Maturità e meritocrazia…all’incontrario

04/08/2010

     
 

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I dati dei risultati dell’ultimo esame di maturità ripropongono una realtà non nuova, ma sempre sorprendente: la concentrazione di voti altissimi nelle regioni del sud. Pochi dati per capirici: dei poco più di 4 mila maturandi cum laude, oltre 600 sono pugliesi e 362 calabresi. In Lombardia i 100 con lode sono stati 262, in Piemonte 208. Se scendiamo ai maturandi con 100, il risultato non cambia. E nella classifica degli istituti con la più alta presenza di studenti eccellenti, ai primi 10 posti ci sono 7 istituti calabresi, due siciliani ed un pugliese.

Insomma, mentre i test internazionli PISA ci dicono che gli studenti del sud sono mediamente molto meno attrezzati di quelli del nord, i voti della maturità sono molto più alti al sud. Un paradosso che si spiega solo in parte con la presenza nel meridione di realtà scolastiche effettivamente eccellenti mentre il resto delle scuole è di livello più modesto, rispetto ad una situazione nel nord in cui la qualità media è decisamente più alta. Ma il sospetto che ci sia anche dell’altro resta. Se il mitico Parini di Milano regala solo 3 eccellenze ed è agli ultimi posti, il Mamiani di Roma ne conta 5 mentre il Liceo Da Vinci di Reggio Calabria arriva a 26 la sproporzione sembra davvero eccessiva.

Questa selettività non omogenea provoca dei paradossi. Intanto, la diffusa consapevolezza che una maturità e una laurea al sud valgano meno di una del nord. E che finisce per penalizzare qualche studente davvero brillante. Poi, una selettività a senso unico in tutti quei concorsi in cui il voto di maturità o di laurea è un requisito per l’accesso o aiuta nei punteggi. C’è poi una specie di “migrazione” scolastica all’incontrario, con studenti mediocri del nord che finiscono a fare gli esami di abilitazione nel sud – come ha fatto la stessa ministro Gelmini – forse perché sanno che laggiù è più facile ottenere il pezzo di carta.

Ma non è solo un fatto di ingiustizia. E’anche un problema di sviluppo economico-sociale. Perché la meritocrazia, in un paese che è malato anche per la sua assenza nella vita economica, poltica, sociale, dovrebbe essere imparata da piccoli, a scuola. E il voto di maturità è il primo test su cui essa si misura. Bisogna prendere il toro per le corna. La riforma della scuola, con buona pace del ministro Gelmini, non si fa con il ritorno del voto in condotta, con i tagli alle classi e alle risorse.

Ci vogliono investimenti per innalzare la qualità media dell’offerta scolastica, specie nel sud. Perché non ci deovno essere scuole di serie B e studenti di serie B. Ma ci vuole un test nazionale che, con criteri obiettivi renda trasprente la “graduatoria” di merito tra i ragazzi, in modo che un 100 sia 100 a Milano come a Crotone. Ci vuole una maggiore attenzione al ruolo degli insegnanti, sia sul versante della loro valorizzazione – anche economica – sia su quello della loro responsabilizzazione. Finché lasciamo la scuola a se stessa, continueremo a stupirci dei tanti paradossi del sistema dell’istruzione. Compreso quello di una regione che è agli ultimi posti in tutte le graduatorie di competitvità, ma vince la sfida dellìeccellenza scolastica.

     
 

16 Commenti

  1. me^^ scrive:

    Sopratutto, non bisogna dimenticarsi che, a sud, il livello di intelligenza è più basso (come hanno con sicurezza scientifica, detto qualche giorno fa, in Tv).
    Sono meridionale. Ai tempi di scuola, almeno nel mio istituto, ho visto i geni da 110 (strameritato: da noi non si regalava niente). Ho visto una pessima organizzazione scolastica fornire una scelta limitatissima fra gli istituti e infischiarsene di mettere mezzi a disposizione delle scuole. Poi ho visto che era tutta una presa in giro: i 110 al massimo hanno trovato un lavoro come segretari(mal o non pagati) e coloro che erano stati piuttosto mediocri sotto il profilo della resa scolastica ..beh! Per loro e tutta un’altra storia … Francamente sono stufa di sentire queste valutazioni sulla scuola, quando la vita delle persone viene decisa fuori dalla scuola, da genitori, politici ecc. Nelle scuole le discriminazioni sono difficili: c’è un pubblico che ascolta. E’ nelle università (se c’è un solo esaminatore) e nei concorsi (alla grande^^) che le cose cambiano, perchè non c’è un pubblico ad ascoltare e a giudicare chi esamina. Sono contro i test a busta chiusa. Proporli vuol dire ampliare la possibilità di esaminare in mancanza di testimoni.

    • Lucia scrive:

      “i 110 al massimo hanno trovato un lavoro come segretari”

      Su questo punto, non sono per nulla d’accordo! il “merito” viene sempre e comunque premiato: dal primo giorno di scuola alle elementari fino all’università! posso portarti l’esempio classico di mia sorella, laureata al sud, con 110 e lode in Lingue e letterature straniere e vincitrice di due concorsi a cattedra nella regione Campania e attualmente docente!ma, volendo, potrei riportarti anche altri esempi…
      Perchè si tende a discriminare “l’intelligenza” del sud?

      • Stefano scrive:

        Direi che stiamo confondendo “intelligenza” e “preparazione culturale”, che sono due cose diametralmente opposte. Il voto di laurea o di maturità si riferisce alla “preparazione culturale”, oppure alla “percezione” che di questa può avere l’esaminatore. L’intelligenza (o “LE intelligenzE”) sono decisamente qualcosa che non può essere misurata (alla faccia dei test del QI).

      • AF scrive:

        Ciò che si vuol evidenziare è che magari tua sorella a Brescia prendeva 90 e siccome i punti della laurea ti alzano (spesso non di poco) i punti del concorso i due concorsi non li vinceva… e se vincere un concorso pubblico ti pare un riconoscimento del merito… magari tua papà lavora allo stesso ateneo dove tua sorella ha vinto il concorso (non ce l’ho con te… è per far capire…)

        • Lucia scrive:

          “magari tua papà lavora allo stesso ateneo dove tua sorella ha vinto il concorso”

          Credo che lei abbia fatto un po’ di confusione: cosa c’entra l’Ateneo con un concorso pubblico a cattedra?
          Mio padre non lavora in nessun Ateneo, giusto per capirci, e mia sorella appartiene “a quei (pochi) fortunati che senza santi in paradiso hanno fatto un buon percorso di vita” come giustamente ha scritto Comicomix!

      • Stefano scrive:

        Concordo in pieno con te AF. Credo che l’unico sistema per far emergere un po’ di “meritocrazia” sia quello di eliminare una volta per tutte il “valore legale” dei titoli di studio o perlomeno la loro “valenza” ai fini del punteggio nei concorsi.
        In maniera che il “pezzo di carta” divenga per TUTTI un “pezzo di carta”.

        • Serenella scrive:

          Stefano. L’abolizione del valore legale dei titoli di studio farà sì che un laureato in agraria potrà fare il ginecologo. Non bastano le attuali truffe di gente senza titolo che fanno un lavoro per cui non sono preparati e autorizzati mettendo in difficoltà o facendo morire la gente? Dobbiamo legalizzare pure queste illegalità?
          NON ASCOLTIAMO IL CANTO DELLE SIRENE DEI SOLITI PEDAGOGISTI, ECONOMISTI E POLITICI SPARASOLUZIONI.
          L’abolizione dei manicomi doveva risolvere il problema dei malati mentali, invece non è avvenuto così. Sono stati buttati fuori senza fare una seria riforma ed organizzare un sistema sanitario degno di aiutare tanti esseri umani.
          Stesso dicasi per le “case chiuse”: la prostituzione oggi è più fiorente che mai.
          Io direi che per la scuola è meglio utilizzare e far funzionare al meglio le leggi che ci sono.
          Per l’istruzione: aboliamo “le prassi” e rispettiamo le leggi attuali che, a differenza di chi non sa, sono abbastanza buone ed è invece la loro disapplicazione per quarantanni che ha provocato lo sfascio. Chi non le rispetta venga denunciato e quindi “abolito” dal sistema scuola, sia che sia docente, sia che sia SOPRATTUTTO dirigente.
          Tanti dirigenti sono causa del male scuola. Si dà colpa agli insegnanti, ma…dove sono I DIRIGENTI che dovrebbero vigilare sui docenti???
          Spesso sono loro che impongono in Consiglio di classe ai docenti i falsi ideologici delle promozioni o dei voti non meritati agli alunni

      • Ricky scrive:

        Con tutto il rispetto verso la sorella vorrai convenire con me che sapere che una persona vince due concorsi come docente in Campania senza essere raccomandato e’ una notizia a cui l’italiano medio difficilmente crede, e lo dico semplicemente perche’ sono uno che legge i giornali e ascolta quello che sente in giro eh! E comunque dispiace, magari poi la persona merita davvero, ma il sistema in cui opera e’ fatto in maniera tale da sminuire automaticamente il merito.
        Cioe’, fra uno che va ad insegnare a Yale ed uno che va in una qualunque universita’ italiana, nella mia testa quello che va a insegnare a Yale o Berkeley e’ probabilmente il migliore fino a prova contraria, lo so che e’ brutto e sbagliato ma questo e’ il riflesso che mi viene, e’ una questione di credibilita’.

      • me^^ scrive:

        Non conosco la situazione di tua sorella ed immagino abbia faticato e si sia meritata tutto ma…a parte la sua situazione e quella di altri realmente meritevoli come lei… li conosco anch’io i concorsi. Li conosco perfettamente^^ (e non hai idea di ciò che ho visto).
        E accanto a tua sorella, conosco anche gente che di lauree ne ha dovute prendere 2 con 110, ma per lavorare in una scuola privata.
        Perchè per lavorare in una scuola pubblica, immagino^^, occorrano i punti e di solito la laurea non basta (manco 2^^).
        Comunque, a parte ciò, ogni volta che fanno ste riforme, è solo per farti passare dalla padella alla brace. Hanno riformato pure i concorsi, ma il risultato è stato sempre il medesimo. Anzi è peggio: adesso ci vuole tutto il ministero^^. Stanno solo restringendo il campo^__^.
        Se ti tolgono pure il pezzo di carta (a dire il vero, il mio sta a ancora a marcire là^^) che ti resta?

        • Lucia scrive:

          “Perchè per lavorare in una scuola pubblica, immagino^^, occorrano i punti e di solito la laurea non basta”

          Infatti, ha ottenuto un ottimo punteggio, anche perchè ha fatto la c.d. “gavetta” al nord, con tanti anni di supplenze!
          Circa l’iter del concorso a cattedra, una cosa è certa, che nel caso in cui il punteggio non corrisponde a quello effettivo,(perchè basta farsi due calcoletti), è possibile fare ricorso…quindi, non credo che siano truccati..e non parlo per partito preso, ma perchè effettivamente è cosi! :)

      • me^^ scrive:

        sempre per lucia^^
        Perchè ci discriminano per l’intelligenza?
        Ci discriminano per tutto! Figuriamoci per l’intelligenza^^
        Una volta che t’hanno classificato come ignorante e ritardato, dovrai pur abbassare il capo di fronte alla razza superiore.

  2. me^^ scrive:

    Mi dilungo (mi sa che qua, commento solo io^__^)
    Dimenticavo(devo dirlo: c’ho il dito bruciato^^, come moltissimi altri. So benissimo come funziona e non esagero per rancore…ma per rabbbbbbia!!!! ^0^. E poi, rientro in una casistica comune ed è giusto che pure ‘sta casistica^^ dica la sua).
    Tralasciano la “meritevolezza” che ti abbaglia all’università e nei concorsi, la prima vera “meritevolezza” ti piomba in un occhio il giorno della maturità.
    Là, tutto ciò che hai fatto (io^^ ed altri iellati) può essere cancellato con un bel colpo di spugna per un errore di scelta o per scelte errate del tuo stesso professore (gliè poss…al membro interno^0^…..^__^…non l’ho mai sbollita^^).
    Viceversa, potrai risultare in eterno essere stato un bravissimo studente (pure se hai avuto 3-4 come media per 5 anni e conosci i misteri che si celano dietro la frase “presentarsi a settembre”. E’ qua ti incavoli come un tapiro… a te, ‘sti misteri, quei brutti, non li hanno mai svelati…Giuro, amica di scuola, non ce l’ho con te…ce l’ho con quelliii!!^0^).
    E per tutta la vita, sarai il voto di quell’unico giorno (e te lo ricorderai ad ogni esame che farai. Quello è il peggio: l’orticaria che ti piglierà ogni volta che sentirai la parola “esame”^^. Fortunatamente, passerà durante l’esame…per ripresentari in forma aggravata quando andrai a vedere i risultati dell’esame!). In breve, pagherai tu per gli errori e le trascuratezze dei tuoi proff ….e per le cavolate del ministero^^ .
    Pure quell’altro col 4 avrà la stessa sorte, ma a lui non verranno mai il mal de panza e l’orticaria (beato lui).
    Tanto vale presentarsi a scuola solo i giorno dell’esame di stato.
    Insomma: e’ questa la “meritevolezza” del sistema scolastico? Affannarsi a scuola e all’università, non per un giorno, ma per anni, perchè alla fine non serva a nulla? (a parte il mal de panza?^__^)

    • Comicomix scrive:

      Ciao.

      Sono assolutamente convinto che l’Italia sia malata di “meritevolezza”. E credo che guarire da questo male, ammesso che sia possibile, è tra le poche cose che possono salvarci.

      Penso che la scuola sia il primo banco di prova, non l’unico, sono d’accordo). E penso che una distribuzione tanto “singolare” dei voti eccellenti alimenti il dubbio che il “pezzo di carta” sia, appunto, un pezzo di carta.

      Capisco anche l’amarezza, che condivido, anche se non sono del sud e anche se appartengo a quei (pochi) fortunati che senza santi in paradiso hanno fatto un buon percorso di vita. Ma penso che la rabbia deve diventare lotta (sennò non serve a nulla) anche se la vita ti scoraggia. E che comunque sia un metodo omogeneo di valutazione sia indispensabile per la credibilità dell’esame.

      Un caro saluto

      C.

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  5. me^^ scrive:

    concordo con Stefano^^
    I test sul QI sono truccati all’origine.

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