il dibattito è stato messo all’ordine del giorno nella sessione di questa settimana. Fuori dal tribunale, attivisti del MISO, l‘Istituto Messicano per l’Orientamento Sessuale, distribuiscono volantini che ricordano i presunti danni che la conferma della norma sul matrimonio, e di più, l’introduzione di quella per le adozioni agli omosessuali, comporterebbe. “L’adozione è un diritto del bambino, non degli adottandi”, ricorda il documento distribuito dagli attivisti; il centro messicano si era già distinto tempo fa per la sua battaglia contro l’ipotesi dell’adozione alle coppie dello stesso sesso. “I bambini che crescono in famiglie con genitori dello stesso sesso sono più soggetti a stress dei loro coetanei, e più proni a tentare il suicidio o a suicidarsi effettivamente”, sosteneva un precedente studio del centro.

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